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La sentenza di Cagliari apre la strada ai figli fatti su misura

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Non c’è pace per la legge 40, che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia: con una sentenza sconcertante il Tribunale di Cagliari ha stabilito che una coppia di sardi può effettuare la diagnosi preimpianto di un embrione crioconservato, in violazione alla legge stessa.

In queste ore esultano tutti quelli che non hanno mai accettato la sonora sconfitta di due anni fa, quando il 75% degli aventi diritto al voto disertò il referendum sulla legge 40, rifiutando le modifiche al testo di legge, ma soprattutto ritenendo che certi argomenti non si potessero mettere ai voti.

Spesso sono gli stessi che gridano “giù le mani dalla 194”, in nome di quel consenso popolare espresso in un referendum, riconosciuto valido per la regolamentazione dell’aborto, ma non per la legge 40.

Ma veniamo ai fatti: l’uomo e la donna della vicenda sono portatori sani di talassemia, e non vogliono mettere al mondo bambini malati. I giornali riferiscono che la donna aveva già abortito due volte, quando le era stato diagnosticato che dalle gravidanze in corso sarebbero nati figli talassemici; la signora quindi si è rivolta a un centro per la fecondazione in vitro, con l’intenzione di  selezionare gli embrioni sani prima dell’impianto in utero.

Ma la diagnosi preimpianto è vietata dalla legge 40, e la signora si è rifiutata di farsi impiantare l’unico embrione ottenuto, che è stato congelato. Dopo essere rivolti invano alla Corte Costituzionale, che lo scorso anno ha rigettato il ricorso della coppia, i due genitori hanno intrapreso una seconda azione legale, grazie alla quale si dovrebbe poter effettuare la diagnosi sull’unico embrione ed eventualmente accettarne l’impianto. La coppia nel frattempo si è recata in un centro a Istanbul per sottoporsi di nuovo a fecondazione in vitro, stavolta insieme alla diagnosi preimpianto – e fra un mese nascerà una bambina non affetta da talassemia. La signora si è detta pronta a una seconda gravidanza, nell’eventualità che l’embrione precedentemente congelato in Italia risultasse sano.

Il problema, però, non è solo il divieto della diagnosi reimpianto. Secondo la stessa legge questa coppia avrebbe potuto utilizzare tecniche di fecondazione in vitro solo in caso di infertilità o sterilità: nel nostro paese queste tecniche sono riservate solamente a chi non riesce a concepire per via naturale, cioè a coppie sterili e/o infertili, e non a portatori sani di malattie genetiche.

La legge 40, in altre parole, cioè serve per avere dei figli, non regola le modalità per scegliere quali figli avere.

La legge regolarmente approvata in parlamento, e confermata dalla volontà popolare, non permette in alcun modo – nell’impianto, nel testo, e nelle sue linee guida – la selezione genetica per scegliere il figlio migliore, perché nel nostro paese,  fortunatamente, non sono ammesse pratiche eugenetiche.

E infatti la legge 40 è in pieno accordo con la regolamentazione dell’aborto: nella 194 non esiste la possibilità di abortire un feto disabile in quanto tale, ma solo se il suo handicap dà problemi di salute alla madre. La legge sull’aborto – non ci stancheremo mai di ripeterlo – non è eugenetica, non si pronuncia in base alla “qualità del feto”, né tantomeno pretende di accampare un qualche “diritto al figlio sano”.  Se l’applicazione della legge ha derive eugenetiche, allora bisogna specificare che è questa prassi che va corretta, mediante atti amministrativi come la formulazione di linee guida, ad esempio.

La diagnosi preimpianto, invece, non ha nulla a che fare con la salute della donna, ma introduce la possibilità di scegliere il figlio in base al patrimonio genetico: tu sei sano, ti prendo, tu sei malato, ti scarto.

E chi ammette questa possibilità, fabbricare un certo numero di figli e sceglierne i migliori eliminando quelli “difettati”, dovrebbe coerentemente assumersene la responsabilità politica e morale, e proporre un testo di legge in cui, a chiare lettere, si dica che si possono eliminare i disabili. Dovrebbe dire che di disabili non ne devono nascere più, perché sono “unfit”, inadatti, come dicevano gli eugenisti americani, tedeschi e svedesi quando - in mancanza di altro, e nel migliore dei casi – li sterilizzavano in massa.

E poi dovrebbe convincere le associazioni di disabili, e i genitori dei disabili, per esempio. E dovrebbe convincere noi tutti.

 


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57 COMMENTS

  1. HO veramente sofferto
    HO veramente sofferto leggendo il suo articolo. Mi ha fatto sentire una persona cattiva e paragonabile ad un despota. Non credo proprio di essere così. Io e mio marito, purtroppo, siamo portatori sani di talassemia e lo scorso anno siamo stati costretti ad affrontare la scelta tra aborto e proseguimento della gestazione perchè il nostro bambino (il nostro primo ed unico per il momento) era malato di talassemia.
    La scelta è stata davvero difficile e l’abbiamo presa in maniera tutt’altro che superficiale. Dopo aver ascoltato diversi psicologi e dopo aver sentito il parere di ragazzi e ragazze malate (che ci hanno quasi implorato di non permettere che nessuno soffra quello che soffrono loro, abbiamo deciso di abortire. Ancora non ci siamo ripresi. Lo so che cambiare la legge 40 potrebbe provocare spiacevoli abusi, ma la stessa salute della madre che viene tutelata, secondo lei, dalla 194, dovrebbe essere presa in considerazione dalla legge 40. Se la 194 mi permettere di “eliminare un disabile” perchè altrimenti ne soffrirei psicologicamente, perchè la 40 non usa le stesse precauzioni?? E’ solo un modo per rimbalzare il problema. Sarebbe tutto molto meno doloroso per tutti se si individuasse già da subito il feto malato…verrebbe comunque uccisa quella povera creatura. Anche se lei non la pensa come me, ed io rispetto i pensieri di tutti, avrei avuto piacere che lei non fosse così pronta a puntare il dito contro chi, come me, sta soffrendo così tanto mettendo sullo stesso piano chi rischia di avere figli gravemente malati e chi li vuole scegliere con gli occhi azzurri. Solo un pò di rispetto…per il dolore altrui.
    Cordialissimi saluti.
    Sabrina

  2. figli pret a porter
    Gentile Signora,
    secondo la sua “illuminata” opinione chi è affetto da una malattia genetica dovrebbe essere condannato a non mettere al mondo dei figli, per evitare di trasmettere alla prole la condanna di una vita da malato? Se, come lei afferma, le famiglie dei disabili potrebbero trovare riprovevole eliminare un feto malato, provi a chiedere loro quale sostegno ricevono dallo Stato e dalla Chiesa nel portare avanti una lotta quotidiana per assicurare ai loro figli un’assistenza sanitaria decente, il diritto all’istruzione e al lavoro. A fronte di tante donne che ricorrono all’interruzione volontaria della gravidanza (e non sta a me, o a chiunque altro, giudicare perchè lo fanno, ma solo alla loro coscienza e a Dio,per chi ci crede…), ce ne sono tante altre che fanno sacrifici immensi, sia economici che in termini di stress e depressione, pur di stringere un bambino loro tra le braccia. C’è chi affronta un iter umiliante per adottare un bambino, c’è chi decider di non aver figli per inseguire il sogno di una carriera, chi è lei per decidere chi è riprovevole e chi no? Se i paladini dei diritti dell’embrione si impegnassero anche per garantirgli una vita decente dopo la nascita, al riparo dai pedofili, dalle violenze familiari, dalla malasanità, e dalle tante brutture che possono segnare la vita di un bambino, forse i diritti dell’infanzia non sarebbero solo parole vane.

  3. FATEVI LA SANTA REPUBBLICA
    FATEVI LA SANTA REPUBBLICA DEL PAPA RE IN VATICANO E PIANTATELA DI ROVINARE LA VITA A CHI NON LA PENSA COME VOI…. SIETE PEGGIO DEI TALEBANI

  4. come al solito QUELLI LA’
    come al solito QUELLI LA’ vogliono fare i giapponesi alle filippine che combattevano anche quando ormai avevano perso la guerra e c’e anche qualche giudice (chissa per chi ha votato ) che li aiuta…….

  5. Non fai in tempo a scriverlo
    Non fai in tempo a scriverlo che subito arrivano a rompere. E dire che stavo leggendo il primo post, quello dove la signora stava male. Sono stato male anch’io; però resto dell’idea che uno dovrebbe essere lasciato vivere fin dove può arrivare. So di persona cosa vuole dire partire con la zavorra quando uno ha una malattia che può essere invalidante, ma se c’è una possibilità uno può vivere una vita normale curandosi. non so come sia per la talassemia, ma se la soluzione è far fuori i malati allora è inutile la ricerca medica.
    (Per chi si vuole fare un pò di fatti miei ho sofferto di epilessia per un trauma cranico e ho impiegato 20 anni per guarire, ma ora sto bene. Cmq, quando ero ancora malato spesso battevo i sani in tante attività, sport compreso, e loro neanche sapevano di giocarsela con un malato FATE VOBIS).
    P.S. non cel’ho con nessuno e mi dispiace se qualcuno si offende, deve anche fare la fatica di farsi passare l’incavolatura……

  6. Sabrina ha usato i termini
    Sabrina ha usato i termini giusti:”….verrebbe comunque uccisa quella povera creatura”
    Infatti si tratta proprio di questo “uccidere” e non di opinione più o meno promossa dalle viscere!

  7. La mancanza di rispetto che
    La mancanza di rispetto che dimostrate per chi non la pensa come voi è inaccettabile.

    Nessuno vi obbliga a non seguire le idee della vostra Fede, e voi dovreste rendervi conto che non è con le leggi votate dalla banda di divorziati della CdL per avere i vostri voti che si possono risolvere le cose.
    Cristo vi ha detto di diffondere la sua parola, non di imporla al mondo con la forza e il sopruso.

  8. Per fortuna in Italia non
    Per fortuna in Italia non comanda il Vaticano altrimenti saremmo ancora costretti a baciare l’anello al prete in ginocchio! Lentamente ma inesorabilmente il progresso avanza anche in questo disgraziato paese di bigotti retrogradi analfabeti. La sentenza del Tribunale di Cagliari è illuminante e DEVE ESSERE RISPETTATA in quanto emessa appunto da un Tribunale Italiano. La legge 40 è davvero una legge vergognosa che andrebbe abrogata in toto. I genitori devono potere avere la libertà di mettere al mondo un figlio sano, e non essere obbligati a mettere al mondo un figlio malato, visto che la Scienza lo permette con un semplice test…perchè invece i preti e i bigotti vogliono riportarci al Medioevo? Allora aboliamo tutti gli esami, compresa l’amniocentesi, e facciamo nascere una bella generazione di mostri, spastici, deformi, cerebrolesi, acefali… poi (come si faceva una volta nella bigotta borghesia italiana) li nascondiamo tutta la vita al Cottolengo per non vergognarsi di loro. Facciamo così? Non è una bella idea?

  9. I figli fatti su misura
    Mi sembra di ricordare che l’umanità dichiarò la
    guerra ad un signore un tale che si chiamava Adof
    Itler che aveva queste idee. Voleva la “sola pura
    razza ariana”. Fu sconfitto e la nazione che credette in lui ne usci con le ossa rotte.
    La guerra costò 50.000.000 di vite umane per
    affermare il seguente principio: .
    A quanto pare i magistrati di Cagliari hanno la memoria corta!

    Cordiali saluti daniele.martarelli@alice.it

  10. Io pensavo che i giudici
    Io pensavo che i giudici fossero obbligati a rispettare e applicare le leggi, anche se non le condividono. Evidentemente non è così, vista la violenta sicurezza ostentata dalle parole di molti interventi.Deve essere passato un nuovo principio: le leggi approvate da una maggioranza di centro- destra sono minus habentes. Si è visto anche con la legge Moratti, vanificata non da un’altra legge ma da semplici atti amministrativi: potere della sinistra! La maestà della legge va bene solo per quelle gradite.Comunque, io non sono praticante, ma non voglio lasciare ai cattolici il monopolio della difesa della vita fin dall’inizio( Bobbio docet):l’embrione, anche malato, non è merda da buttare, ve ne rendete conto? non c’entra nulla il Papa, è buon senso, è umanità!Non si scandalizzi chi si vede citare Hitler, siamo già all’eugenetica, altro che storie.Un’ultima osservazione, che farebbe ridere, se non fosse per l’argomento tremendamente serio: i politicamente corretti, quelli che sgranano gli occhi se dici mongoloide, quelli del ” diversamente abile” sono gli stessi che vogliono l’eliminazione degli embrioni malati e la selezione del figlio perfetto:VERGOGNA, IPOCRITI!

