La riforma di Obama è passata perché il GOP è stato troppo aggressivo

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La riforma di Obama è passata perché il GOP è stato troppo aggressivo

31 Marzo 2010

Cari colleghi conservatori delusi, ex conservatori e conservatori nauseati, è ora che tutti i buoni Repubblicani vengano in difesa di David Frum e sostengano la sua critica alla retorica radicale di destra usata nei talk-show. Se avete abbandonato il partito disgustati, chiamate gli amici che ne sono ancora membri perché lo facciano al posto vostro. Non sto scrivendo questo perché David Frum è mio amico, anche se lo è. Lo sto scrivendo perché sono appena tornato da Londra, dove ho dato uno sguardo da vicino allo stato del Partito Conservatore britannico, un tempo il motore intellettuale dell’economia di libero mercato in Europa e nel resto del mondo.

Dopo quasi due decenni al potere, i Conservatori britannici persero nel 1997 di fronte al Partito Laburista, più morbido e mellifluo, di Tony Blair, un partito che aveva accettato i presupposti di base del Thatcherismo e da lì era andato avanti, voltando pagina. A quel tempo, i conservatori pensarono che sarebbero stati all’opposizione per un paio d’anni, al massimo. Tutto quello che dovevano fare era ritornare ai propri principi fondamentali e dichiararli con maggior fervore e rabbia moralistica di prima. Sapevano, così dicevano tra loro, ciò che il popolo britannico davvero voleva e condussero due campagne furiose in odore di xenofobia. Il risultato: dal 1997 i conservatori sono fuori dal potere. Tredici anni.

Dopo la seconda, decisiva perdita delle elezioni, i Conservatori alla fine fecero alcuni cambiamenti. Elessero un nuovo leader, più giovane e “modernizzatore”, cambiarono la politica sociale per incontrare le idee e le opinioni della maggioranza, appoggiarono il movimento dei Verdi – estremamente popolare tra i loro sostenitori nelle campagne – accettarono le premesse di base del Blairismo e voltarono pagina. Soprattutto, cambiarono il loro modo di parlare: basta urla. Basta rabbia. Basta arroganza. E il risultato? I conservatori sono ancora una volta degli sfidanti credibili. Ma solo un po’. Gli ultimi sondaggi elettorali mostrano che persino adesso, che la Gran Bretagna è governata da uno dei primi ministri più impopolari di cui si abbia memoria nella storia recente, i conservatori non sono ancora sicuri di una vittoria e i recenti sondaggi li fanno scivolare giù.

Non riesco a pensare a una cosa peggiore per il Regno Unito di un altro mandato per i Laburisti, un partito che ha lasciato la Gran Bretagna con un enorme deficit pubblico, una costituzione maldestramente (ma irreversibilmente) riformata e pesanti restrizioni alle libertà civili. Ma la cattiva immagine pubblica dei conservatori – arrogante, meschina e ottusa – si sta dimostrando molto, molto difficile da scalfire. Non gliel’ho chiesto, ma scommetto che Frum aveva in parte in mente questo esempio quando ha scritto, un paio di giorni fa, che il Partito Repubblicano americano aveva appena subìto la sua Waterloo, anche se evidentemente non lo sa.

Come membro della molliccia parte politica centrista a cui ho interamente pagato il mio dazio, sono a favore dell’accesso universale all’assistenza sanitaria e anche inorridito da ciò che il disegno di legge del presidente Barack Obama costerà. Stando così le cose, per chi dovrei votare? Se i Repubblicani al Congresso sono determinati nel voler modificare questo disegno di legge riformando, diciamo, le leggi sulla negligenza medica che alzano i costi e gettano sul lastrico i medici, hanno il mio voto. Se invece, hanno intenzione di gridare “Comunista” e “Fascista” al nostro presidente democraticamente eletto – non approdando quindi a nulla – allora non voglio avere niente a che fare con loro.

Nei prossimi giorni, molti esperti conservatori faranno di certo eco alle parole di un altro esperto che conosco e apprezzo, Tunku Varadarajan, che ha liquidato Frum come un “conservatore della compagine beneducata” e sostenuto che egli avesse torto su quella brutta retorica da talk-show, visto che “l’estremismo appassionato fa parte di qualunque dibattito politico”. Bene, "fino a un certo punto, Lord Copper", come direbbe uno scrittore inglese [Evelyn Waugh, ndt]: la storia del Partito Conservatore britannico dimostra che fomentando la base, perdi il centro, e poi perdi anche le prossime elezioni.

Tratto da Slate

Traduzione di Benedetta Neri