l'Occidentale Puglia

La raccolta differenziata è essenziale, ma va gestita nel modo giusto

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A Bari, al quartiere Poggiofranco, già da tempo si fa la raccolta differenziata. Il che dovrebbe costituire, in linea di massima, un segnale positivo, indirizzato verso una maggiore tutela dell'ambiente e del territorio. Eppure, sono tanti in questo caso gli effetti indesiderati subiti dal quartiere, come anche il denaro pubblico andato in fumo insieme all’attesa di un rione più decente e pulito. Purtroppo, infatti, il degrado della zona è aumentato sensibilmente, tanto che un quartiere progettato bene e con gusto è ora un luogo triste, lercio e ricco di cumuli di rifiuti. Il fallimento dell’operazione, sotto il profilo organizzativo e per l’effetto perverso che ha avuto sull’ambiente, è sotto gli occhi di tutti. Ma procediamo con ordine.

Si cominciò col tentativo di allocare all’interno di ogni stabile variopinti bidoni di raccolta. In questo modo ogni famiglia avrebbe dovuto smaltire entro l’area condominiale i rifiuti già suddivisi. L’idea era corretta e si tentò di imporla d’autorità. Le cose, però, non andarono per il verso giusto e venne allo scoperto l'approssimazione con cui l’operazione era stata realizzata. Buona parte dei condomini si rifiutò di collocare i bidoni nei giardini o nei cortili interni agli edifici. Non interessa tanto, adesso, capire il perché di questo diniego: ormai è tardi. Forse gli edifici sono oggettivamente inadeguati − cosa, a dire il vero, poco credibile −, forse manca il senso civico in tanti cittadini baresi − ipotesi più probabile − o magari vi sono difficoltà per assicurare a quelle pattumiere sufficiente pulizia ed una buona conservazione. Sta di fatto che, purtroppo, è stata lanciata un’iniziativa rivoluzionaria, in controtendenza con le abitudini della gente, senza condurre uno studio preparatorio e senza aver verificato − o imposto − l’approntamento di strumenti idonei alla sistemazione e all’uso corretto dei contenitori.

Forse l’operazione poteva andare a buon fine con l’offerta di incentivi o col ricorso ad una leva fiscale premiante per gli atteggiamenti collaborativi, oppure si potevano trattare con i singoli amministratori le condizioni del servizio. Si tratta solo di qualche idea, ma nulla di simile è stato fatto, né il Comune ha trovato il modo di imporre un obbligo tassativo. È avvenuto, così, ciò che era prevedibile: in una città indisciplinata come Bari, la novità è stata rigettata dalla maggior parte dei condomini. Eppure, a Poggiofranco quasi non esistono complessi residenziali che non abbiano un porticato, un giardino, un cortile, una cantina dove ritagliare un angolo per il deposito dei bidoni di raccolta.

È stato così che l’operazione che doveva servire a selezionare i rifiuti, ma anche a liberare strade e aiuole dalla presenza dei cassonetti e dalla spazzatura che si deposita accanto ad essi, ha avuto l'indesiderato effetto di moltiplicare contenitori, bidoni e cumuli di immondizie. Infatti, le grandi quantità di pattumiere destinate ai condomini sono state dapprima sistemate in prossimità degli ingressi di molti complessi residenziali e poi, pian piano, sono finite posizionate sui bordi delle strade. Le carreggiate dei viali si sono trovate, così, addobbate da lunghe file di cassonetti e bidoni di ogni forma e colore. Spettacolari le schiere di contenitori esposti e altrettanto stupefacente deve essere stata la spesa sostenuta per il loro acquisto. Le ovvie conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: l'occupazione di enormi spazi abitualmente disponibili per la sosta delle auto e l’automatico maggiore disagio degli automobilisti impossibilitati a parcheggiare.

Ma siccome al peggio non c’è limite, la scarsa educazione civica di tanti cittadini ha fatto di più. Infatti, quella che in principio appariva come una mostra permanente e multiforme di contenitori vistosamente colorati è diventata, nel tempo, una disordinata “ammucchiata” di bidoni sfasciati, scoperchiati, bruciacchiati, sporchi e imbrattati sistematicamente da scritte oscene o senza significato. Fatalmente, poi, accanto a quei contenitori, sono spuntati mucchi di rifiuti di ogni genere. Per rigattieri e accattoni si sono rese disponibili grandi quantità di assi di legno, lavandini, sciacquoni, schermi di televisori, stracci immondi, poltrone sfondate e via dicendo.

Da alcune settimane la scena è ulteriormente cambiata −e forse peggiorata. I rifiuti, disseminati un po’ ovunque, sono sempre là, ma le code di bidoni colorati sono più corte perché si è pensato di utilizzare contenitori più capienti. Dapprima si sono fatte prove con cassonetti da 1.100 litri di colore giallo, azzurro e grigio, poi si sono riscoperti, per la spazzatura indifferenziata, i gloriosi ed enormi contenitori da 2.400 litri, affiancati da quelli di circa 1.100 litri, ma solo gialli e azzurri. Sono però rimasti − a buona memoria – anche alcuni bidoni di colore marrone, in due diversi formati, da 240 e da 360 litri. E la gamma di pattumiere non finisce qui, perché c’è spazio pure per contenitori da 1.400 litri, con vasca in lamiera zincata e coperchio in plastica colorata, oltre alle note campane verdi per la raccolta del vetro e ai cassoni gialli per abiti usati: l’intero mix dei prodotti idonei al contenimento dei rifiuti è in mostra, sotto gli occhi di chiunque si trovi a passare per il quartiere.

Questo, almeno, è quanto è avvenuto fino ad oggi. Non si sa se qualcosa cambierà ancora. Si sa, però, che in città come Milano, dove il problema è più esteso e dove, specie in zone centrali e semicentrali non sempre sono messi a disposizione cortili e giardini idonei ad ospitare i bidoni, già da anni si fa la raccolta differenziata e non ci sono contenitori per strada. Il servizio porta a porta obbliga tutti gli stabili a destinare a deposito dei rifiuti già selezionati un’area aperta o un locale chiuso interno al condominio. Si usano cortili, corridoi di cantine, guardiole fuori uso, piccoli sottoscala, o altro. Ciò che è certo è che non sono ammesse eccezioni e così si sono ottenuti tre risultati essenziali: le strade sono pulite e sgombre di bidoni, di cassonetti e di rifiuti ammassati; le zone interne ai condomini, destinate a punto di raccolta, sono altrettanto pulite perché nessuno permette che in aree del proprio stabile i rifiuti siano abbandonati a caso e ognuno depone con cura la propria spazzatura nelle diverse pattumiere; infine, quando gli operatori ecologici effettuano un prelievo di rifiuti non correttamente selezionati, segnalano all’autorità competente lo stabile in cui è stata rilevata l'irregolarità e il condominio colto in fallo viene sanzionato con una multa salata. Tutto questo a Bari non avviene e, con le regole attuali, probabilmente non avverrà mai, visto che i rifiuti lasciati per strada non hanno paternità. A volte, anzi, i cumuli di immondizia lasciati sui marciapiedi sono giustificati dalla insufficiente capienza dei contenitori disponibili.

Insomma, ancora una volta il buonismo, adottato probabilmente per il timore di perdere voti, ha favorito le trasgressioni degli sporcaccioni. A Bari gli incivili hanno vita facile e, insieme a tanti altri abusi, possono buttare indisturbati dove capita qualsiasi tipo di rifiuto.

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