  11. Re: Figli pret a porter
    rispondo alla persona che ha risposto alla Signora Sabrina con il titolo in oggetto “Figli pret a porter”.
    innanzitutto mi balza all’occhio la sua mancanza totale di delicatezza nei confronti di una persona che ha sofferto e sta soffrendo ancora, e questo la sice lunga sulla sua vera morale. Non sono totalmente contrario alla legge 40, la il problema qui sta nello stabilire quale sia la strada corretta: quando invece tutto diventa tifo da stadio e si insultano le persone che soffrono allora molto meglio chi decide volontariamente di sopprimere un figlio talassemico dopo il concepimento. Infatti il vostro problema è l’amore: pensate che rispettando le leggi terrenne della chiesa e quelle degli stati quasi-confessionali sarete assolti ?
    il modo in cui trattate questo argomento così delicato, arrivando a insultare le persone che soffrono così tanto la dice tutta su che razza di cristiani siete.

  12. Ci si dimentica, troppo
    Ci si dimentica, troppo facilmente, che la talassemia e’ una malattia, pure pesantemente invalidante. Da quando impedire che una malattia si manifesti e’ diventato eugenetica? Perche’ i cattolici trovano tanto brutto un mondo senza talassemici?

  13. LE COSE CON IL VERO NOME
    Nessuno chiede un figlio su misura.
    Nessuno chiede di comprarlo come al supermercato.
    STIAMO PARLANDO DI MALATTIA
    M A L A T T I A

    In questo caso di TALASSEMIA.
    ma poi di
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’
    INFERTILITA’

    Adesso il concetto è piu’ chiaro ?
    No, perchè se non fosse ancora chiaro ricordiamo
    allo spettabile pubblico sostenitore della legge 40 che fra soli 3 ANNI 1 COPPIA SU 3 SARA’ STERILE
    Infertilità
    infertilità
    infertilità
    infertilità

    Ed è duro quando la ruota gira.
    Oh, se è duro….

  14. perchè ci dicono che siamo
    perchè ci dicono che siamo intolleranti se poi non citollerano? ( rivolto a chi dà ragione al tribunale)

  15. Trovo molto offensivo e
    Trovo molto offensivo e doloroso quello che è stato scritto qui (come in molti altri posti da gente ignorante, nel senso che ignora l’argomento di cui tratta!). Desiderare di mettere al mondo un figlio destinato a morire prima di noi con atroci sofferenze lo considerate un delitto? Perch

  16. Tanto vale allora togliere
    Tanto vale allora togliere anche la legge sull’aborto, l’amniocentesi. Perchè non torniamo al medioevo??? Ma volete capire che è solo un impedimento italiano visto che in tutta l’Europa, per non parlare del mondo, si pratica la diagnosi preimpianto e la crioconservazione??? Chi ha i soldi va all’estero e chi non li ha è limitato. Ecco cosa ha creato la legge 40 l’impossibilità per tutti di accedere alla scienza. Bravi tutti!! Spero che ci siano altri giudici con le p@@lle!!

  17. Le farneticazioni di Daniele
    Le farneticazioni di Daniele 57 mi hanno lasciato un senso di vuoto e di tristezza nel cuore. Ma che c’entra Hitler con le coppie che vogliono avere figli sani? Voi cattolici siete veramente fuori di testa! Ma teneteveli VOI i figli malati se tanto ci tenete! Secondo me parlate davvero per dare aria ai denti! Tutti i genitori del mondo desiderano avere figli sani… il fatto che oggi si riesca a non far nascere dei mostri sarà ben un passo avanti no? E invece i cattolici se ne dispiacciono! Boh! Invece di preoccuparvi della eugenetica, preoccupatevi del fatto che i conflitti religiosi, tra cattolici pazzi, islamici terroristi ed ebrei bombardieri, stanno mandando a rotoli l’intero pianeta! Altro che l’eugenetica!!! Magari tutti i bimbi nascessero sani e belli.. ci sarebbero certamente meno pazzi frustrati e preti pedofili in giro!!! Viva la laicità, viva la scienza, viva la democrazia!!

  18. Con questo spero di dare un
    Con questo spero di dare un contributo a quello che ho già scritto. Bobbio: ecco perché sono contro l’aborto di Giulio Nascimbeni IL DOCUMENTO. Nell’81, intervistato dal Corriere sull’imminente referendum, il «papa laico» insorgeva: «Mi stupisco che i laici lascino ai credenti l’onore di affermare che non si deve uccidere». Alla vigilia del referendum sull’aborto, il «Corriere della sera» dell’8 maggio 1981 pubblicò un’intervista di Giulio Nascimbeni a Norberto Bobbio. Il filosofo, tra i massimi esponenti della cultura laica del dopoguerra, spiega così le sue ragioni a favore della vita. [Da “Avvenire”, 11 gennaio 2004] Sono con Norberto Bobbio nel suo studio di Torino, fra scaffali gremiti e tavoli coperti da giornali e riviste. «Non parlo volentieri di questo problema dell’aborto» mi dice. Gli chiedo perché. «È un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri». Quali diritti e quali doveri sono in conflitto? «Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. È lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell’aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all’aborto». Lei parlava di diritti, non di un solo diritto «C’è anche il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole. E c’è un terzo diritto: quello della società. Il diritto della società in generale e anche delle società particolari a non essere superpopolate, e quindi a esercitare il controllo delle nascite». Non le sembra che, così posto, il conflitto fra questi diritti si presenti pressoché insanabile? «È vero, sono diritti incompatibili. E quando ci si trova di fronte a diritti incompatibili, la scelta è sempre dolorosa». Ma bisogna decidere. «Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati. Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l’aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all’aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere». Quali critiche muove alla legge 194? «Al primo articolo è detto che lo Stato “garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile”. Secondo me, questo diritto ha ragione d’essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l’interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite». E se, abrogando la legge 194, si tornasse ai «cucchiai d’oro», alle «mammane», ai drammi e alle ingiustizie dell’aborto clandestino? L’aborto è una triste realtà%2C non si può negarla. «Il fatto che l’aborto sia diffuso, è un argomento debolissimo dal punto di vista giuridico e morale. E mi stupisce che venga addotto con tanta frequenza. Gli uomini sono come sono: ma la morale e il diritto esistono per questo. Il furto d’auto, ad esempio, è diffuso, quasi impunito: ma questo legittima il furto? Si può al massimo sostenere che siccome l’aborto è diffuso e incontrollabile, lo Stato lo tollera e cerca di regolarlo per limitarne la dannosità. Da questo punto di vista, se la legge 194 fosse bene applicata, potrebbe essere accolta come una legge che risolve un problema umanamente e socialmente rilevante». Esistono azioni moralmente illecite ma che non sono considerate illegittime? «Certamente. Cito il rapporto sessuale nelle sue varie forme, il tradimento tra coniugi, la stessa prostituzione. Mi consenta di ricordare il Saggio sulla libertà di Stuart Mill. Sono parole scritte centotrent’anni fa, ma attualissime. Il diritto, secondo Stuart Mill, si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società: “il bene dell’individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente”». Questo può valere anche nel caso dell’aborto? «Dice ancora Stuart Mill: “Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l’individuo è sovrano”. Adesso le femministe dicono: “Il corpo è mio e lo gestisco io”. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio. Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l’aborto. L’individuo è uno, singolo. Nel caso dell’aborto c’è un “altro” nel corpo della donna. Il suicida dispone della sua singola vita. Con l’aborto si dispone di una vita altrui». Tutta la sua lunga attività, professor Bobbio, i suoi libri, il suo insegnamento sono la testimonianza di uno spirito fermamente laico. Immagina che ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni? «Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il “non uccidere”. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere». ——————————————————————————–

  19. Aggiungo ancora questo
    Aggiungo ancora questo sperando di completare l’opera.
    Tratto da IL FOGLIO del 27 settembre 2007

    Ghezzi riporta in tivù “Io accuso”, film della propaganda nazista a favore dell’eutanasia.

    di Eugenia Roccella

    Enrico Ghezzi ha i suoi seguaci, e confesso di essere tra questi. Lui è ormai un’apparizione fantasmatica, forse ha un Doppelgänger che vive una vita reale, ma nessuno sa più com’è.

    Chi sabato notte si piazza davanti alla tv, affascinato dalla sigla di “Fuori orario”, disposto ad andare avanti fino all’alba guardando vecchie pellicole sgranate o film asiatici sottotitolati in russo, non sa se Ghezzi abbia ormai perso tutti i capelli, o se ancora mantenga quell’aria ammaccata e svagatamene intellettuale che mostra in video. Certo se non ci fosse lui, per spettatori con qualche curiosità cinefila, sarebbe il deserto. Sabato scorso, per esempio, ha recuperato da un immeritato oblio “Ich klage an”, (Io accuso), del regista tedesco Wolfgang Liebeneiner. Titolo ambiguo, per un film di propaganda nazista, direttamente sollecitato dalla Gestapo. Ma l’eco della polemica zoliana sull’antisemitismo e il caso Dreyfuss è involontaria, o consapevolmente utilizzata al rovescio; l’accusa qui, riguarda un caso di eutanasia, e il film fu commissionato per far digerire all’opinione pubblica il drastico programma di eliminazione di disabili e malati di mente voluto da Hitler e attuato tra il 1938 e il ’41.

    La storia è tutta chiusa nel privato, e in nessuna inquadratura compaiono segni del regime nazista. Hanna è una giovane donna appassionata e vitale, che scopre di essere affetta da sclerosi multipla, malattia degenerativa inguaribile ancora oggi. Sa che perderà progressivamente l’uso delle gambe e delle braccia, che non sarà più autonoma, che sopraggiungeranno crisi respiratorie sempre più gravi e frequenti. Ma quello che più la tormenta è l’immagine che Thomas, marito amatissimo e medico geniale, conserverà di lei; la paura di apparirgli solo come un corpo malato e bisognoso, senza più luce di intelligenza e di fascino, fino a incrinare il dorato cerchio che li unisce. Il film è girato completamente in interni; al regista interessa mettere a fuoco la qualità e l’eleganza discreta dei rapporti di amore, amicizia, fedeltà, devozione, onore, nella piccola comunità di amici e parenti che ruota intorno alla protagonista. Hanna prega l’amico Bernhard, anche lui medico, di aiutarla a morire, ma la risposta è negativa. Il marito, invece, dopo aver accanitamente ma inutilmente cercato nel suo laboratorio una cura per guarire la moglie, acconsentirà a somministrarle la morfina, stringendola tra le braccia fino all’arrivo della fine. Quando Bernhard lo sa- prà, griderà in faccia all’amico: “L’aveva chiesto anche a me, ma non l’ho fatto, perché l’amavo!” e il marito ribatterà: “Io l’ho fatto perché l’amavo di più”.

    L’ultima parte del film si svolge in un’aula di giustizia, dove gli aspetti legali del problema vengono esaminati e spiegati, in un dibattito perfettamente attuale; tra l’altro il perito testimonierà l’impossibilità di determinare con certezza se Hanna è morta per una crisi respiratoria o per l’assunzione di morfina. Ma è la discussione in camera di consiglio che mostra con chiarezza come qualunque soluzione legislativa che consenta l’eutanasia scivoli irresistibilmente verso la selezione autoritaria, verso forme più o meno mascherate di ingegneria sociale. Deve essere il medico – dice un giurato – ad avere l’ultima parola, anzi, a miglior garanzia, una commissione di medici; oppure lo stato, che deve dare “il diritto” di morire. Il film si chiude con un finale sospeso, volutamente affidato al giudizio dello spettatore: è lui che deve valutare e decidere.

    Hitler, però, aveva già deciso. Dopo la fase della sterilizzazione coatta (tra il ’33 e il ’39 furono sterilizzate tra 200.000 e 350.000 persone ritenute affette da malattie ereditarie), passò al programma Aktion T4. Approfittando della richiesta della famiglia Knauer di eliminare il proprio figlio, definito “idiota”, Hitler delegò al suo medico personale, Karl Brandt, il compito di indagare sul caso, e poi di formare una commissione per il “rilevamento scientifico” di malattie ereditarie e malformazioni gravi. Gli ospedali dovevano segnalare tutte le nascite di bambini con problemi: Down, ciechi e sordi, idrocefali, macrocefali, spastici, e co sì via. Ai genitori veniva detto che i piccoli sarebbero stati trasferiti in centri specializzati; in seguito sarebbero arrivati i certificati di morte, stilati in modo differenziato e burocraticamente accurato. La stessa operazione fu promossa, pochi mesi dopo, nei confronti di disabili adulti e malati terminali; anche qui i pazienti venivano portati in appositi centri per beneficiare di un non meglio specificato “trattamento speciale”. L’Aktion T4 andrà avanti finché il vescovo cattolico di Munster, Clemens August Von Galen, pronuncerà nel ’41 un vero “j’accuse” contro il regime, con un sermone che sarà stampato e lanciato sulle città tedesche dalla Royal Air Force.

