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La sinistra spara le sue ultime cartucce

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A poche ore dalla chiusura ufficiale della campagna elettorale (a mezzanotte di venerdì 4 maggio), tutti i sondaggi francesi confermano Sarkozy in testa alla battaglia per il secondo turno. Il candidato UMP è stato sempre in vantaggio su Royal in queste due settimane, riportando in tutti i sondaggi circa il 53% delle preferenze. Nelle ultime ore sta guadagnando qualcosa: IPSOS lo accredita al 54%, TNS Sofres addirittura al 54,5%. Non ha funzionato la tattica aggressiva della socialista durante il dibattito televisivo con l’avversario, né hanno funzionato le mosse fatte in direzione del centrista Bayrou: nonostante quest’ultimo abbia dichiarato che non voterà Sarkozy, solo il 35% dei suoi elettori si dichiara disposto a votare per Royal, mentre erano il 50% la settimana scorsa. Difficile dunque immaginare che il risultato possa essere rovesciato.

La sinistra sta quindi sparando le sue ultime cartucce. La più utilizzata da tutte le componenti della sinistra è l’antisarkozismo, il “tout-sauf-Sarkozy” (tutto tranne Sarkozy). Ségolène usa persino l’intimidazione degli elettori: alla radio ha dichiarato che la vittoria di Sarkozy costituisce un rischio in quanto potrebbe scatenare “violenze e brutalità” nel Paese, in particolare nei quartieri popolari, dove a suo parere l'ex ministro dell'Interno può entrare solo se scortato da centinaia di poliziotti. La candidatura di Sarkozy, ha continuato la socialista, “è pericolosa in termini di concentrazione dei poteri, in termini di brutalità, in termini di menzogne”.

La seconda arma è l’apertura al centro, riaffermata dagli esponenti più in vista della sinistra, quale l’ex presidente della Commissione europea, Jacques Delors, che a Lille ha invocato la riunione dei centristi con gli eredi di Marx e Trotzky. Anche Lionel Jospin è stato chiamato a dare man forte e ha auspicato l’incontro di tutti i “républicains de progrès”.

Lo stesso discorso di Jospin, tuttavia, fa capire come a sinistra si stia ormai guardando non solo oltre la quasi certa sconfitta di Royal, ma anche oltre le legislative di giugno, alle quali si dà per scontata la vittoria dell’UMP. Jospin, infatti, parla di un “rassemblement” in vista di un cambiamento politico e un’azione nuova, ossia dà all'apertura ai centristi una profondità temporale che scavalca la mera tattica elettorale. In un’intervista al quotidiano economico “Les Echos”, il segretario del PS Hollande esplicita ancor meglio la prospettiva: “all’indomani delle legislative, bisognerà inventare un'altra cosa con tutti i progressisti. Alcuni parlano di assise, altri di rifondazione”. Evidentemente, nonostante le resistenze di alcuni “elefanti” del partito socialista, la sconfitta di Ségolène aprirà una lunga revisione a sinistra.

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