La regione scommette sul merito e lancia “Giovani(in)determinati”
15 Giugno 2012
Una chance per i giovani, nervo scoperto di una società vulnerabile alle volatilità economiche e finanziarie dei mercati, alle oscillazioni dello spread che tiene tutti in apnea, alle criticità sociali e politiche derivanti da uno stato generalizzato d’insoddisfazione e d’incertezza, in sintesi a proiezioni future piuttosto sconfortanti. Questo quadro non rappresenta uno stimolo per quella che viene definita la generazione dei “bamboccioni” , che ha chiuso i libri e gettato la spugna. E, stando ai dati ed alle analisi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oggi la situazione per la generazione dei giovani d’Europa si è ulteriormente aggravata.
Spesso sotto la lente d’ingrandimento non ci sono i “bamboccioni”- fenomeno tipicamente nostrano – e nemmeno i super stellati “cervelloni” prodotti di università dai nomi altisonanti, bensì una categoria di giovani speranzosi, uniti da un comune denominatore: l’attesa di una chance, per “emergere”, farsi valere e trovare la propria strada. Ma quella chance arriva sempre o talvolta resta un miraggio? La principale sfida prospettata all’orizzonte della politica è quella di agevolare i giovani di volontà con scelte che ne inibiscano il distacco dal mercato occupazionale, offrendo loro la prospettiva di posti di lavoro di qualità, magari dopo un periodo iniziale di “sperimentazione”, che consenta di potenziare attitudini e capacità e forgi un’adeguata formazione professionale.
Si perché, nonostante studi eccellenti e titoli, ci si sente spesso pesci fuor d’acqua quando si approccia questo mondo iper-competitivo. E’ proprio per questo che l’Abruzzo ha scelto di prendersi a cuore il futuro dei suoi giovani lanciando “Giovani(in)determinati”. Già il titolo è emblematico, trasformare i giovani precari che arrancano, senza prospettive per il domani in spiriti determinati. Come fare? Con un progetto speciale inserito nel quadro del Piano operativo 2010/11/12 del Fondo sociale europeo 2007-2013 e finanziato con 10 milioni di euro. Due le “long list” disponibili presso i centri per l’impiego, una di diplomati e l’altra di laureati fra i 18 ed i 35 anni cui le aziende potranno attingere per attivare assunzioni dirette a tempo indeterminato ottenendo un bonus di 15.000 per ogni assunto.
Se l’azienda opta per un tirocinio di quattro mesi, è previsto un finanziamento al 50% (1.200 euro) in caso di cessazione del rapporto allo scadere dei quattro mesi, o di 15.000 euro se allo scadere dei quattro mesi scatta l’assunzione a tempo indeterminato. Visto e considerato il riacutizzarsi della crisi occupazionale ed economica , bisogna “contrastare la disoccupazione giovanile ed abbattere la precarietà del mercato del lavoro – spiega l’Assessore al Lavoro della Regione Abruzzo Paolo Gatti – per dare sostanza al principio del merito, incentivando l’assunzione a tempo indeterminato di capitale umano qualificato. Alle aziende- prosegue Gatti- offriamo la possibilità di rafforzare il proprio capitale umano immettendo giovani forze di alto profilo, con un duplice canale di opportunità. Oltre all’assunzione diretta, infatti, forniamo loro l’opportunità di scegliere se legarsi ai giovani lavoratori a tempo indeterminato solo dopo un periodo di prova di quattro mesi attraverso il tirocinio, incentivato comunque , anche in caso di mancata assunzione”.
Il tirocinio, insomma, come opportunità di giocarsi le proprie carte migliori dimostrando determinazione, impegno e la reale volontà di conquistarsi un posto al sole sul mercato occupazionale, che sarà, nella migliore delle ipotesi a tempo indeterminato. Un segnale culturale forte e chiaro che rafforzi la fiducia dei giovani volenterosi affinché, come più volte ribadito dal governo tecnico, venga premiato il merito più che l’eccellenza. E’ troppo facile puntare sulle mosche bianche dotate di capacità intellettuali e di apprendimento superiori alla norma, cosa ben più difficile è stimolare all’impegno ed al desiderio di conoscenza e chi lo fa con successo, merita di essere premiato. L’Abruzzo si trasforma insomma in ingegnoso laboratorio per contrastare la disoccupazione giovanile, offrendo la prospettiva di un lavoro non precario, in linea con propensioni, talenti ed aspettative.
“Abbiamo immaginato ed ora concretizziamo autonomamente- conclude l’assessore- politiche per il sostegno dell’occupazione giovanile, che di fatto coincidano con quelle che il governo Monti vorrebbe realizzare anche a livello nazionale, attraverso il decreto sviluppo del ministro Passera. La Regione è fiduciosa che al termine di questa iniziativa si possano creare almeno 700 opportunità di lavoro stabili per altrettanti giovani e meritevoli abruzzesi”.