    Ma aldilà della storia dell’eugenetica nazista, colpiscono le scelte propagandistiche. Dopo aver tentato di convincere l’opinione pubblica con documentari che entravano negli ospedali e mostravano gli esempi più tragici dei “gusci vuoti di esseri umani”; dopo aver proposto agli scolari problemi sui costi dell’assistenza ai disabili (“mantenere un malato di mente costa circa 4RM al giorno, un invalido 5,50…”), il regime aveva ritenuto più proficuo mostrare l’eutanasia come scelta d’amore, fatta per il bene del singolo malato, e non per quello della comunità. Questa era la chiave per superare la diffidenza dei tedeschi, e convincerli a dare il proprio assenso alla selezione genetica e all’eutanasia. Si decide dunque di puntare sull’emotività, il caso umano, le ragioni del cuore che la ragione non conosce. E’ davvero curioso che oggi il modello proposto all’opinione pubblica sia ancora lo stesso; l’unica differenza è nella caduta di stile che segna operazioni come “Million dollar baby”, o “Mare dentro” rispetto alla raffinata sobrietà di “Io accuso”. Forse per questo il regista fu riabilitato dai servizi segreti dell’esercito inglese, e continuò la sua carriera nell’epoca di Adenauer.

  20. Sadici
    Questa legge inumana, sadica, ottusa, voluta e scritta dal vaticano, rispecchia la loro religione, che è feticista del dolore (altrui) dunque per il clero è bello che uno soffra, se poi la scienza mette i bastoni tra le ruote al loro dio e riesce a combattere il dolore, la sofferenza, le malattie, ecco che le gerarchie vaticane ed i loro zuavi, vanno fuori di testa arrivano ad asserire che bisogna far nascere delle creature per assistere compiaciuti, gongolanti, alla loro sofferenza ed alla loro morte, se non è puro sadismo questo. Molto meglio l’umanesimo laico, la pietà umana, il comune buonsenso, alle crudeli imposizioni vaticane, non si capisce perchè questi preti godano nell’imporre dolore e sofferenza, forse perchè sono dei frustrati senza una donna che li ami, senza figli, conducendo una vita contronatura non sanno più distinguere il bene dal male, forse, o forse sono solo dei sadici.

  21. Chi da del sadico a chi non
    Chi da del sadico a chi non è d’accordo con lui è il vero intollerante. Leggere gli articoli postati grazie.
    Non pretendo di avere sempre ragione, ma mi danno fastidio quelli che tirano in mezzo il Papa Re, quando la legge, per il fatto di ammettere la fecondazione assistita non si accorda con la dottrina sociale della chiesa e perciò non chiamatela legge cattolica, non lo è!. ( Come dicevo ieri sono anticlericale, ma leggo i documenti che la stessa chiesa pubblica, e poi basta ricordarsi delle dichiarazioni del card. Ruini al tempo del referendum ).

  22. Che ipocrisia immonda!
    Tu, cattolico bigotto e presuntuoso che sei contro la sentenza del tribunale, io ti rispetto… ma mi permetto di augurarti una gravidanza con un figlio gravemente malato. Quando ti troverai difronte al dilemma se portare avanti la gravidanza di tua moglie oppure no, allora forse capirai quale subumana prevaricazione è una legge terrificante come la famigerata legge 40. Che ricordo agli ignoranti che continuano a precisare: NON è stata approvata dal popolo, è stata semplicemente fatta passare COSI’ COME I POLITICI SERVI DEL VATICANO l’hanno fatta, invitando la gente a stare a casa! Che è diverso! Informatevi… Sadici! E poi si permettono di parlare di Hitler e di eugenetica, senza sapere di cosa stanno parlando! La verità è che le persone con malattie genetiche gravi dovrebbero astenersi in nome della santa castità cristiana o sopportare la croce e lo strazio di un figlio che soffrirà per tutta la vita… e questa sarebbe la morale cattolica? Vergogna! Vergogna! Vergogna! Esprimo sincera solidarietà alla coppia, e invito l’autore dell’articolo a darsi all’ippica. Se non è capace di capire la differenza tra un omicidio (l’embrione è un uomo? Ridicoli) e un atto di responsabilità è meglio che cambi mestiere. Cordialmente, Giuseppe

  23. Egr. sig. Facino C.,
    più

    Egr. sig. Facino C.,
    più che sadici che godono nel vedere le sofferenze altrui, i preti sono pragmatici: essi sanno che in una società di esseri umani belli, sani, colti e felici, la Chiesa non avrebbe alcuna ragione di esistere. La Chiesa infatti sguazza nella sofferenza, nella miseria, tra i derelitti, i diseredati e i deformi, sennò chi si sognerebbe di chiamare un prete? Chi darebbe loro l’8 per mille in cambio di puerili favolette sull’aldilà? Chi lascerebbe loro interi patrimoni, beni, titoli e terreni valutabili complessivamente in decine di miliardi di euro? Solo ed esclusivamente per questo motivo, i preti sono contrari all’eugenetica! In un mondo di gente sana e felice loro rimarrebbero disoccupati e gli toccherebbe persino andare a lavorare!

  24. Comunque continuo davvero a
    Comunque continuo davvero a non capire i continui riferimenti a Hitler. Se qualcuno riesce a dimostrare che Hitler sarebbe stato contrario alla legge 40, è pregato di portare le prove o di tacere per sempre.

  25. Se il popolo italiano ( che
    Se il popolo italiano ( che non è scemo)avesse voluto abrogare la legge 40,sarebbe andato in massa a votate sì;se è stato a casa, è perché in maggioranza è favorevole alla legge.A differenza che nelle normali votazioni, il referendum prevede espressamente l’astensione come manifestazione di volontà: questo per chi accusa di ignoranza. Per il resto, si nota un livore anticattolico che fa rabbrividire( se qualcuno nella storia si è occupato dei deboli e dei malati, questa è stata la Chiesa, altro che i poteri politici di tutti i tipi e di tutti i colori; e non lo ha fatto certo per giustificare la sua esistenza; se non ci fossero più malati, non per questo la Chiesa cesserebbe di esistere, mi dispiace per voi).Comunque non si vuol capire che la difesa della vita fin dall’inizio ( L’EMBRIONE NON SARA’ ANCORA UN UOMO PERFETTO, MA CERTO NEMMENO UNA COSA)non è appannaggio solo dei cattolici:ci sono per fortuna molti non praticanti o non credenti( e dovrebbero essere sempre di più)che hanno ancora rispetto per l’uomo dal concepimento alla morte NATURALE. Non è questione di fede o di Papa, ma di ragione e di amore.

  26. Una risposta dell’autrice ai commenti
    Alcune osservazioni mi sembrano doverose.

    La prima: mi pare abbastanza evidente che i “tolleranti” e i “laici” si distinguano, almeno nei commenti a questo articolo, per l’intolleranza e la violenza verbale.
    Si sa: gli insulti sono tipici di chi non ha argomenti da portare.

    E’ anche impressionante l’orrore che si legge per gli handicappati: leggo in un commento “facciamo nascere una bella generazione di mostri, spastici, deformi, cerebrolesi, acefali..”.

    Chissà se chi ha scritto queste parole ha mai visto un cerebroleso, uno spastico, e se ha mai parlato con i loro genitori: potrebbe provare a spiegare che i loro figli sono mostri.
    Chissà se chi ha scritto queste parole è fra i sostenitori dell'”accoglienza al diverso”.

    La seconda: ringrazio chi ha citato la famosa intervista a Bobbio. Tanto per far capire che non si tratta di una questione di laici e cattolici, ma di concezioni differenti della vita umana.

    La terza: è difficile veramente capire dove finisce la malafede e dove inizia l’ignoranza. Dire che la legge 40 è stata voluta dal Vaticano è semplicemente ridicolo.
    E’ bene mettere in chiaro, se ancora non lo fosse, che la legge 40 non ha assolutamente niente di cattolico, perchè per la morale cattolica le tecniche di fecondazione extracorporea non sono consentite.
    Quindi una legge cattolica avrebbe un solo articolo: “Non sono consentite tecniche di fecondazione extracorporea”.

    Per ogni gravidanza portata a termine nove embrioni muoiono, con queste tecniche: qualcuno mi spieghi cosa c’è di cristiano.

    La verità è che la legge 40 è il frutto di un lungo dibattito parlamentare, è stata votata dal parlamento – nel quale è consentito sia ai credenti che ai non credenti di essere eletti – ed è stata confermata da un referendum: l’astensione – e qui mi rivolgo in particolare a tutti quelli che non hanno mai accettato la sconfitta referendaria, il che la dice lunga sulla loro tolleranza e sul loro concetto di democrazia -, l’astensione, dicevo, e di quelle proporzioni, significa che la stragrande maggioranza degli italiani non ha ritenuto neanche opportuno perdere tempo per andare a votare.

    E’ una pesantissima sconfitta politica, quella che i promotori del referendum hanno subìto.

    A meno che tutti questi soloni della democrazia che impartiscono lezioni e destra e a manca, ritengano che il 75% degli aventi diritto al voto – e che non si è presentata al referendum – sia la percentuale degli imbecilli in Italia.

    Allora ditelo, a chiare lettere.
    Dite che le persone che hanno capito i quesiti erano poche, e hanno votato tutte sì. Dite che la gran parte degli italiani è fatta da imbecilli, e per questo non ha ritenuto opportuno neppure andare a votare.

    Da ultimo, mi rivolgo a Sabrina.
    Io non giudico le persone, e non punto il dito. Non mi permetterei mai.

    Qua stiamo parlando di leggi, e di sentenze.

    Le dico anche che ho conosciuto Loris Brunetta. E’ un talassemico, che ha lottato con tutte le sue forze al tempo del referendum sulla legge 40, schierandosi a favore della legge, perchè lui c’è (Brunetta c’è, diceva) ed è felice di esserci, con tutto quello che la sua malattia comporta. E non è l’unico a dire questo.

    Non è in questione il normale desiderio, suo e di ogni genitore, di avere figli sani (e soprattutto felici).

    Ma consentire per legge che qualcuno non possa nascere perchè il suo patrimonio genetico è difettoso si chiama eugenetica. Non c’è un’altra parola, mi spiace.
    E nell’ordinamento giuridico italiano le pratiche eugenetiche non sono consentite.

    L’aborto così com’è regolato in Italia è questione differente dalla diagnosi preimpianto, anche se gli esiti possono apparire gli stessi.

    Secondo la legge 194 si può abortire se un dottore diagnostica alla mamma un grave problema di salute fisica o psichica che dipende dalla gravidanza.

    Ci deve essere una diagnosi – sulla mamma – di un problema di salute in atto, il che non è possibile con la diagnosi preimpianto, quando ancora non si sa neppure se l’embrione si impianterà.

    Se una donna dichiara che la sua salute psichica SARA’ sempre compromessa da un figlio con gravi handicap (e ce ne sono tanti possibili),
    allora che facciamo, un certificato di aborto preventivo? Dichiariamo che la signora non potrà mai essere mamma di un disabile?

    Chi mai potrà assicurarle che l’embrione selezionato sarà sicuramente sano? Chi mai potrà escludere un’anomalia grave non genetica, o una grave anomalia genetica attualmente non diagnosticabile, in un embrione?

    La diagnosi di gravi problemi di salute della donna non può essere predittiva. Può essere solo relativa a una gravidanza in atto.
    Si può avere una gestosi per una gravidanza e per un’altra no, e così anche per una depressione.

    D’altra parte anche la disposizione all’accoglienza di un figlio disabile, da parte della stessa donna, può variare nel corso della vita.

    Chi pensa che ci sia contraddizione fra legge 194 e legge 40, e crede opportuno non far nascere disabili eliminandone gli embrioni o abortendoli, dovrebbe coerentemente chiedere di cambiare la legge 194 e inserire un articolo che dica che si possono eliminare i disabili in quanto tali, senza la necessità del certificato medico che attesti il pericolo per la salute della madre. Perchè non viene fatta questa richiesta?

    Ma non solo: gli “spiacevoli abusi” di cui lei parla a proposito della legge 40, nei fatti, significano che una mamma può scegliere il proprio figlio. Non è questo lo scopo della legge 40.
    Possiamo poi vedere che in tutti i paesi in cui la diagnosi preimpianto è consentita, il limite è spostato continuamente: dapprima si eliminano gli emrbioni portatori di malattie gravi, come i talassemici (molti dei quali però fanno una vita come quella di Loris Brunetta, ad esempio), ma poi anche quelli portatori di geni che danno probabilità di sviluppare certi tipi di tumori.

    Ultimamente si sono potuti individuare gli embrioni portatori di strabismo. Potendo scegliere quali embrioni impiantare, anche in questo semplice caso, quali si sceglierebbero? Quale mamma, potendo scegliere, impianterebbe un embrione strabico anzichè uno con la vista normale?

    Nessuno qua sottovaluta le sofferenze che si accompagnano ad un handicap. Siamo in molti a conoscerle.

    Ma la strada non è eliminare il portatore di handicap.

