La ricetta di Walter: riciclaggio ideologico + prodismo reale + nazionalismo d’accatto

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La ricetta di Walter: riciclaggio ideologico + prodismo reale + nazionalismo d’accatto

La ricetta di Walter: riciclaggio ideologico + prodismo reale + nazionalismo d’accatto

04 Marzo 2008

Il veltronismo realizzato è Veltroni+un certo riciclaggio
ideologico. Di cui val la pena tener conto. Tira sempre il riciclaggio del
materiale usato, soprattutto nella “società liquida”, nel mondo dei saldi a
go-gò. Veltroni è come il funambolico personaggio del film di Tim Burton, “La
fabbrica di cioccolato”, Willy Wonka, interpretato da Johnny Deep, il quale dispensa
a piene mani sorprese ai bambini che si avvicinano a lui ed alla sua gigantesca
produzione di cioccolato. Ecco, allora, che dal magico mondo di Wonka,
proprietario della fabbrica di cioccolato, escono fuori soluzioni, sensazioni,
mondi paralleli: è la metafora del Paese del Bengodi, al quale soltanto pochi
eletti potranno avere accesso.

Veltroni-Wonka, oggi, è alle prese con il suo
mirabolante artifizio, quel Paese di Bengodi, in cui l’operaio scampato alla
tragedia di Torino può tuffarsi nella stessa vasca di cioccolato insieme al
presidente della Federmeccanica, nonché presidente degli industriali vicentini,
Calearo, e tutti felici e contenti! Questa gigantesca vasca di cioccolato,
Veltroni-Wonka l’ha ribattezzata “patto fra produttori”, pensando di inventare
una nuova ricetta per fare cioccolato doc, nuovo, d’annata. Ma, purtroppo, la
memoria storica è ancora un fatto e, sebbene gli italiani ne siano spesso
provvisti, qualche debita eccezione sussiste ancora. Ebbene, scavando nella
memoria patria, scopriamo che questo mirabolante “patto fra produttori”, in
sostanza la nuova vasca di cioccolato di Veltroni-Wonka, è alquanto datato, è
cioccolato scaduto, che fa male al colon, può infiammarlo con conseguenze che
sono facilmente immaginabili.

Il “patto fra produttori” ha una storia lunga, è
il parto allora considerato “maturo” (udite udite!) del periodo immediatamente
successivo al tentativo di compromesso storico, dopo l’assassinio di Aldo Moro;
è l’utopia dell’alleanza tra il PCI e la borghesia cosiddetta “illuminata” o,
se preferite, “progressista”, è il patto fra i nipotini di Berlinguer e
Debenedetti, il voto al PCI alla Camera e, al Senato, scelta di borghesi
illuminati magari nel PRI più spostato a sinistra: anni Ottanta, giù di lì.
Lama ne fece occasione di dibattito e di revisionismo interno al sindacato;
Trentin elaborò una strada più “de sinistra” di quest’utopia che Gramsci
avrebbe collocato nell’alveo della tradizione italiana degli intellettuali
“cosmopoliti”, ribattezzati da D’Alema “i capitani coraggiosi”, non casualmente
oggi ancora vezzeggiati da Veltroni-Wonka. Non solo. Veltroni-Wonka liscia il
pelo anche alla migliore pelliccia di visone, italian style, il “riformismo”,
l’ultimo “ismo” divenuto di uso così comune da ritrovarsi perfino
nel…comunismo: bene, Veltroni, per non dirsi più di sinistra, non oso dire
“comunista” (perché, notoriamente, non lo fu mai…), si riammanta di luogocomunismo
e si dice “riformista”: cioè vende cioccolato e, con lui, diventa
qualcos’altro.

Dunque, la “novità” di Veltroni-Wonka è il veltronismo
catch-all, che ricicla il cioccolato scaduto del “patto fra produttori” di
scaduta memoria, ad esso vi aggiunge un pizzico di “riformismo” declamato e,
infine, il tutto lo riedita mentre vengono scandite le note dell’inno di
Mameli. A Siena, questo riciclaggio-bailamme, è assurto a livelli retoricamente
paradigmatici, tanto che quel comizio lo si dovrebbe studiare come il modello
del “Veltroni-linguaggio” (non pensiero, perché il cioccolato non pensa e non è
pensiero…): gli amici senesi, con tanto di nome e cognomi, ci mancava che
fornisse in diretta i cellulari; le sue visite a Siena nella veste di ministro
dei Beni culturali (di cui si raccontano mirabilia, mi par di ricordare…); la
gloria di Siena, le contrade, l’emozione del Palio…mancava soltanto il
cioccolato comprato alla pasticceria Nannini, quella del nonno della celebre
Gianna, in pieno centro, per chi conosce la città del Monte dei Paschi
(ovviamente stracitato per i suoi numerosi meriti in campo…culturale, ovvio,
con tanto di fondazione in testa, che si occupa di quadri e libri, com’è
noto…). La fabbrica di cioccolato di Veltroni-Wonka: il nuovo che arretra.

P.S.: a proposito, il “riformismo” di Veltroni è figlio del
prodismo reale, un mix di collettivismo burocratico e svendita dell’Italia.
Veltroni vorrebbe oggi fare il patto fra i produttori, dopo che, con Prodi,
abbiamo perso pezzi interi di industria nazionale. Dal produttore al
consumatore…dei capitali e dei risparmi dei produttori. Anche di quelli
depositati al MPS.