La politica offre lo scalpo di Ciampino e dirotta le low cost fino a Viterbo

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La politica offre lo scalpo di Ciampino e dirotta le low cost fino a Viterbo

Aleggia sul trasporto aereo il fantasma dell’ex Ministro dei Trasporti del Governo guidato da Romano Prodi, Alessandro Bianchi. Correva l’anno 2006 e il ministro voluto dai Comunisti Italiani proponeva il “piano degli aeroporti”. In quel progetto, a lungo criticato anche dall’Istituto Bruno Leoni, lo Stato si sostituiva ai clienti decidendo quale aeroporto sviluppare e quale no. Per fortuna non ebbe mai la luce, altrimenti lo sviluppo del trasporto aereo avrebbe subito un ulteriore trauma molto più grande di quanto la crisi economica e la vicenda Alitalia abbiano provocato.

La pianificazione aeroportuale piace molto ai politici e Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, ha deciso di offrire lo scalpo dello scalo di Ciampino alla nuova Alitalia per farla rimanere a Fiumicino. “Offriamo alla CAI la chiusura di Ciampino e lo spostamento a Viterbo dei low cost” è un’affermazione tanto grave quanto figlia di una visione dove il decisore pubblico si veste da demiurgo della città e gioca a fare il Lego, “costruisco qua, sposto queste attività là, mando queste persone a vivere la…”.
Una proposta anti-concorrenziale che a norma dell’Unione Europea è un chiaro aiuto di Stato. Favorire una singola impresa è vietato dalla Commissione Europea.

In questo modo, nell’intenzione del governatore, si riduce la concorrenza che Ryanair, l’operatore principale che utilizza lo scalo, riesce a portare alla nuova compagnia aerea italiana.
Non era bastata la legge 166 del 2008, che ha impedito all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di “punire” l’abuso di posizione dominante di CAI in seguito alla fusione di Alitalia ed Airone? Evidentemente no. In realtà tale decisione era già stata anticipata due anni orsono, con la limitazione da 138 a 100 voli settimanali sullo scalo di Roma Ciampino. Motivazione: inquinamento acustico. Il fatto comico della vicenda, se comica può essere una decisione che ha fatto perdere quasi un milione di passeggeri allo scalo, è che dapprima si era deciso di lasciar sviluppare l’aeroporto e solo successivamente, la politica insieme all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile dissero “abbiamo sbagliato”.

Ma è giusto porsi la domanda relativa alle conseguenze della chiusura di uno scalo che trasporta quasi 5 milioni di viaggiatori? Si è davvero convinti che l’aeroporto promesso di Viterbo, sia un perfetto sostituto dello scalo romano? Non è forse troppo distante? Ed è efficiente spendere 250 milioni di euro dei contribuenti per la tratta Roma-Viterbo e altri denari pubblici per l’adeguamento dell’aeroporto? La risposta arriva dallo stesso Marrazzo che ha ammesso candidamente che “un low cost competitivo sul territorio crea difficoltà ad una compagnia come Cai”. Non c’erano dubbi.
Ricordando che i dissidi tra Ryanair e la Comunitat Valenciana hanno portato al ritiro della prima compagnia low cost europea dallo scalo di Valencia, siamo sicuri che il vettore irlandese sia disposto ad andare fino a Viterbo? Potrebbe abbandonare tutta la regione.
Nonostante Marrazzo si aspetta che “Cai scelga Fiumicino per una questione di mercato”, uno strano mercato indirizzato dalla politica, è paradossale che lo stesso scalo di Fiumicino è addirittura snobbato da Ryanair perché non è abbastanza veloce e non riesce a far atterrare e decollare un aereo in meno di 30 minuti.
Nel 2008, Ryanair ha trasportato quasi 4 milioni di passeggeri da e verso Roma, in gran parte turisti incoming; il vettore irlandese ha una struttura che non è replicata da nessun altro operatore, avendo un costo (per posto/chilometro offerto) inferiore del 40 per cento a tutti i concorrenti; è la cosiddetta “cost-killer”. Se nessuno è in grado di replicare questi numeri favorendo di più i clienti, l’offerta non potrà essere sostituita completamente dagli operatori e di fatto ci sarà una perdita netta di turisti per Roma.
Favorire CAI e sfavorire Roma, i suoi clienti e i tutti i contribuenti italiani? Un’ottima soluzione, non c’è che dire…

Nel momento in cui la politica prende l’ennesima decisione sbagliata e si sostituisce al mercato ora ancora di più sarebbe utile una seria riflessione sulla possibile liberalizzazione/privatizzazione degli aeroporti. L’Europa sta andando in questa direzione, vogliamo ancora rimanere in ritardo?