    Un esempio: in Svezia, paese non certo cattolico, circa il 30% delle donne che sa di avere in grembo un figlio down decide di tenerlo. In Italia avviene in meno dell’1% dei casi.
    Perchè?
    Forse perchè si sceglie in maniera differente se si può contare su aiuti e sostegni?
    Magari sarebbe il caso di affrontare questo tipo di riflessioni, anzichè lasciarsi andare agli insulti eludendo il problema.

    Comunque, consiglio a tutti di leggere le dichiarazioni dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilita’ Intellettiva e/o Relazionale), a proposito di una richiesta dell’associazione dei ginecologi inglesi (lasciateci uccidere i bambini disabili, chiedevano, in modo da evitare aborti tardivi e essere sicuri che le diagnosi prenatali non escludessero gravi disabilità):

    http://www.anffas.net/Page.asp/id=264/N201=1/N101=166/N2L001=Varie

  27. aggiungo ancora
    aggiungo ancora questi.
    Procreazione Assistita – lun 1 ott
    Intervista a Antonio Baldassarre

    Tratto da Avvenire del 27 settembre 2007

    Non è una pronuncia a norma di legge quella emessa dal giudice di Cagliari, in seguito alla domanda di una donna che voleva ottenere la diagnosi pre-impianto temendo che l’embrione creato in vitro fosse affetto da beta-talassemia.

    Lo afferma Antonio Baldassarre, ordinario di Diritto costituzionale alla Luiss di Roma e presidente emerito della Corte Costituzionale, sulla base di argomentazioni squisitamente giuridiche, che non si lasciano imbrigliare nelle maglie delle solite polemiche che vorrebbero vedere contrapposti laici e cattolici.

    La sentenza di Cagliari potrebbe creare un precedente cui potranno ispirarsi altri giudici per consentire la diagnosi pre-impianto?
    Non è certo la prima sentenza che si occupa della materia. Sono state emesse altre pronunce, su casi simili, di segno nettamente diverso, che il giudice di Cagliari non ha preso in considerazione. Non capisco perché questa sentenza debba costituire un precedente mentre le altre no. In ogni caso, se questa sentenza diventasse un precedente significherebbe che i giudici, in Italia, hanno assunto un nuovo ruolo.

    In che senso?
    La magistratura dovrebbe giudicare basandosi sulle leggi dello Stato. Cosa che non pare sia stata fatta in questo caso. Piuttosto, nella sentenza di Cagliari sembra che il giudice abbia indebitamente sovrapposto le proprie competenze a quelle del legislatore.

    Un’invasione di campo da parte del giudice. . .
    Proprio così. Con questa pronuncia è come se il giudice avesse compiuto un’operazione che esula completamente dalla funzioni attribuitegli dall’ordinamento, perché, in pratica, ha come riscritto la norma giuridica. Leggendo il testo delle legge, infatti, si coglie molto chiaramente che una corretta interpretazione non avrebbe potuto portare a una pronuncia simile. Qui non si è trattato solo di interpretare un testo ma di stravolgerlo nel suo significato. Un caso che può essere definito di interpretazione abrogativa, che si ha quando si forza una norma, conferendole un significato che è il contrario di quello che le è proprio.

    Eppure nella sentenza si parla di un’interpretazione della norma «costituzionalmente orientata». Cosa vuol dire?
    Significa che il giudice è arrivato a questo risultato dopo aver compiuto un bilanciamento di interessi costituzionalmente rilevanti. Ma si tratta di un compito riservato alla Corte costituzionale, che è l’organo deputato a valutare se le scelte del legislatore siano conformi o meno al dettato costituzionale. Questo delicato vaglio quindi, non può essere compiuto da ogni singolo giudice, come pare sia accaduto in questo caso. Se un magistrato adombra un possibile contrasto tra una legge e la Costituzione deve sollevare la questione davanti alla Corte costituzionale. Solo così si potrà verificare la fondatezza o meno di questa valutazione. Il giudice di Cagliari, invece, si è arrogato il potere di compiere personalmente questo vaglio, sostituendosi, di fatto, alla Consulta, e arrivando a emanare una pronuncia abnorme.

    È come se il giudice avesse applicato direttamente i princìpi della Costituzione senza tener conto della legge ordinaria?
    In questo caso i princìpi contenuti nella carta costituzionale non possono essere applicati in via diretta perché c’è una legge ordinaria che su questo punto, ossia la diagnosi pre-impianto, è molto chiara. In generale non si può mai prescindere da una legge dello Stato in nome di presunti princìpi costituzionali che, secondo l’interpretazione compiuta da ogni singolo giudice, affermerebbero il contrario. Qualora questo dovesse accadere, la soluzione non può certo essere quella percorsa dal giudice di Cagliari, ma, come detto, l’ordinamento consente a ogni magistrato di rimettere la questione alla Corte, che poi valuterà l’esistenza o meno di un contrasto.

    La sentenza arriva ad affermare che relativamente alla diagnosi pre-impianto la legge 40 si presta a interpretazioni non univoche. È così?
    No. Al contrario, la norma è molto chiara su questo punto. La decisione presa non è a norma di legge. Penso che ognuno possa essere d’accordo o meno con questa previsione, ma non si può certo affermare che la normativa sia ambigua, visto che peraltro il divieto di selezionare gli embrioni emerge anche da altri aspetti del testo, come quello che impedisce il congelamento o quello che prescrive l’impianto di tutti gli embrioni creati. Il legislatore ha vietato la diagnosi pre-impianto per evitare che si compisse un passo verso la deriva eugenetica.

    Malati cronici, chi decide la «qualità della vita»?

    Intervista al neurologo Gianluigi Gigli di Viviana Daloiso

    Tratto da Avvenire del 20 settembre 2007

    È moralmente obbligatoria la somministrazione di cibo e acqua al paziente in stato vegetativo? Può essere interrotta quando medici competenti giudicano con certezza morale che il paziente non recupererà mai la coscienza?

    L’11 luglio del 2005 la Conferenza episcopale statunitense si rivolse alla Congregazione per la dottrina della fede con queste spinose domande. Domande che facevano seguito alla clamorosa vicenda della morte di Terry Schiavo, avvenuta qualche mese prima in seguito alla sospensione della nutrizione. Oggi le risposte della Santa Sede mettono in discussione la condotta dei medici statunitensi, e non solo. Ne abbiamo parlato con Gianluigi Gigli, ordinario di Neurologia all’Università di Udine e neurologo presso l’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine.

    Professor Gigli, da medico come ha accolto quanto affermato dalla Congregazione?
    «Con estrema soddisfazione. Quello che viene chiarito costituisce la possibilità per i medici di porre fine ad una lenta e silenziosa deriva che si stava creando: quella dell’assolutizzazione del principio di autodeterminazione, che porta a reclamare la piena disponibilità del “bene-vita”. Vale la pena ricordare che il documento vaticano risponde alle domande poste dai vescovi degli Usa, dove ormai da anni nutrizione e idratazione vengono considerati trattamenti medici (non più assistenza di base) e in quanto tali possono essere rifiutati dal paziente o da chi, interpretandone le presunte volontà, ne fa le veci. Da questo punto di vista il caso di Terry Schiavo è solo la punta dell’iceberg, portata alla ribalta delle cronache perché si verificò una situazione di difformità tra la volontà di una parte e dell’altra: in realtà quella della sospensione dell’idratazione e della nutrizione assistite è una pratica che andava e va avanti negli Stati Uniti. Ora ci sono i presupposti perché le cose cambino».

    Anche in Italia, però, c’è chi sostiene che quello di decidere sulla sospensione dell’idratazione e della nutrizione di un paziente in stato vegetativo è un diritto.
    «Il nostro Codice deontologico dice che sono i medici a dover valutare fino a che punto alcuni trattamenti siano di beneficio. Prendiamo, per esempio, un malato terminale: se non è più in grado di assimilare un liquido o quest’ultimo gli crea danni fisici e disagi, si smette di somministrarlo. Il problema è che quando abbiamo a che fare con condizioni di cronicità, come il più delle volte avviene con pazienti in stato vegetativo, ci troviamo in una situazione diversa. Questi ultimi non sono malati terminali: si trovano in una condizione di grave disabilità, a seguito di un evento acuto, che come tale nel tempo deve essere rispettata, a cominciare dalla somministrazione di cibo e acqua, essenziali per mantenere in vita quei pazienti. Se smettessimo di nutrirli e idratarli non staremmo togliendo loro l’acqua perché incapaci di assimilarla o perché faccia loro del male, ma semplicemente per un giudizio di qualità sulla vita di quei pazienti, perché abbiamo deciso che è meglio per tutti che quei pazienti muoiano».

    Quindi quanto indicato dalla Congregazione per la dottrina della fede è in linea col Codice deontologico dei medici.
    «Sì, ma il giudizio dipende dai princìpi a partire dai quali quel Codice viene interpretato. Se credo che a un paziente in stato vegetativo vada riconosciuta la sua dignità umana fondamentale, necessariamente riconoscerò come un beneficio possibile tutto ciò che ne prolunghi e favorisca la vita, in primis il cibo e l’acqua. Se invece stabilisco che un paziente in stato vegetativo non possiede più dignità umana, che la sua vita non è più tale da un punto di vista “qualitativo” e che è meglio farlo morire, allora nessun trattamento potrà essergli di beneficio e io non sarò tenuto ad agire».

    Senza contare che queste premesse spianerebbero la strada al testamento biologico. . .
    «Esatto, in fondo è in quella direzione che si muove il polverone sollevato in Italia in seguito alle dichiarazioni della Congregazione. Se si accetta il principio che a decidere sulla vita dei pazienti in stato vegetativo sia qualcun’altro, e che quei pazienti debbano morire perché così è “meglio” per loro, il passo successivo, sempre in base a quel principio, è che il paziente stesso possa decidere meglio e prima».

    Invece?
    «Invece, come ricorda bene a noi medici la nota vaticana, un paziente in “stato vegetativo permanente” è una persona, cui sono perciò dovute le cure ordinarie e proporzionate. Un obbligo a cui come medici non possiamo e non dobbiamo sottrarci».

    E per finire.
    Quel fondamentalismo chiamato cultura laica
    Politica – sab 29 set
    di Ruggero Guarini

    Tratto da Il Giornale .it del 29 settembre 2007

    Sul convegno laicista promosso a Roma da Mondoperaio gravava fin dal titolo («La risposta laica ai fondamentalismi religiosi») un ingenuo pregiudizio, cioè l’idea che tutti i fondamentalismi si equivalgano e che soltanto la cultura laica sia assolutamente refrattaria a ogni forma di fanatismo.

    Ma se è vero che su tutte le religioni incombe il rischio del fanatismo, non meno vero è che alcune di esse hanno prodotto effetti più terrificanti di altre. Ed è inoltre evidente che mentre i misfatti di alcune religioni furono e vengono ancora commessi nonostante il loro messaggio originario (i crimini storici del cristianesimo non derivano certo dai precetti del Vangelo) quelli di tante altre fedi furono e sono invece autorizzati proprio dai loro profeti (quelli dell’Islam sono abbastanza conformi agli insegnamenti del Corano).

    Sembra poi che la natura rigorosamente laica delle diverse dottrine che negli ultimi due secoli hanno contribuito alla nascita del moderno spirito europeo non sia riuscita a impedire che questo spirito si esprimesse anche, in rebus politicis, nella creazione di alcuni dei regimi più fanatici, settari, criminali, terroristici e totalitari della storia umana. Dal che sembra doversi dedurre che la cultura laica, lungi dall’essere il solo valido antidoto al virus fondamentalista, è capacissima, all’occorrenza, di generare mostri (vedi il grande terrore giacobino, il gulag sovietico e il lager nazista) persino più voraci di quelli partoriti dalle fedi che intendevano soppiantare.

    Queste elementari evidenze dovrebbero incoraggiare anche i laici a smetterla di immaginare che soltanto le religioni confessionali siano capaci di fomentare illusioni e fondamentalismi. Dovrebbero anzi indurli ad ammettere che la fede laica ha dimostrato da un pezzo di essere anch’essa una straordinaria produttrice di chimere fomentatrici di fondamentalismi e terrorismi. Classe, Razza, Nazione, Partito, Stato, Storia, Ragione, Scienza, Capitale, Tecnica, Sesso, Progresso e simili: ecco soltanto alcune delle entità con cui la cultura laica, dopo aver preteso di aver liquidato una volta per sempre l’Innominabile, ha di volta in volta cercato di sostituirLo con qualche nominabilissimo Idolo.

    Mentre l’Occidente si trova a dover fronteggiare il cosiddetto risveglio islamico, il proposito di denunciare le vere o supposte analogie fra le tre religioni del libro sembra infine quanto meno intempestivo. Non quelle analogie bensì l’abissale differenza fra il discorso giudaico-cristiano e quello islamico urge oggi sottolineare. Anche perché la più rigorosa condanna del martirio in salsa islamica non è affatto racchiusa nella cultura laica bensì proprio nella dottrina cristiana, che proprio su questo tema ha già detto tutto fin dai tempi in cui l’autore dell’Apocalisse, definendo Cristo «il testimone fedele», decretò implicitamente che «martirio» vuol dire «testimoniare la fede» con la propria morte, non con quella altrui.

