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Un consigliere della Regione passa a Fli

La pugnalata laziale ai danni di Berlusconi: il caso Pasquali

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Dunque Francesco Pasquali, classe 76, consigliere regionale nel Lazio, berlusconiano di ferro e forzista da una vita saluta Silvio e passa con Fini. Direte voi: e che c’è di strano? Non sarà né la prima né l’ultima comparsa della politica a passare da una parte all’altra per mera convenienza personale. Ma purtroppo qui il discorso è un altro.

Il consigliere regionale Francesco Pasquali, nominato alla Regione senza aver preso mai un voto in vita sua, se oggi ricopre un ruolo di massimo prestigio, e retribuito con centinaia di migliaia di euro all’anno, è perché il tocco magico di Silvio si è poggiato su di lui. In pochi lo sanno, ma siede sulla dorata poltrona della Regione perché Silvio volle fortemente che lui, e la sua compagna Veronica Cappellaro, fossero inseriti nel listino bloccato. Il listino bloccato, va detto per i non addetti ai lavori, è quella lista di persone che vengono elette senza dover necessariamente prendere un voto. In teoria dovrebbero rappresentare un valore aggiunto che il candidato Presidente porta come dote agli elettori. La dote Pasquali, a quanto pare, si è guastata.

Ma anziché andare a male, è andata a Fini. Ad ogni modo il caso Pasquali conferma alcune cose: a) la politica continua ad essere, troppo spesso, come la teoria: lontana anni luce dalla pratica e quindi dalla vita quotidiana di un normale cittadino; b) le liste bloccate, i listini, le corsie preferenziali, le nomine dall’alto di igieniste dentali e mezze figure trovate nell’uovo Pasquale non sono garanzie di merito, figuriamoci se possono essere garanzie di fedeltà; C) con il caso “Pasquali e compagna” il Pdl laziale rasentò il ridicolo e mortificò migliaia di militanti, con questo epilogo dalla mortificazione si è passati all’umiliazione. Alcuni invocano le dimissioni di Pasquali; ma sono dei poveri illusi: le dimissioni non sono uno strumento in vigore di questi tempi. Apartengono alla sfera delle persone serie e che fanno della coerenza una virtù.

Quindi lasciate il neo futurista senza passato ai suoi trastulli regionali. La domanda finale è invece un’altra: chi ha creato Pasquali? Di certo non i cittadini, che non l’hanno mai votato. Pasquali è stato creato, come già detto, in primis da Berlusconi. Quest’ultimo, dopo averlo “plasmato a sua immagine e somiglianza” ne ha affidato la “gestione politica” a dei dirigenti locali che, visti i penosi risultati, confermano la propria incapacità nel gestire un partito che in teoria dovrebbe essere serio. Di serietà, converrete, in quelle stanze e tra quei dirigenti non si può proprio parlare. Di certo Berlusconi derubricherà il tutto a meri guai locali e questo farà aumentare ancor di più i mal di pancia della base militante. Quella, guarda caso, alla quale il premier si appellerà quasi certamente nelle prossime settimane. Morale della favola: i mostri politici come Pasquali vanno combattuti alla radice. Come si fa? Anche qui due soluzioni: a) si affida il partito a genta seria; b) per non avere mostri basta non crearli. Purtroppo, visti i tempi che viviamo, la seconda soluzione è la più percorribile.

(Tratto da NoiRoma)

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