Home News “La sinistra vuole rottamare Monti e conservare molti ministri, noi vogliamo rottamare i suoi ministri e conservare Monti”

L'intervista al Corriere della Sera

“La sinistra vuole rottamare Monti e conservare molti ministri, noi vogliamo rottamare i suoi ministri e conservare Monti”

Ripubblichiamo una interessante intervista rilasciata dal Senatore Sacconi sugli scenari della prossima campagna elettorale, i destini e i protagonisti del PdL, il futuro del professor Monti.

Come giudica la convention di Montezemolo?

«La cosa più interessante, oltre alla dichiarata attenzione ai processi di rinnovamento in atto nei partiti, consiste nell'appello a Monti a scendere in campo rifiutando la prospettiva di un governo della sinistra ritenuto unfit to government», risponde il senatore Maurizio Sacconi (Pdl), già ministro del Welfare nel governo di Silvio Berlusconi. «La sinistra - aggiunge - si presenta orgogliosamente identitaria e conservatrice, ostile all'impresa, condizionata dal radicalismo della Fiom che condiziona l'intera Cgil, che a sua volta condiziona il Pd oltre che Sel. Perfino un documento leggero, di mera ricognizione di ciò che si può decidere nelle aziende e nei territori attraverso accordi per la produttività, non trova il sì della Cgil che intanto sostiene il referendum contro l'articolo 8 a tutela degli accordi aziendali».

L'appello a Monti non pare essere stato raccolto.

«Non credo che Monti possa dare una risposta prima della legge di stabilità, ma anche la candidatura di Alfano alle primarie del Pdl ha la stessa caratteristica».

In che senso?

«La candidatura di Alfano si presenta come quella di un federatore di tutti coloro, movimenti e partiti, che riconoscono la pericolosità della sinistra e possono essere incoraggiati a costruire un'alternativa potenzialmente vincente e maggioritaria. Il federatore deve avere caratteristiche di potenziale leadership nel futuro governo in quanto legittimato da un voto popolare».

Però, non tutti si riconoscono nella leadership di Alfano dato che già ora ci sono undici candidati alle primarie del Pdl.

«Ci sarà il filtro delle firme e poi vedremo. Ogni elettore dovrà, in ogni modo, chiudere gli occhi e immaginare il candidato nelle vesti di premier. Non sono un congresso di partito. Le nostre primarie sono un evento in qualche modo parallelo alla dinamica avviata dal movimento di Montezemolo e a quanto avvenuto nella Lega o può avvenire  nella stessa Udc aprendosi ad altri. Sono processi che si riveleranno tanto più utili al Paese quanto meno saranno autoreferenziali e votati all'unità».

Ma rispetto a Monti come vi collocate?

«Chi aspira a essere federatore, come Alfano, farebbe un passo indietro se Monti decidesse di guidare i moderati pur di vincere. E Monti potrebbe accettare perché ha verificato più volte che dal Pdl non è mai venuto un veto, mentre la sinistra ha opposto ripetutamente i suoi niet ideologici come nel caso del lavoro».

Berlusconi, però, recentemente ha espresso un giudizio negativo sul governo.

«Ripeto, lo abbiamo sostenuto e mai abbiamo posto veti. Aggiungo che il governo ha avuto più efficacia sotto il profilo della stabilità e questa è dipesa largamente dalla tregua politica di cui non disponeva il precedente esecutivo. Evidenti sono stati invece i limiti del governo rispetto alla crescita che noi avremmo voluto, penso come Monti, indotta non dalla spesa pubblica ma dalla riduzione delle regole e delle tasse».

Allora, un Monti bis oppure un governo politico a guida Monti?

«Non vogliamo affatto la riproposizione di un secondo governo Monti con le stesse caratteristiche del primo. Pensiamo, invece, a un esecutivo presieduto da Monti non solo politico ma soprattuto alternativo alla sinistra. Questa, ripeto, è l'unica ipotesi con Monti che ci interessa, che a nostro parere interessa all'Italia e che presuppone la sua candidatura alla guida di tutti i moderati. Il senatore Quagliariello, nei giorni scorsi, ha efficacemente detto che se la sinistra ha in mente di rottamare Monti e di conservare molti ministri, perchè cresciuti nel suo cortile, noi vorremmo invece rottamare i suoi ministri e conservare Monti se guida una coalizione e un governo di impronta liberale e popolare».

Tratto da "Corriere della Sera, 20 Novembre 2012

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