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Vita da difendere

La Nuova Zelanda depenalizza l’aborto: ora chi tutela la vita?

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CNS-LIFE-GENDER -- Behind the scenes- the model of a fetus in the womb. On Mother's Day, one of the most startling broadcasts will be In the Womb on National Geographic Channel. Pictures of unborn infants are not new but this two-hour Brit documentary uses the latest in 3-D scanning technology to provide exceptional images of a baby girl from conception to birth. Her mouth opens, she swallows amniotic fluid, hiccups, learns innate reflexes when startled, seems to recognize familiar voices and music, selects a favourite thumb to suck (at 11 weeks), dreams (but of what?) and generally is awake about 10 per cent of the time. (CP PHOTO/ Alliance Atlantis/ HO) *Calgary Herald Merlin Archive* DATE PUBLISHED THURSDAY, MAY 5, 2005 DATE PUBLISHED THURSDAY, SEPTEMBER 22, 2005 *Calgary Herald Merlin Archive*FOR CNS LIFE PACKAGE, APRIL 2, 2010

La Nuova Zelanda ha approvato mercoledì 18 marzo la nuova legge che depenalizza l’aborto. E’ passato infatti, con 68 voti a favore e 51 contrari il progetto, di legge che permette alle donne di ricorrere all’aborto entro le prime venti settimane di gestazione.
La precedente normativa, in vigore da quarantaquattro anni, prevedeva che il ricorso all’aborto fosse lecito solo in caso di incesto, malformazione del feto, o in caso di pericolo per la salute fisica o mentale della madre. Inoltre requisito essenziale era che la donna fosse stata indirizzata dal proprio medico a due specialisti, ciascuno dei quali doveva rilasciare apposita certificazione.
La sanzione prevista dalla disciplina penale, ma rimasta praticamente sempre sulla carta perché mai attuata, era la reclusione fino a quattordici anni. Nonostante dunque la mancata applicazione di fatto delle pene, il Parlamento neozelandese ha ritenuto urgente normare la legislazione sull’aborto finora in vigore.
Il governo, guidato la Primo Ministro Jacinda Ardern e composto da una coalizione fra il partito laburista, il partito dei centristi e quello dei verdi, è giunto al voto senza una vera e propria opposizione al progetto legislativo e al riguardo i partiti hanno deciso di non imporre alcuna direttiva, ma di lasciare libertà di coscienza ai singoli membri.
Fortissime critiche alla nuova legge sono però giunte dalla Conferenza episcopale neozelandese che tra l’altro ha affermato: “Questa legge non fa nulla per aiutare quelle donne che, per una serie di ragioni, scelgono un aborto perché sentono di non avere altra scelta, sia a causa della pressione del partner oppure per motivi economici o sociali”. “Né questa legge fa nulla per ridurre il numero complessivo di aborti, cosa che la maggioranza dei neozelandesi ha costantemente affermato di volere.”
Pochi giorni fa è dunque caduto uno degli ultimi baluardi legislativi in tema di depenalizzazione dell’aborto, in quanto la Nuova Zelanda era uno dei pochi paesi del mondo occidentale a considerare l’aborto un reato.
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