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La Rai resta senza contenuti

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La notizia circolava da giorni. Era nell’aria. Ma ieri è arrivata l’ufficialità. Con un’operazione di circa 486 milioni di euro Mediaset è riuscita ad aggiudicarsi il controllo di Endemol, la società produttrice di format tv e programmi televisivi. Un’operazione di grande valore, non solo economico, ma che evidenzia come ormai dalle parti del “biscione” si inizi a guardare all’estero per i propri investimenti.

Una conferma dopo il tentativo, poi bloccato, in Germania dell’acquisto della tv privata tedesca Prosieben, e l’ipotetico interessamento, subito stroncato, ad una quota in Telecom. Ma ora Mediaset ha messo a segno un colpo importantissimo. Tanto importante da mandare in fibrillazione sia il mondo politico che quello televisivo italiano. Dalla politica giungono commenti di diverso segno. Mentre il segretario Udc, Lorenzo Cesa, plaude all’acquisto spiegando che “la vicenda Endemol rappresenta uno dei rarissimi casi in cui un’azienda italiana acquista importanti aziende all’estero e dunque è un motivo di soddisfazione” è a sinistra che si parte all’attacco paventando l’ipotesi del boicottaggio dei programmi Endemol. E’ il caso del Pdci che tramite il suo responsabile dell’informazione, Gianni Montesano, arriva a chiedere alla Rai “di azzerare tutti i contratti esterni”. Non meno “eversiva” la posizione dell’Italia dei Valori che con il capogruppo Massimo Donadi ritorna sul tema conflitto d’interesse spiegando che “l’acquisto di Mediaset è la chiara dimostrazione di quanto sia urgente in questo Paese una seria e rigorosa legge sul conflitto di interessi”.

Ma è a viale Mazzini che l’acquisizione di Endemol da parte di Mediaset ha prodotto e produrrà le maggiori ripercussioni. Sia in termini aziendali che di strategie più complesse. Dal punto di vista aziendale proprio il direttore generale Cappon è sceso subito in campo per tracciare la rotta dell’Azienda spiegando che “da parte della Rai sarà fatta un’attenta riflessione non appena si conosceranno nei dettagli i termini dell’operazione”. Una dichiarazione che può dire tutto e niente, ma che è ancora più significativa perché la prima fatta ad operazione ufficializzata e che alcuni hanno letto come un messaggio mandato a Berlusconi e al centrodestra. E cioè: un possibile atteggiamento di ostruzionismo sulla vicenda CdA potrebbe portare a rivedere alcune scelte di palinsesto e di programmi. Letture a parte è evidente che a viale Mazzini si viva con imbarazzo questa operazione che nei fatti vedrà “appaltata” una parte del palinsesto nelle mani della concorrenza. Non è un mistero, infatti, che alcuni dei successi televisivi della Rai provengano da format tv targati Endemol. “La prova del cuoco”, “Affari Tuoi”, e “Che tempo che fa” sono alcuni di questi successi consolidati, senza parlare di alcune serie tv, come quella che adesso sta andando in onda, “Provaci ancora prof 2”, campioni di ascolti. Tutti con la targhetta Endemol, o ormai sarebbe bene dire Mediaset. Il timore che quindi sembra materializzarsi come uno spettro è quello di trovarsi sempre più dipendenti, se non strangolati, dalla concorrenza. Con Mediaset sempre più capace di incidere su programmi e scelte aziendali.

Ecco allora spiegato l’intervento tempestivo di Cappon anche se dalle parti di Mediaset, Fedele Confalonieri e Piersilvio Berlusconi, hanno rassicurato che nulla cambierà. Frasi di circostanza che comunque sottendono un gioco di doppi ricatti che rischia per davvero di paralizzare la Rai. Un rischio concreto se oggi un’aziendalista come Giovanni Minoli, sempre in procinto di sedersi sulla poltrona di Rai Due, parla della necessità di “una rifondazione in Rai” e di “una privatizzazione di fatto” con Endemol nella parte del “cavallo di Troia per la televisione pubblica”. Parole e posizioni che a sua volta fanno il paio con quelle provenienti da Palazzo Chigi dove il premier Prodi, anche se a Praga, ieri ha voluto dire la sua sull’operazione Endemol. Non solo il riconoscimento, scontato, che l’acquisizione “rafforza il concorrente della Rai con l’integrazione tra una rete Tv ed il fornitore di prodotti”, ma soprattutto la convinzione che “l’accordo Mediaset-Endemol fa sì che le ragioni della lettera del ministro Padoa-Schioppa vengono dimostrate o riconfermate proprio da questa operazione”. Un cerchio che si chiude e che dimostra ancora una volta come il Governo voglia giocare in prima persona la partita condizionando gli equilibri in campo. Lo ha fatto con Telecom, lo farà con la Rai. La lettera della scorsa settimana del Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, è stato un primo segnale. Le reazioni alle operazioni Mediaset la conferma. La prossima, forse, la revoca del mandato del consigliere Petroni. Ma stavolta Berlusconi, Silvio, potrebbe dire la sua. E farla pesare per davvero.

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