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La riscossa dei piccoli borghi, ecco come far ripartire il turismo in Italia

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Che quella attuale sia un’estate bizzarra è facile dirlo e i motivi per sostenere questo sono diversi, tutti riconducibili al diffondersi della pandemia da Covid-19. La vita, dopo il lockdown, riprende pian piano il suo naturale cammino e nelle città i locali che inizialmente erano rimasti chiusi tentano timidamente di riaprire. Tuttavia le ragioni per cantare vittoria e gridare che siamo fuori dal guado sono poche; in autunno infatti i contagi potrebbero subire una nuova impennata e il virus potrebbe rinvigorirsi. Questo però non esenta dall’essere fiduciosi e sperare in un domani migliore.

Uno dei comparti che sta accusando gravi segnali di sofferenza è quello turistico. Il giro d’affari che ruota attorno a viaggi e vacanze è enorme; quest’anno però, proprio per i motivi elencati poc’anzi, questi introiti hanno subito un tracollo vertiginoso ed ora si corre ai ripari per cercare di salvare il salvabile. Nel nostro Paese il turismo straniero risulta pressoché azzerato: le strutture alberghiere sono quasi deserte e segnali di speranza potrebbero arrivare dallo slow tourism dei piccoli borghi antichi. Ecco qualche dato.

In Italia il 91% dei comuni conta meno di 15mila abitanti e il 94% di questi si trova posizionato nell’entroterra. Recentemente un articolo del britannico The Guardian ha messo in luce le potenzialità dei borghi nostrani, sottolineando le caratteristiche di questi: ottimo posizionamento geografico, eccellenze enogastronomiche, buon clima e così via. Le amministrazioni locali, consapevoli di questo potenziale, stanno mettendo su una serie di manifestazioni estive al fine di richiamare i turisti che ancora non hanno stabilito una destinazione precisa per le loro vacanze. Il blocco dei viaggi internazionali – che in genere rendono qualcosa pari al 13% del Pil italiano – ha fatto sì che si trovassero soluzioni alternative per ripartire in tutta sicurezza. Numerose sono le sagre di paese fissate per l’estate in corso e gli eventi open air proliferano come mai era accaduto in precedenza.

Per agevolare lo spostamento dei vacanzieri si stanno portando a termine opere di consolidamento delle strutture ferroviarie e viarie, basti pensare al fatto che Trenitalia per l’estate 2020 ha messo in campo nuove destinazioni di alta velocità e ben oltre 830 treni regionali sono pronti sui binari della regione Lazio affinchè i piccoli borghi siano collegati con i più importanti centri del nostro Paese. Tutto questo può bastare a risollevare la nostra già precaria economia? Può darsi. Quello che va evidenziato è che le amministrazioni comunali, soprattutto quelle più piccole, spesso abbandonate dallo Stato centrale, si stanno dando da fare per rivitalizzare piccoli centri spopolati dalle migrazioni verso i grandi centri urbani.

Se questo esperimento estivo riuscirà, si potrebbe delineare una nuova geografia del nostro Paese, con le metropoli a fungere da scalo verso centri più salubri e maggiormente attrattivi da un punto di vista del cibo e della qualità dell’aria. Per il momento il consiglio è quello di godersi ciò che l’Italia offre, abbandonando per una volta quell’eccesso di esterofilia che spesso ci contraddistingue.

Lasciarsi ammaliare dalle bellezze italiche resta l’imperativo categorico per l’estate in corso, poi si vedrà.

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