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La proposta di Forza Italia per ridare stabilità al paese

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Invece di condannare anche la Camera alla precarietà numerica e politica che affligge il Senato, non sarebbe meglio assicurare anche al Senato la governabilità che la legge elettorale garantisce alla Camera?

Al di là di dati tecnici e dei calcoli percentuali, è questo il cuore del ragionamento che ha convinto i senatori di Forza Italia a sottoscrivere il disegno di legge presentato in Commissione Affari Costituzionali da Gaetano Quagliariello per riformare il metodo di elezione degli inquilini di Palazzo Madama, superare la “falsa partenza” della proposta di Enzo Bianco e avviare – spiega l’esponente forzista – “un confronto chiaro e senza trucchi”. Il tutto con lo scopo di giungere alla definizione di “un sistema che consenta a due forze, rispettivamente di centrodestra e di centrosinistra, di riconoscersi reciprocamente e, nel contempo, di essere i veicoli dell’integrazione per i partiti più radicali dei rispettivi schieramenti”.

Una proposta di legge, osserva dunque il promotore del ddl di Forza Italia, deve “tendere a garantire al Senato le condizioni di agibilità politica che oggi vi sono alla Camera dei deputati. E non, per timore del responso della volontà popolare, trovare un modo per rendere la camera della prossima legislatura uguale al Senato di questa”. La bozza Bianco, infatti, è afflitta da un “baco” ed è a forte rischio ingovernabilità, poiché prevede l’attribuzione del premio di maggioranza solo nel caso in cui la coalizione vincente riesca a superare il 45% dei consensi. Circostanza che prevedibilmente indurrebbe i partiti minori ad evitare le alleanze, lasciando i due rami del Parlamento perennemente in balìa di forze residuali ma determinanti.

Ecco perché Forza Italia chiede – relativamente al Senato – la determinazione di una soglia di sbarramento pari al 5%, e l’attribuzione di un premio di maggioranza di massimo 45 seggi allo schieramento (o al partito) che abbia ottenuto più seggi a livello nazionale (anche se l’assegnazione avverrebbe mediante una suddivisione regionale in base a liste provinciali). Tale premio consentirebbe alla forza politica o alla coalizione vincente di raggiungere quota 170 seggi nel caso in cui la percentuale di voti non sia di per sé sufficiente, e garantirebbe al Senato la stabilità di cui oggi gode la Camera.

Il testo del disegno di legge

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