5 stelle in trincea

La piazza di Torino e il mito infranto di Chiara Appendino

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Ora va bene che il mestiere di sindaco non è una cosa facile ma quello che è successo a Torino, lo “tsunami”, come l’abbiamo chiamato l’altra sera, scoppiato in piazza fra i tifosi della Juve che stavano guardando la partita, terrorizzati, sembra, da qualche petardo scambiato per una bomba, con centinaia di feriti e un bimbo che per fortuna è appena uscito dal coma, tutto questo, due cose ci dice ancora dopo quelle che abbiamo elencato ieri sul movimento 5 Stelle e nel caso specifico su Chiara Appendino.

La prima è che il mito di carta della grillina savoiarda, l’Appendino più lucida, istituzionale ed efficiente della collega romana Virginia Raggi, con quel pizzico di superiorità nordico teutonica sulla Roma caciarona, esce infranto dallo “stampede” torinese, e la Chiara, da prendere quota e spopolare sui giornaloni, adesso dovrà tenersi un po’ più stretta la fascia tricolore, perché a quanto pare non è più lei il modello di riferimento, un gradino sopra la media degli amministratori pentastellati, i quali amministratori non è che partano poi proprio dai gradini più alti del podio, vedi, appunto, il caso Roma.

L’altro aspetto su cui non si può tacere è stata proprio la reazione della sindaca alle accuse, la spiegazione, laconica, data a chi dice che il Comune non è stato in grado di organizzare come si doveva la piazza, con le vie di fuga per 30 mila persone ostruite, il pavimento di vetri e le bottiglie di vetro spaccate, e vendute in modo abusivo, eccetera eccetera. “Abbiamo seguito la prassi”, è stata la risposta della Appendino, ci siamo comportati come in passato, abbiamo messo in atto le procedure richieste in casi del genere.

Ma quando a governare era Piero Fassino e gli appuntamenti, anche quelli rilevanti, sportivi, certo non mancavano, vedi il 2015, le cose furono gestite senza grossi problemi proprio perché non si trattava di casi limite; l’altra sera, invece, complice l’insicurezza internazionale, che non è solo una percezione visto quello che nelle stesse ore stava accadendo a Londra, il sindaco Appendino avrebbe dovuto addotare “misure supplementari e incisive”, come ha risposto, a porta vuota, Fassino, tirato in ballo indirettamente dalla sindaca.

Invece il voto in pagella è stato insufficiente. E la tanto gentile e tanto onesta pare Appendino fino adesso non si è neanche assunta un minimo di responsabilità.  

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