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Diario della Summer School/5

La Summer School dà appuntamento al 2011 tra lacrime, giudizi e consigli

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La quinta edizione della Summer School è giunta alla sua conclusione. Dopo una settimana intensissima di formazione politica gli studenti si sono potuti congedare con una ben meritata cena di gala. A chiudere il corso, gli interventi dei senatori Gasparri e Quagliariello che hanno tenuto a ricordare ai ragazzi qual è il valore e i sacrifici che comporta fare politica oggi.

“E’ stata un’esperienza unica”, ha detto una ragazza veneta con gli occhi umidi. “Senza dubbio è stata la miglior edizione della Summer School che abbiamo mai organizzato”, ho sentito commentare ad una persona dello staff di Magna Carta. Le critiche si sono rivolte specialmente alla rigidità organizzativa: “Ci sono stati giorni che non ci hanno neanche lasciati andare in bagno tra lezione e lezione. Non parliamo poi del tempo libero per socializzare!”, si è lamentato un giovane pugliese. “Sapevamo che non eravamo in vacanza, ma bastava lasciare 10-15 minuti di pausa tra i corsi per respirare un po’. A volte mi sembrava di stare in un lager!”, ha proseguito un altro studente. In fin dei conti, i temi erano tanti e il tempo troppo poco.

In generale, però, i contenuti del corso di formazione sono stati molto apprezzati, in particolare per quel tocco “umano” che è stato il valore aggiunto di questa settimana: le conversazioni “a tu per tu” con i volti noti della politica e del giornalismo durante una cena o un break momentaneo; i professori che erano ben disposti a rispondere alle mille domande che passano nella testa di un giovane di oggi; le battute e discussioni degli ospiti invitati ad intervenire; i ministri del Governo, più vicini e semplici che mai, incuriositi da una platea di studenti appassionati di politica. Come nell’ultimo incontro di oggi con il ministro Tremonti – tra quelli che senza dubbio suscitano più stima e interesse – sulle cause e gli effetti politici della prima crisi globale. “Mi è sembrato molto simpatico, disponibile e alla mano”, ha commentato un ragazzo pugliese.

Ma oggi è stato anche il giorno della rivelazione del personaggio a cui verrà intestata questa edizione della Summer School di Magna Carta. Nel lungo dibattito che ha preceduto la sua scelta, sono stati molti i nomi proposti: da Matteucci a Cavour, dal ribelle anonimo di Piazza Tienanmen a Mike Bongiorno, da Rania di Giordania a Marinetti, ognuno munito dall’apposita spiegazione, talvolta più solida talvolta meno. A convincere la maggioranza dei 60 studenti del corso sono state tre figure illustri: Giovanni Paolo II, Tatarella e Cossiga. Una sfida davvero ardua visto che ognuno rappresenta a suo modo valori diversi ma pur sempre elevati: chi per l’incontestabile ruolo da protagonista conquistato nella storia, chi per la lungimiranza politica o chi per lo spirito critico e mai conformista.

Alla fine, a vincere su tutti, è stato Tatarella. Anche se non tutti hanno condiviso la scelta è pur vero che la maggioranza dei ragazzi ha votato per questo personaggio, “simbolo di lungimiranza politica perché è stato il primo tra tutti i politici italiani a capire quanto fosse importante costruire un sistema bipolare, il sostegno ad una politica atlantista per contrastare il comunismo dilagante in quei tempi e la necessità di difendere la propria cultura e identità”. Così almeno ha motivato la sua scelta un giovane fiorentino. “Avrei preferito votare per il Papa perché secondo me è una figura che ha segnato la storia del mondo intero. Comunque rispetto la scelta perché Tatarella è stata una figura che è parte del bagaglio culturale della destra”, ha aggiunto una studentessa romana. Per un altro giovane, invece, la figura di Cossiga era “sia più conciliatrice rispetto alle diverse culture politiche dei vari studenti ma anche più azzeccata, visto che questo politico italiano è venuto a mancare solo pochi mesi fa e rappresentava quel carattere di anticonformismo che dovrebbe essere d’esempio anche per noi giovani”.

Fatto sta che anche questa edizione si è conclusa raggiungendo egregiamente il suo scopo: formare gli amministratori, i politici, i professori, i giornalisti, i manager… del domani nella consapevolezza che in Italia esiste una cultura liberale e cattolica che va difesa con tutte le forze per evitare, oggi più che mai, gli errori del passato. Difficilmente i giovani della Summer School scorderanno questa lezione.
 

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