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La sinistra confonde il consenso con la popolarità, e di solito perde

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In questi giorni è stato diffuso l’annuale Governance Poll 2010, il sondaggio de Il Sole 24 Ore (realizzato da IPR Marketing) che misura, attraverso un sondaggio effettuato con telefonate a campione, il favore riconosciuto dagli elettori agli amministratori locali. Il primo dato che emerge, come osservato dagli stessi committenti, è il calo del consenso degli elettori nei confronti degli amministratori locali. La tendenza è diffusa, stratificata e politicamente trasversale, pur con alcune interessanti eccezioni.

In sostanza, presidenti di Regione, di Provincia o Sindaci pagano l’onere del governo e scontano le difficoltà di chi spesso deve assumere decisioni difficili e impopolari. Ed infatti Il dato è assolutamente equivalente per le amministrazioni di sinistra e per quelle di destra. Perdono consenso - in confronto al giorno delle elezioni - 11 presidenti di Regione su 18, ben 57 presidenti di Provincia su 106 e addirittura 69 sindaci sui 103 in carica nei capoluoghi. Nel caso specifico dell’Abruzzo il quadro che emerge è il seguente: il Governatore Chiodi (Pdl) perde tre posizioni, passando alla diciassettesima e registrando un consenso del 47% (-1,8% rispetto al voto ottenuto al momento dell’elezione); nelle Provincie: a Pescara Testa (Pdl) sale al posto 58 guadagnando una posizione con il 54% di consenso (+0,8 rispetto al giorno del voto), a Chieti Di Giuseppantonio (Udc) scende di una posizione (61°) con il 54% di consenso ( -1,7% rispetto al voto), a L’Aquila Del Corvo (Pdl) resta stabile (76° posizione) col 53% di consenso ( -0,4% rispetto al voto) ed infine Catarra (Pdl) a Teramo con il 48% di consenso perde quattro posizioni e si ritrova al posto 103 (-2% rispetto al dato elettorale).

Nei Comuni capoluogo la prima sorpresa: Cialente (centrosinistra) porta L’Aquila all’ottavo posto guadagnando tre posizioni, con il 62% di consenso ( + 8,8% rispetto al dato elettorale), al posto numero 11 troviamo Di Primio (Pdl) con Chieti stabile al posto numero undici, con il 60% di consenso (-1,4% rispetto la voto), poi abbiamo Teramo dove Brucchi (Pdl) perde tre posizioni, passando al numero 48 e con il 54% di consenso (-3,1% in raffronto al dato elettorale), quindi Pescara con Albore Mascia che perde quattro posizioni e va al posto 79 con il 50% di consenso ( - 4,5% rispetto la dato di elezione). Ciò detto, e rimandando ad altre sedi gli appassionati di numeri e percentuali, il sondaggio fornisce lo spunto per brevi riflessioni sulla politica del consenso e l’attività amministrativa.

Come accennato sopra, di solito quando si governa si rischia di creare anche scontento e quindi, anche se i risultati veri si misurano a fine mandato al momento del voto reale nell’urna, è fisiologica una momentanea caduta di favore; ma pure in questo caso in Abruzzo – dove il Pdl ed il centrodestra guidano Regione, 4 Provincie e tre città capoluogo – resta un gradimento medio pur sempre superiore al 50% e quindi si può essere soddisfatti di avere la fiducia della maggioranza degli elettori. Insomma tra Regione ed enti locali, anche se si votasse oggi, il Pdl (però senza cullarsi negli allori, anzi insistendo nelle azioni riformatrici) potrebbe sicuramente continuare a vincere. Non la pensano così ovviamente gli esponenti locali del centro sinistra che, forse un po’ frettolosamente, hanno letto nei dati del Governance Poll 2010 una pesante caduta di appeal elettorale del Pdl. Ed infatti è già un loro fiorire di dichiarazioni di giubilo, di prossimi ritorni alla vittoria, di imminenti assunzioni di ruoli di governo in Abruzzo.

Non vorremmo disilluderli troppo presto, ma alla base di queste dichiarazioni è probabile ci sia un grave errore di valutazione. Nel centrosinistra infatti si confonde la popolarità con il consenso. A volte, questi due fattori coincidono (Berlusconi docet) ma a livello locale più spesso essi hanno genesi e sviluppi diversi. Il consenso, quello degli elettori nell’urna, non si esprime sempre nei sondaggi ma, come spesso detto nel caso del Pdl e del suo elettorato moderato, emerge al momento giusto. La popolarità (la notorietà) invece può nascere da elementi contingenti ed estemporanei che però quasi mai resistono all’incessante cambiamento delle cronache politiche.

Anche così può spiegarsi, ad esempio, il fatto che a fronte di un Governatore come Chiodi (in apparente, leggera perdita di consenso) che lavora indefessamente e senza clamori sul fronte terremoto a L’Aquila, il Sindaco di quella città, Cialente – che agisce a detta di molti non come amministratore ma come “capopopolo” urlante – ottenga un sorprendente aumento di popolarità. Buon per lui e soprattutto speriamo per gli aquilani. Ma a sinistra dovrebbero ricordare con un po’ di paura, e fare gli scongiuri, i dati del Governance Poll 2009: un anno fa la presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, che  all’epoca veniva fotografata con George Clooney e Barack Obama, venne incoronata vincitrice assoluta della classifica nazionale del Sole 24 Ore.

Al primo posto tra i presidenti di Provincia di tutt’Italia, con percentuali di consenso (o di popolarità?) altissime. Dopo pochi mesi perse fragorosamente le elezioni.

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