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Condivisione, soddisfazione e conquista intellettuale

La schiacciante vittoria di Azione Universitaria a Bari

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Ci hanno provato le vacanze natalizie a frapporsi tra i ragazzi di Azione Universitaria e i risultati elettorali ma brindisi, baccarat e cotillon hanno solo insaporito un’attesa già trepidante e forse reso ancora più piacevole il sapore della vittoria.

Sì, una vittoria. Tuttavia, è riduttivo chiamarla così; un risultato schiacciante preferisce definirla Francesco Cecere, responsabile della campagna elettorale che, non appena conosciuti i risultati, si è fatto subito portavoce del gruppo affermando che “in risultati del genere non c’è spazio per l’io, la motivazione è da ricercarsi nel lavoro e nella dedizione dell’intera compagine”.

Azione Universitaria stravince con 420 voti, 202 dei quali sono andati alla Capolista Carlotta Rafaschieri, classe 1992, che rappresenterà da oggi gli studenti di Giurisprudenza nel Consiglio di dipartimento.

Carlotta, che è risultata essere la più suffragata di Giurisprudenza, ha commentato così la sua elezione : “Il mio impegno non finisce certo oggi, proverò a rappresentare degnamente, come donna e studentessa, soprattutto gli studenti che hanno scelto candidati diversi da me perché essere la numero uno vuol dire avere una responsabilità che trascende dall’empirico risultato elettorale”[…]. 

Un impegno trasversale quello assunto dai neoeletti, tra i quali ricordiamo oltre a Carlotta anche Giuseppe Calia e Harry Nacucchi, che sottolinea il forte tasso di responsabilità di questi ragazzi che ripagheranno il consenso degli studenti impegnandosi a trasformare le proprie idee in azioni concrete in grado di marcare la storia del nostro ateneo e che ha ricevuto i complimenti e gli auguri anche da Diana Fabrizi, Senatore Accademico di AU presso l’Università di Roma Tre.

Azioni concrete tra le quali primeggia nelle intenzioni dei neoeletti la battaglia per l’intitolazione dell’aula XII ai magistrati Falcone e Borsellino vittime della mafia, un provvedimento la cui approvazione è in attesa da più di un anno.

Ho guardato e ascoltato questi ragazzi con occhi curiosi e indagatori come fanno i nuovi arrivati nelle grandi famiglie; sì, una famiglia dove capita di bisticciare per le piccole cose, dove si condivide la tavola, dove ci sono giorni faticosi in cui ci si regge stanchi la testa tra le mani, dove si ha paura di non farcela ma basta alzare gli occhi per vedere che quelli sì, sono vivi e spalancati perché lo sguardo non è mai basso per chi è onesto, per chi ci crede, per chi ha il cuore illeso e sogna ancora un progetto.

A chi di fronte alla altalenante e a tratti fallace dinamica della destra nazionale alla ribalta preferisce ipotizzare in maniera arrendevole che si sancisca la fine del “pensare di destra” ormai diviso fra predicatori e manovali, fra sognatori e disincantati, in un empasse che vede da più parti il rischio di ibridazioni e cancellature, Azione Universitaria ha risposto così.

Ha detto, in altre parole, che ci sono ragazzi, giovanissimi, che per il temperamento possiamo chiamare uomini e donne con polmoni e cuore gonfi come l’otre di Eolo che mosse la nave di Ulisse. Il vento delle idee, della storia, del presente a tratti turbolento ma che è un invito a cogliere la sfida del futuro che esaurisce le energie dell’immaginazione e dei buoni propositi per ripagare la fiducia delle centinaia di ragazzi che hanno scelto il simbolo tricolore.

Non sì può che augurare di conservare caparbietà e tenacia a questi ragazzi, a tutti noi che abbiamo creduto in loro propagandandoli come meglio abbiamo potuto fare. Perché ogni conquista accademica e didattica che porterà la firma di AU possa avere sempre questo sapore di condivisione, soddisfazione e conquista intellettuale.

Buona fortuna, ragazzi in azione.

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