  28. Sig.ra Assuntina, i suoi
    Sig.ra Assuntina, i suoi commenti sono quanto di più agghiacciante e riprovevole si possa immaginare, mi dispiace appartenere alla stessa razza umana alla quale appartiene Lei.
    Se Lei vuole credere alle favole inventate da pastori analfabeti di 2000 anni fa, si accomodi pure, purtroppo (ribadisco il concetto) è la gente come Voi che rovina il mondo.
    Quelli che NON sono andati a votare al referendum lo hanno fatto perchè glielo ha detto il prete dal pulpito, dopo che il Vaticano aveva diramato un diktat ben preciso… per l’appunto, disertare il referendum!
    Mica vorrà sostenere che i milioni di beghine o bigotti semianalfabeti che infestano l’Italia DAVVERO abbiano capito i quesiti del referendum… a loro bastava che il prete dal pulpito, opportunamente plagiato dal Vaticano nei mesi precedenti, dicesse loro NON ANDATE A VOTARE! Punto e basta, questo è stato il referendum!
    Una sparuta minoranza di cattolici colti forse avrà anche capito i termini dei quesiti e avrà espresso democraticamente il proprio parere negativo, ma gli altri hanno solo seguito quello che gli hanno detto di fare, o meglio, di non fare! Il livello culturale degli italiani è infatti drammaticamente basso, questo è un dato di fatto. Nel Sud ci sono milioni di analfabeti e gente che al massimo avrà fatto la 5° elementare, manco sanno che voglia dire “eugenetica”, e probabilmente non lo sanno neppure pronunciare questo termine!
    Per loro sarà al massimo la marca di una lavatrice, o il nome della nuova velina!
    Voi cattolici siete davvero poveri di spirito, voi che dovreste insegnare a noi miscredenti atei come stare al mondo… sapete benissimo che è andata così ma insistete nel dire che la stragrande maggioranza degli italiani non ha votato al referendum in piena e libera consapevolezza! Ma fatemi il piacere direbbe Totò, abbiate almeno la decenza di stare zitti… per adesso avete vinto, facendo il lavaggio del cervello alla povera gente come fate da 2000 anni, per fortuna le cose cambieranno presto!
    Per adesso, per andare dietro all’embrione, vi state facendo soppiantare dagli islamici… eccola qui la vostra grande sconfitta, altro che il referendum!
    Sul resto, non intendo commentare più di tanto, vorrei solo dire che il pensiero laico nei secoli ha reagito, talvolta con il sangue, al potere temporale imposto con il terrore dalla Chiesa.
    Si è trattato di una giusta reazione ad una vera e propria dittatura talebana protrattasi per quasi 2000 anni…qualche testa doveva pur rotolare, altrimenti i Papi non si sarebbero mai schiodati dai loro scranni d’oro tempestati di pietre preziose, dai quali reggevano le sorti del mondo decidendo la vita e la morte delle persone e anche come incanalare il progresso scientifico (vedi il processo a Galileo).
    Per quanto riguarda il povero giudice di Cagliari, che si è permesso di fare le veci della Corte Costituzionale, va detto che la Suprema Corte impiega 5 anni per arrivare ad una sentenza… nel frattempo che si fa?
    Il giudice ha fatto bene a tutelare la salute dei cittadini, così come previsto dalla Costituzione. Nessuno può imporre l’applicazione di una legge così mostruosa!
    Tra parentesi, se davvero l’ultima parola spetta alla Corte Costituzionale, perchè allora non ve ne state zitti e aspettate di vedere che diranno i Supremi Giudici di questa bella legge 40? Fareste senz’altro più bella figura!

  29. Il peso dei paletti
    Tutto il problema gira attorno ad una semplice, banale questione: i paletti imposti dalle leggi. Chi si trova oltre il paletto si chiede perche’ e vorrebbe che la legge spostasse il paletto un po’ piu’ in la. E’ tipico, e’ normale, ma non e’ corretto perche’ la legge non puo’ essere stiracchiata a prendere dentro i casi perche’ qualcuno ci rientri, perche’ quando tutti saranno compresi la legge non avra’ piu’ motivo di esistere. Ovvio che allo stato attuale le coppie che rischiano, come la signora che ha scritto qui, figli malati chiedano di essere autorizzate all’analisi del feto, puo’ apparire corretto, ma poi chi non ha la certezza ma solo il dubbio per un solo portatore sano fara’ lo stesso, quindi chi non ha problemi di trasmissione ma scoprira’ che il figlio e’ portato, per una modifica genetica, ad un tumore si chedera’ di essere autorizzato pure lui, poi arriveranno quelli che vogliono il figlio biondo e con gli occhi chiari “perche’ la societa’ garantisce loro maggiori opportunita'”, alla fine uno si scegliera’ il figlio da un catalogo creato con i propri embrioni.
    Questo e’ l’andamento che ha la societa’, la stessa dove una volta i gay non erano ammessi, poi tollerati, ed un passo alla volta sono non solo stati accettati, ma in alcuni posti hanno anche matrimonio e adozione (non sono contrario, e’ solo un esempio per mostrare l’evoluzione dei costumi).
    Pazzia ? Nelle zone rurali della Cina c’e’ una cronica mancanza di donne perche’ le famiglie quando sanno di avere concepito una femmina abortiscono in quanto un maschio e’ piu’ utile nelle campagne.
    Le domande che nascerebbero, dando la possibilita’ alle donne di scegliere se partorire un figlio malato, sono: perche’ solo a chi fa il concepimento assistito e non a tutte ? E perche’ non a quelle il cui figlio ha il DNA predisposto a malattie genetiche ? E perche’ allora anche a chi ha il figlio che non piace ?
    Ora, pero’, e’ necessario anche spiegare agli handicappati che non devono esistere, e di scusarci se reintroduciamo le regole di Sparta: se il figlio non e’ sano, uccidiamolo, tanto, a 1 mese dal concepimento, 8 mesi, o un anno dalla nascita cosa cambia ?

  30. Egr. sig. Anonimo,
    Lei si

    Egr. sig. Anonimo,
    Lei si dimentica che già oggi esistono banalissimi esami (come l’amniocentesi) di fatto in grado di stabilire esattamente se il nascituro sarà sano o no!! Anche una semplice ecografia permette di stabilire se il neonato ha due teste, o è senza testa, o se è deforme, e altre cosette del genere! Di conseguenza, la donna può scegliere se portare avanti o no la gravidanza. Questa cosa si chiama PROGRESSO e permette di scegliere se generare o meno figli mostruosi, il che mi pare una meravigliosa possibilità.
    Alcuni scelgono di sì (evidentemente vogliono portare la croce come Gesù così saranno ricompensati nell’aldilà!! Peccato che facciano soffrire orribilmente tutta la vita il povero disabile che nascerà, ma tanto che gli frega a loro!), altri invece sceglieranno (giustamente) di non farlo nascere.
    Tutte le vostre argomentazioni sull’eugenetica non c’entrano nulla e non hanno motivo di esistere, e anche se si avverassro, l’Uomo ha il preciso DIRITTO di fare quello che vuole con le conoscenze che accumula!
    Anche i virus sono forme di vita che magari avrebbero una loro dignità, ma quando minacciano la nostra vita è giusto ucciderli! O è meglio morire di infezione per non fare un torto al virus secondo lei?
    Se mi offrissero la possibilità di fare nascere un figlio bello, sano ed intelligente grazie alle ricerche sul DNA, perchè mai dovrei rifiutare? VOI rifiutereste senza alcun dubbio e magari vi pigliereste il figlio disabile in nome della vostra religione distorta, IO senza dubbio sceglierei il figlio sano!
    Perchè la vostra idea dovrebbe essere migliore della mia? Dove sta scritto che voi cattolici potete fare quello che vi pare e gli altri devono fare come voi anche se non sono d’accordo?
    Come al solito voi vi arrogate il diritto di scegliere per tutti, ma per fortuna la pacchia è finita e la Scienza vincerà, per una legge medioevale approvata in Italia come la legge 40, altri Stati stanno portando avanti le ricerche!
    Per finire, mi fa piacere che Lei abbia nominato i gay, categoria contro la quale voi cattolici e la Chiesa in generale vi siete scagliati per secoli, perseguitandoli e umiliandoli con tutti i mezzi possibili.. e ancora oggi non potete neppure sentire nominare la parola “gay” senza farvi prendere dalle convulsioni!
    Questa è la grande tolleranza della Chiesa e dei cattolici!! Ma le cose stanno cambiando e voi non ci potete più fare nulla perchè il processo è irreversibile, per fortuna! E’ solo questione di tempo. Bye bye!!

  31. Come zio di una bambina mongoloide
    Daniela è nata mongoloide, è stata rifiutata dai suoi genitori e adottata da mia sorella e mio cognato. Ora è morta a quasi 18 anni per leucemia. Daniela è stata per tutta la mia famiglia e per i nostri amici un dono enorme. Chi vuole uccidere i bambini Down prima che nascano deve passare sul mio cadavere. Ho 8 nipoti sanissimi e bellissimi, fra i quali tre dottoresse in Medicina ed una ricercatrice in Fisica presso il Fermilab di Chicago, un promettente calciatore ed un nazinoale di surf.
    Daniela voleva solo diventare una baby sitter.
    E’ quella che io ho sempre amato di più, con amore di preferenza. Mi aveva adottato. Ne soffro ancora tantissimo la mancanza.
    Non sono un sadico; tutt’altro.
    I bambini Down sono una ricchezza incommensurabile e dovrebbero essere protetti più di “tutte le specie in via d’estinzione” cui ci si affanna di conservare l’habitat.

  32. il commento di Gianni…
    Il delirante commento di Gianni (02/10/07 19:53) è la migliore pubblicità a favore della Legge 40.
    Basta dire che assimila i disabili a dei virus pericolosi. 8-(
    Vergogna!
    Ecco a cosa porta l’efficientismo utilitarista dei prof. Veronesi, radicali & C.
    Se un essere umano non è in grado di “produrre” o di darci le nostre “legittime soddisfazioni” in quanto genitori a che “serve”? Eliminiamolo!
    Quindi un figlio nasce in funzione dei desideri dei genitori? Ah, bello! Chissà come verrà su bene, equilibrato… (conosco diversi genitori di bambini disabili che sono molto più felici di altri genitori con figli “normali”, ma che danno loro un sacco di problemi)
    Fareste lo stesso discorso con gli anziani non autosufficienti? o con i pensionati? Invece di un assegno vitalizio, una bella iniezione letale e via, così lo Stato risolve i problemi dell’INPS?

    Ma attaccate il neurone supertite prima di scrivere certe assurdità!
    Qui non si tratta di una partita “Cattolici vs Resto del Mondo”. Stiamo parlando di RISPETTO della VITA UMANA, che è qualcosa di più di un virus. Tanto che molti non credenti condividono le preoccupazioni dei cattolici. Questo chissà come se lo dimenticano sempre.

  33. Egr. sig. Francesco Giuseppe
    Egr. sig. Francesco Giuseppe Pianori dai nipoti bellissimi e sanissimi e intelligentissimi,
    magari Lei ha mai chiesto alla povera Daniela se era contenta di vivere?
    La povera Daniela che vi ha portato “tanta gioia” e che vi ha così ben sollazzato per 18 anni, che diceva quando si vedeva di fronte i suoi cugini sanissimi, bellissimi ed intelligentissimi, uno che faceva surf, uno che andava a Chicago, ecc., mentre lei, poverina, magari non era neppure in grado di allacciarsi le scarpe?
    Cara Daniela, riposa in pace, spero che la crudeltà degli uomini che ti hanno fatto nascere e che ti hanno fatto tanto soffrire nella tua breve vita, grazie alle nuove ricerche sul DNA, possa divenire presto solo un lontano ricordo.

  34. Caro sig. Mauro,
    mi scusi

    Caro sig. Mauro,
    mi scusi tanto ma qui dentro l’unico che delira è Lei in quanto io non ho mai detto che i disabili sono come i virus e quindi vanno eliminati! Certo qui dentro si scrive un po’ in fretta e magari senza curare troppo il testo, ma ora mi pare proprio che Lei, e non certo io, sia in totale malafede e che voglia dare alle mie parole il significato che Le fa più comodo! Io ho detto una cosa diversa, cioè che l’Uomo (volutamente scritto con la maiuscola) ha il sacrosanto DIRITTO di usare a proprio piacimento le conoscenze che accumula, tra le quali quella di uccidere virus e batteri se questi ne minacciano la vita e il benessere.
    La mia idea in merito è che tutti dovremmo avere la possibilità di scelta: chi vuole fare nascere figli disabili volontariamente, secondo me andrebbe per prima cosa valutato da un pool di psichiatri per stabilire se è sano di mente (per le sofferenze che causerà inevitabilmente al poverino che nascerà) ma comunque ancora oggi è perfettamente libero di farlo e nessuno glielo impedisce, ma chi NON vuole fare nascere figli disabili dovrebbe essere altrettanto libero di farlo!!! O no? Perchè voi me lo volete impedire? E se anche volessi fare nascere un figlio dagli occhi azzurri, perchè me lo vorreste impedire? Chi siete voi? I depositari della Verità Divina? Avete forse capito le leggi che regolano l’Universo standovene nel salotto di casa vostra? Ma chi vi credete di essere!!! Ma che volete!!! Ma chi siete!!!

