La sfida della competitività si vince anche con una nuova legge elettorale
31 Ottobre 2011
di V. F.
Una regione più moderna e competitiva? Un obiettiva da centrare anche attraverso una riforma istituzionale. A cominciare dalla legge elettorale. E’ la convinzione del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano. Legge elettorale e non solo, perché il processo riformatore è passato anche per la riduzione dei costi della politica e la qualità della legislazione.
“Questi risultati – spiega Pagano – che hanno anticipato in alcuni casi anche gli interventi dello Stato centrale, come nel caso dei vitalizi, sono stati ottenuti grazie al contributo dei nostri consiglieri regionali. In qualità di Presidente del Consiglio regionale, oltre a condividere l’impianto del progetto di legge – prosegue Pagano – auspico che le nuove regole assicurino un’adeguata rappresentanza dei territori, la stabilità del governo regionale, la rappresentanza delle minoranze e che sulle stesse si raggiunga in Assemblea il più ampio consenso”. Di qui l’impegno “a lavorare affinché la Regione possa dotarsi di una legge elettorale prima della scadenza della legislatura, tenendo conto anche degli ultimi interventi dello Stato, come l’articolo 14 della legge 138/2011, che, come è noto, subordina l’adozione delle misure premiali nei confronti delle Regioni ad ulteriori condizioni quali la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali”.
Pur essendo, infatti, condivisibile l’intento del legislatore statale di ridurre la spesa pubblica, non si può non evidenziare come la materia sia, per giurisprudenza costituzionale ed amministrativa consolidata, coperta da riserva statutaria. “Ciò considerato, ritengo – conclude il Presidente Pagano – che il dibattito avviato in Commissione sul progetto di legge non debba essere interrotto ma debba essere portato avanti tenendo conto della possibilità che, in corso d’opera, potrebbe essere necessario apportare le modifiche finalizzate ad un eventuale adeguamento alle indicazioni del legislatore statale”.
Impegno confermato dal Presidente della Commissione speciale sulla legge elettorale e per le modifiche e l’attuazione dello Statuto, Lorenzo Sospiri, il quale ha annunciato, che, "nel progetto di legge in fase di discussione in Commissione, è prevista l’eliminazione del listino e il blocco del numero dei consiglieri eletti nell’Assemblea regionale con l’obiettivo di ridurre i costi della politica. Abbiamo cercato di dare un’anima a questa nuova legge elettorale – ha osservato Sospiri – e con l’introduzione di principi riformatori come l’eliminazione del listino, voluto da gran parte delle forze politiche, il blocco del numero dei consiglieri eletti e l’applicazione di una soglia di sbarramento alle liste provinciali in grado di ridurre la frammentazione politica ma allo stesso tempo capace di garantire le identità, questa classe dirigente intende dimostrare credibilità agli occhi degli abruzzesi".
Ancora aperto, invece, il dibattito sulla parità di accesso alle cariche elettive. "Non ci sarà il doppio voto di preferenza riservato alle donne – ha aggiunto Sospiri – mentre, per quanto riguarda l’assegnazione dei seggi alle liste, sarà su base circoscrizionale, e verrà effettuata con criterio proporzionale, mediante riparto nelle singole circoscrizioni e recupero dei voti residui nel collegio unico regionale. A tal fine il territorio della Regione è ripartito in circoscrizioni elettorali che corrispondono alle province, ed è previsto l’attribuzione del premio di maggioranza".
Anche l’assessore Carlo Masci ha sottolineato come la Regione Abruzzo non sia più “disattenta sulle riforme istituzionali. Adesso cominciamo ad essere noi un riferimento per gli altri e non viceversa. Come nella vicenda dell’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali dove abbiamo preceduto tutte le altre Regioni. Emilia Romagna a parte”. L’Abruzzo, dunque, capofila. Tanto che già altre regioni a quanto pare hanno fatto sapere che seguiranno la stessa strada, riproponendosi a breve di eliminare i vitalizi dei consiglieri regionali. “Sia nel caso della legge che ha determinato la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali – ha sottolineato l’assessore – sia in merito alla scelta di portare da 55 a 65 anni il limite d’età per il conseguimento delle pensioni degli stessi consiglieri, la classe dirigente politica abruzzese, in un momento storico come questo in cui occorre dare ai cittadini segnali decisi e concreti, ha dimostrato un grande senso di responsabilità. Ma ovviamente, – ha proseguito – sappiano che la strada delle riforme è ancora molto lunga e la nuova legge elettorale regionale rappresenterà un buon banco di prova”.
A tal proposito, l’assessore Masci si è detto convinto del fatto che “si proseguirà in questa ottica di cambiamento e di semplificazione che è anche alla base della logica che punta a trasformare l’intera architettura istituzionale dello Stato. Le strutture regionali, in primis il settore che si occupa di riforme istituzionali e l’Osservatorio elettorale regionale, – ha proseguito – stano portando avanti un lavoro estremamente prezioso in collaborazione con la commissione consiliare, presieduta da Lorenzo Sospiri, che si occupa di materia elettorale".
Infine, pur non entrando nel merito della nuova legge elettorale regionale ma insistendo sulla necessità di abolizione del listino, Masci ha confermato che sul punto c’è piena convergenza tra maggioranza ed opposizione. "Cancellare il listino – ha concluso l’assessore – sarà fondamentale per far tornare la parola, per tutti gli eletti, agli elettori e quindi per riavvicinare i cittadini alle Istituzioni".
