La svizzera al voto su cinque referendum, da cannabis a pensioni

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La svizzera al voto su cinque referendum, da cannabis a pensioni

30 Novembre 2008

A meno di grosse sorprese, questo fine settimana i cittadini elvetici dovrebbero approvare la legge sugli stupefacenti e respingere le iniziative sul pensionamento flessibile, sulla cannabis, sul diritto di ricorso e sulla non prescrivibilità dei reati di pornografia infantile.

Se l’ultimo sondaggio effettuato prima della votazione di domani – scrive il sito online di Swissinfo – venisse confermato, il 60% dei votanti accetterebbe la revisione della legge federale sugli stupefacenti, che prevede tra l’altro la distribuzione controllata di eroina a persone da lungo tempo dipendenti, praticata da oltre 15 anni in Svizzera.

Il referendum sulla cannabis chiede che il consumo, il possesso, l’acquisto e la coltivazione di cannabis per il consumo personale non siano punibili. Il governo federale è chiamato ad emanare disposizioni sulla produzione, l’importazione, l’esportazione e il commercio di quella che è attualmente la droga illegale più consumata in Svizzera, e a prendere le misure necessarie per garantire la protezione della gioventù. Secondo il sondaggio la maggior parte della popolazione è convinta invece che il divieto sia la migliore tutela per i giovani.

Il referendum sul pensionamento flessibile prevede la possibilità di poter beneficiare di una rendita AVS completa a partire da 62 anni per le persone il cui reddito è inferiore a 119.340 franchi l’anno. Attualmente l’età di pensionamento in Svizzera è fissata a 65 anni per gli uomini e a 64 anni per le donne.

L’iniziativa contro il diritto di ricorso delle associazioni ha poche possibilità di superare lo scoglio popolare. Solo un terzo delle persone interpellate per l’ultimo sondaggio ha infatti affermato che voterà ‘sì’. Il testo chiede che in futuro le associazioni ambientaliste non possano più contestare progetti approvati dal popolo o da un organo legislativo.

L’ultima iniziativa sottoposta al giudizio degli svizzeri, denominata "Per l’imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile", domanda che gli autori di crimini di pedofilia e pedopornografia siano perseguibili e punibili a vita. Attualmente le norme prevedono un termine di prescrizione di 15 anni a partire dal momento dei fatti, ma almeno fino al compimento dei 25 anni della vittima.