  35. per Gianni
    Una domanda a Gianni, il tollerante.

    Secondo lei una donna ha il diritto di scegliere il figlio.
    Risponda allora alla seguente domanda.
    Attualmente c’è chi sostiene che l’orientamento sessuale abbia delle componenti genetiche.
    Non esistono prove definitive a riguardo, e la questione è controversa.

    Ma supponiamo che si arrivi alla conclusione che l’omosessualità è genetica.

    Secondo lei, quindi, se una donna non volesse avere un figlio omosessuale può abortirlo o selezionarlo?

  36. credo che gianni abbia un
    credo che gianni abbia un pò annioato tutti con la sua ripetitività e nontira mai fuori argomenti razionali.

  37. Per il sig. Attila: meglio
    Per il sig. Attila: meglio annoiare con parole proprie che inviare un misero copia-incolla con il pensiero di altri, come ha fatto Lei.

    Per la sig.ra Assuntina: la Sua domanda è estremamente capziosa, e non dovrei neppure risponderle, però visto che me lo ha chiesto: NO, l’omosessualità NON è una malattia, nonostante la Chiesa lo abbia sostenuto e affermato per secoli e secoli e ne sia ancora profondamente convinta… Lei compresa evidentemente, visto che mi ha fatto questa domanda!
    Io sono del tutto favorevole a qualunque tecnologia che possa MIGLIORARE la vita umana.
    MIGLIORARE significa avere il sacrosanto diritto di nascere sani e senza orrende malattie genetiche e/o degenerative (come la SLA)! E’ un concetto tanto strano o difficile per voi? Ci tenete proprio a fare nascere persone che soffriranno orribilmente tutta la vita per i loro tremendi handicap? Che poi un giorno magari si arrivi al punto che il genitore potrà scegliere il colore degli occhi del nascituro, beh, mi pare una cosa di secondaria importanza: se succederà, ne prenderemo atto, ma non è che si debba bloccare il progresso scientifico perchè arriva un poveraccio squinternato che dice noooo perchè questa cosa la faceva Hitler!! Hitler allora aveva i baffi… perchè non facciamo una legge che vieta i baffi? Li aveva Hitler!
    Suvvia, davvero non vi rendete conto che se insistete con questi paragoni fate davvero ridere, o piangere, a seconda del punto di vista!!!!
    Usando la vostra logica, allora il dr. Veronesi è più o meno come il dr. Mengele! Perchè non glielo andate a dire in faccia, se avete il coraggio… oppure perchè non lo andate a dire a tutte quelle donne che il dr. Veronesi ha salvato dal tumore al seno!!! Vergognatevi!! Chi sono i veri mostri, qui dentro? Noi o voi?
    Morale della favola: visto il muro di incomunicabilità, voi cattolici fatevi gli affari Vostri che noi laici ci facciamo i nostri!!!
    Fino a quando Voi potrete liberamente scegliere (come oggi) di fare nascere figli disabili, anche se secondo me questa cosa andrebbe vietata per legge (e Voi andreste rinchiusi), io allora pretenderò di poter scegliere di fare nascere figli perfettamente sani se la tecnologia me lo permetterà, in Italia o dove mi farà più comodo andare.
    Questa cosa si chiama RECIPROCITA’, un concetto evidentemente alieno per Voi cattolici che vorreste scegliere non solo per voi ma anche per tutti gli altri che non la pensano come voi! Dove sta la differenza tra un cattolico e un talebano, allora? Mi risponda Lei adesso, cara sig.ra Assuntina!!!

  38. Gianni si contraddice
    “Che poi un giorno magari si arrivi al punto che il genitore potrà scegliere il colore degli occhi del nascituro, beh, mi pare una cosa di secondaria importanza. ” (scritto da Gianni)

    “l’Uomo ha il preciso DIRITTO di fare quello che vuole con le conoscenze che accumula!” scrive ancora Gianni.

    Signor Gianni, lei è molto confuso. Si ha diritto o no di scegliere per i figli quello che sembra migliore?
    Se si, mi deve spiegare perchè il colore degli occhi è di secondaria importanza rispetto all’orientamento sessuale.
    Se no, allora mi deve spiegare perchè lei è contro l’autodeterminazione della donna, contro la sua possibilità di scegliere il meglio per i suoi figli, anche oltre le malattie.

    Ci sono o no dei limiti alla scelta dei figli? Se si, quali sono? Quelli che dice lei? E perchè?
    Se no, allora va bene selezionare anche per orientamento sessuale.
    Badi bene, ci potrebbero essere coppie omosessuali che gradirebbero avere figli omosessuali. Perchè no? Questi avrebbero o no il diritto di scegliere i figli secondo l’orientamento sessuale a loro più gradito?
    Che male farebbero, in fondo?

  39. Non ho solo fatto
    Non ho solo fatto copia-incolla, prima li ho letti e poi ho pensato se era il caso di mandarli (gli articoli intendo).

  40. Sentenza di Cagliari
    Sono capitata quasi per caso in questa discussione, cercando informazioni sulla sentenza di Cagliari. Ho letto qualche commento sia dell’autrice, sia dei lettori, e devo proprio dire che sono dispiaciuta dei modi e degli argomenti che vengono usati per parlare di un problema così delicato e importante. Io sono una donna di 41 anni, che come molte altre donne in Italia, ha problemi ginecologici che rendono difficoltosa la procreazione. Inoltre, come tantissime altre persone, io e mio marito per anni siamo stati costretti a rimandare la scelta di diventare genitori perchè abbiamo sempre avuto un lavoro precario che non garantiva stabilità economica alla nostra piccola famiglia. Oggi, saremmo in grado di offrire un futuro a un figlio, ma la mia età mi obbliga a considerare che ho un’altissima probabilità di generare un bambino affetto da sindrome di Down. Premesso che mi piacciono le persone con sindrome di Down (ho una simpaticissima cugina di 45 anni a cui voglio molto bene) mi trovo a dover decidere tra la mia esigenza di diventare madre (finora frustrata dalle condizioni sociali in cui ci obbligano a vivere i nostri governi, e in cui ha una grande responsabilità anche la Chiesa cattolica, cui appartengo) e il senso di colpa che mi causerebbe la nascita di un figlio non sano perchè sono in ritardo rispetto ai normali tempi in cui una donna dovrebbe procreare. Per quale motivo non dovrei aver diritto di ricorrere a una diagnosi preimpianto, per evitare sofferenze al nascituro e un grave senso di colpa a me e al padre? Mi sembra siate andati troppo oltre quelle che sono le finalità di una diagnosi preimpianto, parlando di colore degli occhi e intelligenza sopraffina! La questione riguarda chi come me è in difficoltà (o ancora più di me, come i malati di talassemia o di qualsiasi altra malattia trasmissibile geneticamente), non tutta la popolazione italiana. Siamo in molti a soffrire a causa delle ristrettezze di questa legge e ancora una volta la differenza la fa il denaro, visto che chi può permettersi di andare all’estero avrà un figlio sano, mentre altri come me dovranno lacerarsi tra la decisione di tenere un bambino malato o affrontare le terribili conseguenze psicologiche di un aborto. Le considerazioni sulla legge 40 non devono riguardare l’eugenetica, ma il diritto alla salute psico-fisica delle persone. Per me la diagnosi preimpianto fa parte del tema della prevenzione, tanto caro al SSN, così come le vaccinazioni, gli esami diagnostici, l’educazione sessuale nelle scuole, il profilattico, ecc… Si tratta di un’esame praticato il terzo giorno dalla fecondazione dell’ovocita da parte dello spermatozoo, quando ancora il concepito è in stadio pre-embrionale. Quindi stiamo parlando di una cellula che si è divisa al suo interno in diverse altre cellule, non già di un embrione. La natura stessa provvede a selezionare le specie attraverso l’espulsione di embrioni con gravi malformazioni sia negli uomini che negli animali. A volte ciò non accade, ed è giusto che siano i genitori a decidere se portare avanti o no la gravidanza, con tutti i rischi, gli oneri e le conseguenze connesse alla loro scelta. Il miglior modo di dimostrare rispetto nei confronti dell’essere umano appena concepito, che sia sano o che sia malato, è quello di offrirgli la possibiltà di nascere e crescere in una famiglia serena e accogliente.

  41. Il pensiero magico di uno
    Il pensiero magico di uno scienziato in lite con se stesso
    Scienza – mer 12 set
    Clonazione, staminali e chimere. Umberto Veronesi show
    di Nicoletta Tiliacos

    Tratto da IL FOGLIO del 12 settembre 2007

    Il professor Umberto Veronesi è fantastico. Senza mai dismettere gli autorevoli paramenti dello Scienziato Informato sui Fatti, non ci risparmia profezie sempre più mirabolanti, e pazienza se qua e là affiora qualche incongruenza.

    A metà agosto, per esempio, Veronesi prefigurava un futuro immancabilmente bisessuale per l’intera specie umana, l’avvento di un’era felice e semplificata in cui prevarrà un “modello unico” di sesso, nella quale gli accoppiamenti saranno del tutto svincolati da ricadute riproduttive e la generazione affidata esclusivamente alla fecondazione in vitro e alla clonazione.

    Il professore è di certo molto occupato, non può star dietro con attenzione ai suoi stessi pensieri, e così quel piccolo particolare della clonazione se l’è evidentemente dimenticato. In una lunga intervista sul Corriere della Sera di lunedì, infatti, dopo aver affermato che, grazie ai progressi scientifici, le bambine nate “in Germania o in Italia” nel 2007 hanno un’aspettativa di vita di 103 anni (non 102 o 104, proprio 103), difendeva l’approvazione inglese degli embrioni ibridi uomo-animale perché essi sarebbero “un ulteriore passo avanti nell’ottica di evitare rischi di clonazioni a fini riproduttivi”. Se “finora l’etica della scienza non ha mai portato a un clone umano”, ha detto, il timore che accada “viene annullato del tutto dalla tecnica approvata dagli inglesi: usando un uovo di mucca o di pecora e inserendo in esso il Dna del paziente” si arriva a produrre staminali “senza alcun rischio di clonare a fini riproduttivi”, perché sarebbe in ogni caso la Natura a provocare l’aborto degli esseri così creati. Insomma, a metà agosto Veronesi dava per scontato che i bebè del terzo millennio usciranno tutti, prima o poi, da una provetta, e che la clonazione umana sarà scontata, addirittura necessaria per la continuazione della specie. Lunedì scorso ecco che la stessa clonazione riproduttiva umana nelle parole di Veronesi torna a essere un’aberrazione eticamente disdicevole, dalla quale ci dovrebbero salvare (ma perché?) proprio gli embrioni-chimera.

    L’occasione dell’ultima esternazione del professore è stata offerta dal discorso con cui Benedetto XVI ha messo in guardia contro la scienza che perde “il riferimento a Dio”. Quando questo accade, ha detto sabato scorso Papa Ratzinger nel santuario austriaco di Mariazell, le “grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue” e possono “diventare una terribile minaccia” per l’uomo. Veronesi, naturalmente, non ci sta. La scienza, per lui, è una lineare marcia verso “un progresso della civiltà sempre benefico”. E porta a esempio la possibilità (sempre grazie a embrioni umani o semi-umani) di avere una “banca di staminali proprie”, grazie alla quale si potrà “intervenire per bloccare Parkinson, Alzheimer, diabete e in genere tutte le patologie degenerative, ormai vero problema di un’umanità” altrimenti “destinata a una vita ultracentenaria”. Ma il professor Veronesi, l’abbiamo già detto, è molto indaffarato e la cura riservata al mensile di cui è promotore e garante (“Ok, la salute prima di tutto”, che – scientificamente, per carità – spiega nell’ultimo numero perché le coppie scoppiano più frequentemente in agosto), non gli lascia il tempo di leggere, per esempio, il pezzo forte del bimestrale Darwin (numero di settembre- ottobre) del cui board editoriale lui stesso fa parte. E’ sempre in tempo per recuperare e per scoprire, in una lunga review sullo stato dell’arte del capitolo clonazione dieci anni dopo la pecora Dolly, che la ricerca sulla clonazione terapeutica è finora un’antologia di totali delusioni.

