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La piazza tranquilla che fa paura a Prodi

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Le reazioni di Romano Prodi alla manifestazione di sabato scorso sono decisamente lunatiche. “Dalla piazza ho sentito solo insulti”, si è lamentato a più riprese il capo del governo, come se da una manifestazione dell'opposizione dovessero giungergli lodi e incoraggiamenti.

Forse Prodi ha poca dimestichezza con le piazze, ma basterebbe che rileggesse le cronache della manifestazione sindacale del marzo 2002 per vedere che non c'è nulla di cui stupirsi. Nella famosa marcia dei 3 milioni (anche in quel caso la Questura disse che erano 700.000) gli “insulti” contro il governo si sprecavano: “Dateci Bin Laden- noi vi diamo Berlusconi”, “Bossi, hai voluto la poltrona ora ti piace Roma ladrona”, mentre andava per la maggiore la faccia di Berlusconi con le orecchie da somaro e la scritta “Articolo 18 per tutti, licenziamolo per giusta causa”.

Le cose stanno così, in democrazia non si portano in piazza milioni di persone per far felice chi governa. Prodi dovrebbe smettere il broncio per quelli che chiama insulti e cercare di capire un po' meglio cosa ha significato la manifestazione di sabato.

Anche i retroscena che danno Prodi convinto di uscire rafforzato dalla manifestazione contro la finanziaria lasciano perplessi: intanto è dubbia la razionalità di chi prima si lamenta degli insulti e poi dice che li trova corroboranti. Ma se il motivo del presunto rafforzamento è nella spaccatura dell'opposizione, anche qui ci pare che Prodi abbia fatto calcoli strampalati. Se l'immagine della giornata di sabato con due milioni di persone in piazza a Roma e quindicimila a Palermo - tutte contro Prodi

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