La priorità della riforma della giustizia è la certezza della pena
10 Ottobre 2008
di Redazione
Niccolò Ghedini, esponente del Popolo della Libertà, consigliere giuridico del presidente del Consiglio e suo legale ha affermato al quotidiano online Affaritaliani.it le linee guida del governo sulla riforma della giustizia. «L’idea della maggioranza – ha detto Ghedini – è quella di avere due Consigli Superiori della Magistratura separati e carriere separate per pubblici ministeri e giudici, che comunque manterebbero rigorosamente la loro indipendenza da qualsiasi potere politico e da qualsiasi ingerenza del potere legislativo o dell’esecutivo».
In questo momento, aggiunge Ghedini, la priorità è "completare la riforma del codice di procedura civile, che è già stata approvata da un ramo del Parlamento; approvare una riforma compiuta del codice di procedura penale per l’accelerazione del processo penale; l’attuazione dell’articolo 111 sul giusto processo. E soprattutto la certezza della pena, che è un impegno che abbiamo preso in campagna elettorale e che i cittadini si aspettano in maniera molto rapida".
Per quanto riguarda il provvedimento sulle intercettazioni, "è un percorso separato, già presentato, e immagino che sarà approvato entro l’anno da entrambi i rami del Parlamento", pronostica Ghedini che sull’attuale Csm dice poi: "Non funziona, perchè la commistione pubblici ministeri-giudici già di per sè crea un problema sulle garanzie del cittadino, quando c’è un problema disciplinare o comunque quando ci deve essere una valutazione di questi soggetti che devono andare ad assumere un ufficio o un altro".
