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La Russia minaccia gli europei con i suoi missili

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Il vice-Primo Ministro russo, Sergei Ivanov, ha minacciato di schierare una batteria di missili a Kaliningrad nel caso in cui il sistema di difesa missilistico americano sarà costruito in Europa.

Il progetto Usa di costruire una postazione radar nella Repubblica Ceca e delle postazioni di missili da intercettazione in Polonia, ha freddato del tutto i tradizionali difficili rapporti tra Usa e Russia, nonostante il recente incontro nel Maine tra Bush e Putin avesse fatto sperare in una distensione dei rapporti Mosca-Washington.

Vladimir Putin ha proposto al governo americano di utilizzare un radar di proprietà russa situato nell'Azerbaijan, al confine con l'Iran, invece di costruire postazioni ex-novo sul territorio europeo.

“Se le nostre offerte saranno accettate -ha fatto sapere Ivanov- la Russia non riterrà necessario lo schieramento di nuove unità missilistiche nella parte europea del paese, inclusa Kaliningrad, in modo da controbattere alla minaccia”, rappresentata dai piani Usa.

Le dichiarazioni di Ivanov sono state rilasciate alla stampa durante una sua visita in Uzbekistan e, a suo dire, “rappresentano una risposta efficace ed asimmetrica” alle intenzioni del governo di Washington.

Il nocciolo della questione, comunque, è la differente interpretazione data allo “scudo spaziale” da parte dei due paesi: la Russia crede che tale sistema anti-missilistico sia stato progettato per controbattere un suo eventuale attacco contro l'Europa, mentre gli Usa assicurano che tale sistema difensivo sia rivolto contro gli “stati canaglia” tipo l'Iran.

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1 COMMENT

  1. La vecchia Europa non è leale con la nuova Europa.
    Sebbene la guerra fredda sia ormai terminata da quasi vent’anni, la Russia pare considerare il continente europeo niente più che una scacchiera di un partita a scacchi mai conclusa con gli Stati Uniti. Secondo l’establishment sempre più pervaso da elementi dei servizi segreti, l’Europa non è altro che un avamposto del potere americano in prossimità dei suoi confini. Questa visione, probabilmente suscitata anche dal forte atteggiaemnto anti-russo degli ex stati sotto il tallone sovietico, porta la Russia a considerare l’Europa nient’altro che un campo da dividere con gli strumenti a sua disposizione: energia, pipeline e ora sistemi missilistici.
    Ma forse il vero problema è che gli stati europei, soprattutto quelli della “vecchia” Europa sembrano non vedere l’ora di fare affari con Mosca.
    Non si tratta qui di essere pro o contro il trattato costituzionale quanto di essere leali verso i nuovi membri dell’Unione.
    Condannare Mosca non serve quando si usano due pesi e due misure verso quelli che dovrebbero essere i propri più stretti alleati.

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