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Verso il divieto di aborto in casi di malformazioni

La pandemia non cambia la Polonia: verso il divieto di aborto eugenetico

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Il Parlamento polacco ha rinviato giovedì 16 aprile la decisione finale del progetto di legge volto a vietare l’aborto in caso di gravi anomalie del feto.
Trattasi questa di una delle eccezioni attualmente previste dalla legge polacca sull’aborto che lo permette assieme ai casi di stupro, incesto e di rischi per la salute della madre.
C’è da sottolineare inoltre che attualmente la percentuale degli aborti eugenetici in Polonia è più del 90% del totale degli aborti praticati.
Ancora una volta quindi giunge dall’Europa dell’Est il tentativo di estendere la protezione del diritto alla vita dei nascituri, dopo un tentativo non andato a buon fine due anni fa, quando il Parlamento bocciò un disegno di legge simile a seguito delle forti proteste di gruppi femministi e abortisti.

L’attuale disegno di legge proposto è stato dunque rinviato alla Commissione parlamentare della Salute, Politiche sociali e famiglia per ulteriori lavori ed essere discusso in futuro.
Il Parlamento polacco, a maggioranza conservatrice guidata dal partito “Diritto e Giustizia” (PiS), aveva davanti a sé diverse possibilità di scelta: avrebbe potuto respingere il progetto legislativo o procedere rapidamente ad una seconda lettura, ma ha optato per la soluzione intermedia e cioè quella del rinvio alla commissione parlamentare.
La decisione è giunta dopo un arduo dibattito fra i promotori del progetto di legge nato da un’iniziativa legislativa popolare, che ha raccolto più di 100.000 firme, sostenuto dal partito di maggioranza in Parlamento e i movimenti femministi pro-aborto e i partiti di stampo progressista, che hanno organizzato forme di protesta nella capitale Varsavia, nonostante il blocco delle manifestazioni in corso per via dell’epidemia da Covid-19.
Il Presidente della Polonia Andrzej Duda ha dichiarato all’inizio del mese di aprile che uccidere bambini con disabilità è semplicemente un omicidio e ha promesso che avrebbe firmato il disegno di legge una volta terminato l’iter legislativo.
Come hanno sottolineato vari giuristi polacchi, la Costituzione della Polonia garantisce la protezione della vita di ogni essere umano, a prescindere che questo sia nato o meno, dalle condizioni di salute o dall’aspettativa di vita e garantisce altresì il sostegno dei disabili, proibendo la discriminazione basata sull’età o sulle condizioni di salute.
Staremo a vedere se questa volta la Polonia riuscirà ad arrivare fino in fondo alla volontà di proteggere il diritto alla vita, anche, come in questo caso, di chi presenta disabilità.

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