    La banca di staminali personalizzate di cui favoleggia il professor Veronesi è dunque ancora lontanissima, forse irraggiungibile per la via che lui prospetta. Mentre è già realtà, e questo al professore piace molto, la diagnosi preimpianto che in America e in Gran Bretagna è disponibile per le donne che hanno una mutazione dei geni Brca1 e Brca2, mutazione che predispone (non condanna) a un tipo di tumore al seno. La scienza che piace al professor Veronesi offre dunque alle donne che vogliano evitare di avere figlie con la stessa predisposizione di eliminare in vitro gli embrioni di femmine con quelle mutazioni.

    Confessiamo che non vediamo dove sia il progresso benefico, nell’eliminare, oggi, embrioni considerati “difettosi” perché potrebbero trasformarsi in donne candidate (forse) ad ammalarsi. Vediamo, piuttosto, un modo sensazionalistico e molto poco scientifico di presentare successi mirabolanti quanto inesistenti, e di cui i commenti entusiastici all’embrione-chimera (che per ora nemmeno gli inglesi sanno come definire, come spiegava ieri Assuntina Morresi su questo giornale) sono solo l’ultimo esempio.
    Aggiungo anche l’accademia di svezia è contro di noi, vero gianni?

  42. Egregio sig. Attila re degli
    Egregio sig. Attila re degli Unni,
    non sono in grado di risponderLe in quanto in questo sito vige la SANTA INQUISIZIONE… le mie mail non vengono più pubblicate!
    Questa è la grande democrazia e tolleranza cattolica… GRAZIE A DIO (che non esiste ma fa sempre effetto dirlo) NON COMANDATE PIU’ VOIALTRI ALTRIMENTI SAREMMO ANCORA OBBLIGATI A LECCARE IL POSTERIORE AL PREVOSTO!!!!
    W LA SCIENZA W LA DEMOCRAZIA W L’INTELLIGENZA UMANA!!!

  43. Padre Serra, genetista,
    Padre Serra, genetista, plaude ai Nobel: «Sperimentare sui topi, questa è scienza»
    Scienza – mar 9 ott
    di Paolo Rodari

    Tratto da Il Riformista del 9 ottobre 2007
    Tramite il blog PalazzoApostolico.it

    Roma, via di Porta Pinciana. Villa Malta, situata nell’area del Collis hortulorum, ha giardini curati e nobili, degni oltre che del luogo su cui è ubicata anche dei personaggi che lungo i secoli passati vi hanno risieduto: Johann Wolfgang Goethe, innanzitutto. Ma anche il principe ereditario (poi re) Ludwig di Baviera. E oggi il Collegio degli scrittori (in sostanza la redazione) della Civiltà Cattolica, come un sancta sanctorum gesuitico, che da qui lavora a uno dei quindicinali più competenti d’oltre Tevere.

    Già, perché anche se la rivista dipende in tutto dai gesuiti italiani, in Vaticano c’è chi la legge e la vaglia per ragioni di “sicurezza”, perché è meglio non incappare in gaffe difficilmente recuperabili, seppure – è indiscutibile – ad averceli nei sacri palazzi di studiosi e analisti competenti come quelli del Collegio degli scrittori: un gruppo piccolo ma qualificato, un unicum nella Compagnia di Gesù perché formato da sacerdoti destinati dai loro superiori esclusivamente a scrivere sul prestigioso quindicinale che esce ininterrottamente dal 1850.

    Padre Angelo Serra è uno dei genetisti italiani più conosciuti e stimati. Gesuita, professore emerito di genetica umana alla facoltà di medicina del Gemelli, membro della pontificia accademia per la vita e del pontificio consiglio per la pastorale della salute, scrive sovente analisi sulla Civiltà Cattolica. Veste con clergyman scuro e sobrio e guarda chi ha di fronte con occhi di chi la sa lunga seppure non vi sia supponenza in lui.

    La notizia del conferimento del premio Nobel per la medicina a due ricercatori americani (di cui uno, Mario Capecchi, di origini italiane) e a un britannico per le ricerche sulla messa a punto della tecnica del gene targeting utilizzando cellule staminali di embrioni murini, ovvero dei topi, lo ha sorpreso e colpito positivamente ma niente più. A villa Malta, infatti, prima dell’euforia, ha spazio la riflessione pacata e silenziosa sugli avvenimenti. Prima di lasciarsi andare a commenti entusiastici su questo o quel fatto, deve trascorrere il tempo dell’analisi seria e ponderata.

    Eppure qualche parola Capecchi la merita. Ed è per questo che padre Serra, nelle mani l’ultimo suo libro edito da Cantagalli “L’uomo-embrione. Il grande sconosciuto” e l’ultima analisi pubblicata sulla Civiltà Cattolica e dedicata alle cellule staminali embrionali (quaderno 3767, pag. 433-446), scende le scale di villa Malta per dire la sua e poi tornare alle cose di tutti i giorni. «Certo – dice padre Serra -, il fatto che sia stato premiato un team che ha lavorato su modelli animali e non su embrioni umani è cosa estremamente positiva. Sempre più la vita viene oggi vilipesa e tenuta in bassa considerazione soprattutto da pseudo ricercatori che si dicono scienziati seppure la scienza non stia di casa nelle loro ricerche. Mentre invece, nel caso dei tre ricercatori premiati, mi sembra che le cose siano diverse: i tre si sono fermati alla sperimentazione sui topi e tutto questo scientificamente è molto positivo». Scientificamente o eticamente? «Scientificamente, perché come ha sostenuto Solter in “What is a stem cell?”, nonostante all’11 aprile 2007 gli scritti pubblicati su riviste scientifiche sulle cellule staminali embrionali umane siano stati ben 8.399 – una cifra incredibile -, “la maggior parte degli usi delle cellule staminali embrionali sta nel futuro e, sebbene molto attraenti, non sono in alcun modo assicurati”». E ancora: «È questo il rischio che spesso si corre: vendere come oro ciò che non lo è. Un po’ come i risultati sbandierati tre giorni fa da Craig Venter: dice di essere riuscito a creare in laboratorio un cromosoma di sintesi ma mi sembra che le sue conquiste non siano state pubblicate su riviste scientifiche e, inoltre, non mi sembra che sia riuscito a creare la vita dal nulla come vuole far credere».

    Ma torniamo a Capecchi. Serra non lo conosce personalmente ma ammette che l’utilizzo di modelli animali su cui sperimentare «consente di incrementare le conoscenze su tante malattie senza uscire dall’ambito scientifico». «È – dice – la differenza che c’è tra geneterapia e ingegneria genetica alterativa. La geneterapia non è altro che un nuovo passo avanti fatto dalla medicina, per arrivare a una cura e a una prevenzione che possiamo dire radicali. Il problema è sulle vie che si percorrono e sui mezzi che si vorrebbero adoperare per attuarla. Se questa si avvale di embrioni umani a mio avviso si esce dalla scientificità (la ricerca in tal senso non ha dato risultati scientifici) e inoltre si arriva ad ammettere un principio scientificamente inconcepibile e cioè che l’embrione non sia vita. È vero che da più parti prevale l’idea che gli embrioni umani nei primi 14 giorni di vita non hanno diritto alla vita, ma come sostengono due grandi ricercatori, ovvero Gilbert e Pearson, “questa è un affermazione dal punto di vista scientifico falsa”».

    È tempo di tornare a lavorare. È tempo di dedicarsi al prossimo numero della Civiltà Cattolica. Capecchi, a villa Malta, è una notizia, ma tante altre ve ne sono da vagliare e con la dovuta calma analizzare.

  44. Guardare le cose SOLO da un
    Guardare le cose SOLO da un punto di vista è sempre molto comodo……non si tratta di scegliere un figlio con occhi azzurri e capelli biondi. Si tratta di AVERE UN FIGLIO!!!! ci sono donne che non sono sterili ma che vanno incontro solo ad aborti e grazie alla legge 40 non possono fare NIENTE!! a queste donne viene negata la maternità! sono delle “sfigate” e in italia non si da loro nessuna forma di aiuto…nn hanno diritto ad avere un figlio. Mentre altre madri, hanno il diritto di uccidere il loro bimbo di SANO fino a 12 settimane…….che schifo!!!!!!!

  45. Lei dice: “La diagnosi
    Lei dice: “La diagnosi preimpianto, invece, non ha nulla a che fare con la salute della donna, ma introduce la possibilità di scegliere il figlio in base al patrimonio genetico: tu sei sano, ti prendo, tu sei malato, ti scarto.”

    chiedo a lei :” e se una una donna ha avuto 7-8-9 aborti e solo con la diagnosi preimpianto potrebbe avere un figlio? non si tutela in questo modo la salute della donna? certamente non è sterile, ma non è neanche fertile (vada a vedersi la differenza di concetto) ed inoltre la sua salute è messa continuamente a rischio ……
    Non mi sembra che la legge 40 risponda a queste problematiche.

  46. Caro Anonimo,
    si ricordi che

    Caro Anonimo,
    si ricordi che Lei non sta parlando a persone “normali”, nell’accezione “democratica” del termine… Lei si sta rivolgendo a dei CATTOLICI! C’è una bella differenza!!!
    Loro hanno DIO dalla loro parte, loro ci parlano tutti i giorni, DIO è con loro!! Cavoli non dimentichiamocelo chi sono questi qui… sono gli Eletti!! Tutti gli altri sono delle merdacce! Gli ELETTI parlano con DIO e gli danno del tu!!!
    Loro preferiscono SOFFRIRE generando mostri, e fare SOFFRIRE tutta la vita gli stessi mostri, in quanto per loro questo è BENE, lo vuole DIO (loro lo sanno perfettamente che vuole DIO, tanto ci parlano, eh!!), e paragonano a Hitler le donne che desiderano solo avere un figlio sano!!!
    E’ fatica sprecata parlare con questi qui… Lei potrebbe anche essere una via di mezzo tra Einstein, Marconi e Leonardo da Vinci e loro l’ultimo degli addetti alle pulizie di un grande magazzino ma mica li convincerebbe, nooooo!! Cavoli… loro e DIO sono intimi, si vedono tutti i giorni dopo il lavoro! Eh beh loro ci compatiscono… poverini, noi non abbiamo la FEDE!!! Eh, per loro tutti quelli che non hanno la FEDE sono come bambini scemi… si possono tollerare ma non devono alzare tanto la testa!! DIO ha l’ESCLUSIVA con LORO, mica con gli altri poverini senza fede come me e Lei!!!
    Bisogna solo sperare che l’evoluzione umana prima o poi li spazzi via, magari cominciando proprio a selezionare il DNA che evidentemente ha più difetti di quello che si crede (a proposito, il Creatore non ha fatto un gran bel lavoro con questo nostro DNA!!! E’ pieno zeppo di difetti e di tare che si trasmettono da una generazione all’altra! Forse Dio era un po’ distratto? Oppure non è così intelligente? Per fortuna l’Uomo adesso è in grado di fare meglio…)

  47. Beh, un Attila simpatico è
    Beh, un Attila simpatico è già un avvenimento 🙂
    Nessun problema a darci del tu, certo sarebbe meglio continuare i nostri dialoghi in una sede più opportuna…
    La mia risposta è semplicissima e te la scrivo di getto come faccio sempre, senza copia-incolla 🙂
    Tu mi citi fatti storici di 100 o 200 anni fa per dimostrare che anche i cosiddetti “scienziati” hanno detto cose mostruose e avvilenti sulle razze.
    In senso assoluto hai ragione, in senso relativo no.
    Quelle che oggi a noi appaiono sciocche farneticazioni, ovviamente rappresentavano ugualmente un colossale passo avanti rispetto alle epoche che mi citi tu!
    In altre parole, se oggi ti sembra (giustamente)arretrato Voltaire, pensa come potevano esserlo tutti gli altri esseri umani!
    Insomma, darai pure il tempo anche alla scienza per svilupparsi! Che ha fatto la Chiesa per sviluppare l’umanità negli ultimi 2000 anni? Nulla di nulla! Il confronto con la scienza che ha avuto solo 300 anni per arrivare dove è arrivata oggi è impietoso…
    Newton, mentre trascorreva 25 anni della sua vita a cercare di trasformare il piombo in oro (!), cosa che oggi a noi appare ridicola, intanto gettava le basi della Gravitazione Universale!
    Secondo me, svelare infatti i segreti della vita e dell’universo ci consente anche di “salire” sempre di livello, senza mai tornare indietro, e raggiungere piani di consapevolezza e di conoscenza sempre più alti da dove si può sorridere di come si era ignoranti più in basso. Meglio così, e salire di un gradino alla volta, seppur lentamente, che rimanere per sempre sotto terra, no? Ogni generazione di scienziati per fortuna aggiunge qualcosa a quella precedente, la Chiesa no!
    La scienza oggi ci permette di evitare errori che, come dici giustamente tu, si sono ripetuti per secoli.
    Perchè eravamo così razzisti? Perchè eravamo ignoranti!!
    Oggi studiando il DNA abbiamo scoperto che NON ESISTONO LE RAZZE MA SOLO LE ETNIE!! Le razze ci sono tra i cani, e non tra gli uomini! Questo ce lo hanno insegnato i genetisti, e non i preti.
    Nessuna religione può dare questa certezza assoluta all’uomo!
    Oggi un premio Nobel (evidentemente esaurito) come Watson si permette di dire che i neri sono meno intelligenti, ed ecco che l’intero pianeta si solleva e lo svergogna!! Con prove scientifiche in mano! Questo è il bello della scienza, la scienza porta DAVVERO avanti l’umanità! Se fosse per la religione dove saremmo arrivati? Da nessuna parte… saremmo ancora nelle caverne ad adorare dèi di pietra.

