La persecuzione ai cristiani passa anche per i barconi: il capitano musulmano li uccide per la loro fede

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La persecuzione ai cristiani passa anche per i barconi: il capitano musulmano li uccide per la loro fede

22 Settembre 2016

“Erano convinti che il tempo peggiorasse ogni volta che le vittime a bordo pregavano”. E’ quanto riferito dai testimoni sopravvissuti ad una infernale traversata, dal Marocco alla riva meridionale della Spagna, su una fragile barca di migranti nel dicembre del 2014.

Si tratta di dichiarazioni lasciate agli investigatori nell’ambito di un processo che ha come imputato un immigrato del Camerun, accusato dell’omicidio di sei uomini, su quella barca, per la sola ragione di essere cristiani.

Andiamo con ordine. L’uomo in questione è stato identificato come Alain N.B., un musulmano che si era messo a capo del gommone con 50 sub-sahariani. Ventinove i sopravvissuti.

Durante quella traversata il mare, a causa del tempo, il mare si era fatto in tempesta e la navigazione sempre più difficile. A bordo c’era un sacerdote cattolico e, siccome pregava, invocando il nome di Gesù ad alta voce, insieme ai suoi uomini, fu percosso con una trave di legno prima di essere gettato in mare.

Alain N.B. si era messo in testa che quella tempesta era tutta colpa dei cristiani a bordo. Troppe volte avevano nominato il loro Dio, era colpa loro se il mare continuava ad ingrossarsi. Meritavano la morte. Così con l’aiuto di un suo compagno iniziò a sequestrargli ogni sorta di simbolo cristiano tenessero in tasca, per poi annegarli. Quell’uomo, in quanto musulmano, era convinto che quei cristiani meritassero la morte.

Secondo gli inquirenti Alain N.B. “era consapevole del fatto che le vittime non potevano sopravvivere e che sarebbero morti. O per annegamento, o per il freddo, o per le lesioni fisiche che avevano subito. Il freddo, il mare mosso e la grande distanza dalla costa sarebbero stati deleteri”. Queste le motivazioni, da affiancare all’accusa di omicidio, per le quali il pubblico ministero ha chiesto, con l’aggravante di “Motivazione religiosa” una condanna a 90 anni.

Almeno ventuno le vittime di quella traversata. A cui era stato sottratto anche tutto il denaro contante che avevano con loro. Così The Telegraph ci fornisce un’altra pagina semisconosciuta della persecuzione ai cristiani