Home News La solitudine dei candidati abbandonati

La solitudine dei candidati abbandonati

1
63

Correre, oppure non correre: ma rigorosamente da soli. Se il PD di Veltroni aveva annunciato l’intenzione di non apparentarsi con altre forze in vista delle prossime elezioni, per poi variamente desistere, c’è chi invece ha tenuto fede al suo proposito, insistendo sulla propria orgogliosa solitudine: anche quando questa ha finito per costargli cara. E’ questo il quadro che la televisione elettorale ha restituito in questa settimana, l’ultima prima dell’inesorabile calata dei cancelli della par condicio - sia pure rivista e corretta dagli ultimi pronunciamenti della Commissione di Vigilanza. Boselli, Ferrara, Mastella, apparsi in modi e tempi diversi sul piccolo schermo, hanno marcato in questi sette giorni una distanza non solo politica, ma soprattutto semiotica, dagli altri protagonisti della campagna elettorale.

Faceva una certa impressione vedere l’Elefantino, ospite della sua stessa creatura serale su La 7, di fronte alla Armeni e a Pace: la compagnia (a distanza) di Paola Bonzi segnava ancora più marcatamente un isolamento – personale, politico, ideale - che si è dimostrato via via più insuperabile. A nulla sono valse le lusinghe dei centristi di Casini, che avevano prospettato a Ferrara una palese convergenza di obiettivi: dopo il diniego del PdL, che egli considerava il suo approdo naturale (e che ha in effetti recepito nel programma l’istanza di difesa della vita sin dal concepimento), Giulianone ha preferito evitare strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, candidandosi con il suo simbolo alla sola Camera per non ostacolare il voto tutto politico del Senato.

Così come faceva impressione ascoltare la voce mesta di Mastella, intervistato nello studio di Tg2 Punto di Vista, ancor prima dell’annuncio che a questo giro avrebbe passato la mano. Se pure non l’avesse ammesso lui stesso a qualche ora di distanza, sarebbe bastato osservare il suo contegno sommesso e rassegnato per rendersi conto della sconfitta consumata in anticipo, frutto di uno scontro che ha preceduto – e in qualche misura deciso – le prossime elezioni. Tutto nell’ex ministro della Giustizia di fronte alle telecamere denunciava la cocente delusione, motivata tra l’altro dall’abbandono di numerosi compagni di partito; ma anche la determinazione a conservare una dignità che sarebbe stato peggio mettere in gioco – come altri hanno fatto - fingendo di avere qualche chance come candidato premier.

Ultimo, ma solo cronologicamente, ha scelto la solitudine Boselli, che già si era distinto conservando il simbolo del proprio partito, invece di annegarlo nel mare magnum del PD. La puntata di ieri sera di “Porta a porta”, in base a una delibera dell’AGCom, doveva fungere da riparazione per la scarsa presenza di esponenti socialisti nelle tribune politiche televisive svolte finora; ma Boselli ha rifiutato di considerare l’invito ricevuto da Vespa come un ravvedimento sufficiente, e ha abbandonato lo studio della “terza camera”, per recarsi a dirigere la protesta organizzata dai suoi compagni di partito (tra i quali Gianni De Michelis) fuori dagli studi di via Teulada. Tre uomini diversi, tre modi di fare politica che non potrebbero essere più lontani, tre ordini di motivazioni e obiettivi assolutamente estranei gli uni agli altri: accantonati dalla politica, che dell’amor proprio, della serietà, del rigore spesso non sa che farsene, in questa settimana ci sono stati restituiti dal tubo catodico, vicini almeno nel rispetto che la loro orgogliosa solitudine ha dimostrato di meritare.

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Tre solitudini
    In effetti in Italia è difficile fare politica nazionale fuori dal Parlamento ed è innegabile che il Paese perderebbe in tutti e tre questi casi delle voci che hanno le loro ragioni e la loro dignità. Penso che sarebbe giusto prevedere una quota (limitata) di Deputati senza diritto di voto per il diritto di tribuna validi per la sola legislatura in corso, con meccanismi da studiare che non incentivino la frammentazione. E magari equiparare a questi (sempre senza diritto di voto) i Senatori a vita.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here