  48. La storia umana è piena di
    La storia umana è piena di grandi e grandissimi personaggi che giustamente ci impressionano per l’enorme influenza che hanno avuto sugli esseri umani.
    Mi sembra però ingiusto includere tra di loro i nomi di governanti e di Papi, perchè questi sono eletti, e qualcosa devono fare …stanno lì apposta.
    In altre parole qualcuno doveva fare il Presidente degli Stati Uniti e qualcun’altro il Papa, così è stato, così è e così probabilmente sempre sarà.
    Diverso è il discorso di una grande anima che nessuno elegge, e che però influenza lo stesso il destino dell’umanità, come per esempio è stato Gandhi per rimanere nella politica.
    Comunque nessuno toglie a Giovanni Paolo II il merito che ha avuto nella grande lotta contro al comunismo.
    Su Reagan e la Thatcher sinceramente non me la sento di pronunciarmi perchè si tratta di personaggi molto lontani dal mio modo di pensare la politica.
    Ma tu Attila sei davvero così fermamente convinto che siano stati risparmiati dal Divino?
    Cioè che la mano di Dio li abbia salvati dagli attentati che mi hai citato?
    Ovviamente anche qui non mi pronuncio però ti faccio una semplice domanda: che senso ha tutto questo? Il comunismo continua ad esistere, vedi Cina, Cuba, Corea del Nord, ecc. ecc..
    Negli imperscutabili disegni di Dio qualcosa allora non va.
    Altra semplice domanda: perchè fare nascere il comunismo che ha fatto soffrire miliardi di persone? Poteva evitare, Dio, tutto questo! E’ un Dio un po’ strano il vostro, me ne darai atto!
    Oggi ti faccio anche io un piccolo copia incolla tratto da Wikipedia, ciao! (ma non è che ci si può scrivere su un forum? Tu che dici? Frequenti qualcosa fuori da qui?)
    SUPERSTIZIONE
    Con il termine superstizione si indicano credenze di natura irrazionale che possono influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che le fanno proprie, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale.
    Superstizione è una parola che deriva dal latino superstitiònem, composto da sùper (sopra) e stìtio (stato), sulla base di “stàre” o “sìstere”. Nel significato originario (Cicerone) indicava coloro che insistentemente si rivolgevano alla divinità con preghiere, voti e sacrifici, affinché li serbassero “superstiti” (cioè sani e salvi). Da qui il termine, come espressione di atteggiamento di pavido uso del soprannaturale con lo scopo di scamparla.

  49. Beh, qui stiamo
    Beh, qui stiamo “leggermente” uscendo dal seminato però rispondo volentieri!
    La nascita del Cristianesimo a Roma fu il principale catalizzatore del crollo dell’Impero Romano, messo a dura prova dalle invasioni barbariche ma che forse avrebbe potuto ancora salvarsi.
    Furono proprio questi “nuovi” cristiani ad accelerare il processo di sfaldamento dell’Impero: lo fecero dall’interno, lentamente e inesorabilmente, prima convertendo le anime e poi litigando fra di loro e causando scismi e ulteriori divisioni interne.
    Le antiche virtù della Gens romana (il coraggio, il senso civico, l’estetica, la razionalità, la logica, la filosofia, ecc.) furono combattuti e ridotti al ruolo di inutili orpelli pagani, residui di un mondo ormai superato.
    Il messaggio di Cristo era poi un irresistibile sirena per i reietti della società, per gli schiavi, per i militari, per i barbari, insomma per tutti quelli che anelavano ad un mondo diverso perché in quello esistente non avevano alcun peso e non contavano nulla.
    Dopo Costantino, la Chiesa ebbe un ruolo predominante e divenne religione di Stato.
    La commistione tra Stato e Chiesa divenne poi definitiva con Carlo Magno, che fu benedetto da Leone III e divenne l’Imperatore del Sacro Romano Impero già nell’anno 804.
    Il potere temporale della Chiesa si consolidò proprio nel Medioevo! La Chiesa era già attivissima e onnipresente e i Papi affiancavano gli Imperatori nella spartizione del potere temporale.
    Si può dire che, NONOSTANTE la Chiesa, le città esistevano, i commerci prosperavano, la gente viaggiava e studiava, c’era la musica, l’architettura, la filosofia, ecc., venivano fondate le prime Università già a partire dal 1088… insomma, la “classica” immagine del Medioevo, quindi un mondo buio ed oscuro dove solo la Chiesa conservava tra mille difficoltà la luce del sapere dei secoli passati, ecc., come piace pensare ai cattolici, non mi pare proprio aderente alla realtà storica.
    A me sembra tutto il contrario: NONOSTANTE la grandissima e gravissima resistenza della Chiesa e NONOSTANTE i poveri monaci, che in fondo non hanno fatto altro che ricopiare Aristotele per mille anni, l’umanità è riuscita ad andare avanti!!

  50. Complimenti!
    Veramente complimenti Sig.ra Assuntina Morresi!
    E’ riuscita a dar vita a un forum in cui si discute del NIENTE

  51. Si discute di NIENTE? Qui si
    Si discute di NIENTE? Qui si discute della famigerata legge 40, roba da Terzo Mondo che in Italia invece resiste alla grande, grazie ai diktat del Vaticano, e grazie a gente come la Binetti, la Bindi e la Turco.
    In questo forum le madri che vogliono avere un figlio sano, grazie alla diagnosi preimpianto, che in Italia non è più un diritto sempre grazie alla legge 40, sono state paragonate nientemeno che a Hitler e al dott. Mengele!
    In questo forum la sig.ra Morresi si è vantata della grande vittoria ottenuta nel relativo referendum abrogativo, vittoria che secondo la stessa sig.ra Morresi è avvenuta perchè gli italiani hanno capito esattamente i quesiti posti nel referendum DUNQUE non sono andati a votare! AH AH AH AH AH AH AH AH AH … la sig.ra Morresi crede davvero a quello che dice, che gli si può dire? Lei ha la FEDE!!!!! Noi atei invece siamo solo merdacce, indegne persino di una risposta!
    In questo forum si è parlato anche di religione e di laicità.
    Insomma non mi pare proprio NIENTE!
    Lei cara sig.ra Donatella forse non ha letto bene!
    Comunque questo non è un forum, ma solo un elenco di commenti (…e di copia-incolla 🙂 )

  52. Per sig. Attila – a proposito di Medioevo, Rinascimento ecc.!
    782: 4.500 Sassoni sono decapitati su ordine di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico.
    965: 24 ribelli romani sono condannati a morte su ordine di papa Giovanni XIII a Roma.
    1096: 800 ebrei sono massacrati dai cattolici a Worms in Germania.
    1096: 700 ebrei sono massacrati dai cattolici a Magonza in Germania.
    1098: 4.000 ungheresi sono massacrati dal crociati in marcia verso la Palestina.
    1099, 15 luglio: 40.000 ebrei e musulmani sono massacrati dai crociati a Gerusalemme.
    1145: 120 ebrei sono massacrati dai cattolici a Colonia e Spira in Germania.
    1146: 100 ebrei sono massacrati dai cattolici a Sully e Ramerupt in Francia.
    1171: 18 ebrei sono arsi vivi a Blois in Francia.
    1191: 2.700 prigionieri di guerra musulmani sono decapitati dai crociati in Palestina.
    1191: 100 ebrei sono massacrati a Bray-sur-Seine in Francia.
    1208: 20.000 catari e loro fattori sono massacrati dai crociati a Beziers nel sud della Francia.
    1219: 5.000 catari e loro fautori sono massacrati dai crociati a Marmande nel sud della Francia.
    1244, 16 marzo: 250 catari e valdesi sono arsi vivi per ordine dell’Inquisizione nel sud della Francia.
    1278: 267 ebrei sono impiccati a Londra a seguito di false accuse di omicidio rituale ai danni dei cattolici.
    1278, 13 febbraio: 200 catari e valdesi sono arsi vivi nell’arena di Verona per ordine dell’Inquisizione.
    1310: 28 ribelli di Massafiscaglia (FE) sono giustiziati dai mercenari pontifici.
    1370: 20 ebrei sono arsi vivi dai cattolici a Bruxelles.
    1377, 3 febbraio: 2.500 abitanti di Cesena sono massacrati dai mercenari pontifici in quanto ribelli antipapali.
    1391: 4.000 ebrei sono massacrati dai cattolici a Siviglia in Spagna.
    1397: 100 valdesi di Graz in Austria sono impiccati e bruciati per ordine dell’Inquisizione.
    1400: 30 cittadini romani sono condannati a morte per ordine del governo pontificio in quanto ribelli.
    1405: 12 cittadini romani sono massacrati dai mercenari pontifici guidati dal nipote di papa Innocenzo VII.
    1416: 300 donne accusate di stregoneria sono arse nel comasco per ordine dell’Inquisizione cattolica.
    1485: 49 persone sono giustiziate per ordine dell’Inquisizione a Guadalupe in Spagna.
    1485: 41 donne accusate di stregoneria sono bruciate a Bormio per ordine dell’Inquisizione.
    1486: 31 ebrei sono giustiziati a Belalcazar in Spagna per ordine dell’Inquisizione.
    1505: 14 donne accusate di stregoneria sono ammazzate a Cavalese su ordine del vicario del vescovo di Trento.
    1507: 30 persone accusate di stregoneria sono bruciate a Logrono in Spagna per ordine della Santa Inquisizione.
    1513: 15 cittadini romani sono massacrati dalle guardie svizzere del papa.
    1514: 30 donne accusate di stregoneria sono bruciate a Bormio per ordine dell’Inquisizione.
    1518: 80 donne accusate di stregoneria sono bruciate in Valcamonica per ordine dell’Inquisizione.
    1545, aprile: 2.740 valdesi sono massacrati dai cattolici in Provenza.
    1559: 15 protestanti sono arsi vivi a Valladolid in Spagna su ordine dell’Inquisizione.
    1559: 14 protestanti sono arsi vivi a Siviglia in Spagna su ordine dell’Inquisizione.
    1561, giugno: 2.000 valdesi sono massacrati dai cattolici in Calabria (Guardia Piemontese, San Sisto e Montalto).
    1562: 300 persone accusate di stregoneria sono arse a Oppenau in Germania.
    1562: 63 donne accusate di stregoneria sono bruciate a Wiesensteig in Germania su ordine dell’Inquisizione.
    1562: 54 persone accusate di stregoneria sono bruciate a Obermachtal in Germania su ordine dell’Inquisizione.
    1567: 17.000 protestanti delle Fiandre sono massacrati dagli spagnoli.
    1572, 24 agosto: 10.000 protestanti (Ugonotti) sono massacrati dai cattolici a Parigi e nel resto della Francia (nota come la Strage di San Bartolomeo).
    1573: 5.000 servi della gleba croati in rivolta sono massacrati per ordine del vescovo cattolico Jurai Draskovic.
    1580: 222 ebrei sono condannati al rogo per ordine dell’Inquisizione in Portogallo.
    1620, 29 luglio: 600 protestanti sono trucidati dai cattolici in Valtellina.
    1655, aprile: 1.712 fedeli valdesi sono massacrati dai cattolici.
    1680: 20 ebrei sono condannati al rogo a Madrid per ordine dell’Inquisizione.
    1686, maggio: 2.000 valdesi sono massacrati dai cattolici penetrati nelle loro valli alpine per sterminarli.
    1691: 37 ebrei sono bruciati a Maiorca in Spagna per ordine dell’Inquisizione.
    1697: 24 protestanti sono giustiziati dai cattolici a Presov in Slovacchia.

  53. Hai dimenticato i morti
    Hai dimenticato i morti (qualche milione, capirai è un dettaglio!) di Hitler e Stalin ( che non erano preti).
    Torno ai miei Quattroruote, ciao!

  54. Caro amico,
    ho finalmente

    Caro amico,
    ho finalmente dedotto che non andremo mai d’accordo, visto che non ti piacciono le automobili. E poi dovresti essere contento di quello che ho detto, Quattrruote non è mica Famiglia Cristiana…
    Vorrei finirla con questa bega da cortile.
    Ciao.

  55. Nessun problema: con un
    Nessun problema: con un laico come me si può ragionare e infatti smetto subito… prova a dirlo ad un credente di smetterla con il suo Dio, se ci riesci, potresti rimetterci la gola.

  56. Non sono un estremista, non
    Non sono un estremista, non mi sono simpatici quelli che tagliano le gole degli altri!
    Ciao!

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