La trappola per il Cav. è pronta: rito immediato con un collegio di tre donne

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La trappola per il Cav. è pronta: rito immediato con un collegio di tre donne

15 Febbraio 2011

La rete è stata posizionata, ai magistrati non resta che attendere il passaggio della preda. Il gip di Milano Cristina Di Censo ha accolto l’impianto accusatorio della Procura di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile e ha così disposto il giudizio immediato nei suoi confronti.

Il processo inizierà il 6 aprile prossimo alle 9,30 davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano. Il collegio sarà composto da tre donne: i giudici Giulia Turri, Orsola De Cristofaro e Carmen D’Elia. La replica di Piero Longo, senatore Pdl e avvocato del premier, è stato immediato:  "Non ci aspettavamo nulla di diverso".

Secondo la disposizione della gip Di Censo sussiste la prova evidente per rinviare Berlusconi a giudizio con rito immediato e che la competenza sia da attribuire al tribunale di Milano. Le parti lese indicate nel procedimento che prenderà il via il 6 aprile sono Karima El Mahroug (in arte Ruby) e la Questura di Milano (quindi il Ministero dell’Interno). La prima, in relazione all’accusa di prostituzione minorile. Ma ancora non si sa quale legale affiancherà la giovane “Rubacuori” dopo che ben due legali, Luca Giuliante e Massimo Dinoia, hanno rimesso il mandato.

Il ministero dell’Interno, invece, è parte offesa a causa del reato di concussione ipotizzato nei confronti del presidente del Consiglio in relazione alla telefonata che lo stesso premier fece nella notte tra il 27 ed il 28 maggio scorso in questura a Milano per ottenere il “rilascio” della giovane marocchina che era stata portata negli uffici della Polizia in seguito alla denuncia di un furto. Il decreto che dispone il giudizio sarà quindi notificato, oltre ai legali del Presidente del Consiglio, alla segreteria del ministro Roberto Maroni.

La Procura di Milano sostiene che Berlusconi abbia avuto rapporti sessuali a pagamento con Ruby all’epoca in cui la ragazza era minorenne, e che abbia fatto pressioni indebite sulla Questura milanese per il rilascio della ragazza. Il premier respinge tutte le accuse e i suoi legali ritengono inoltre che per quel che riguarda la concussione sia competente il Tribunale dei Ministri, mentre per la prostituzione minorile la competenza territoriale sia della procura di Monza. La difesa di Berlusconi potrà presentare le sue istanze sulla competenza funzionale e territoriale davanti ai giudici del dibattimento.

Intanto, stando a quanto rivelato dal quotidiano Libero, starebbe per essere aperta anche una nuova inchiesta a carico del Cavaliere. Secondo alcune voci, infatti, in queste ore la Procura di Roma aspetterebbe le carte milanesi sulle feste capitoline del Cavaliere. Al centro della nuova indagine ci sarebbero alcune feste organizzate nell’estate del 2010 nel  castello romano di Tor Crescenza. Una notizia che però è stata presto smentita dal procuratore della repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati: “Non c’è stato alcun contatto né è previsto alcun contatto con la procura di Roma”.

Secondo la capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti, che ha accolto favorevolmente la decisione del gip di Milano, la disposizione della Di Censo smonta completamente la "tesi del complotto sostenuta dal premier". Di diversa opinione invece Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl: "Il governo va avanti, resistendo a questi tentativi di manomettere l’equilibrio politico del Paese. Ci sarà la risposta dei legali del premier. Il governo, dal punto di vista politico, porterà avanti la sua azione non facendosi distogliere da questo tentativo di modificare il quadro politico attuale".

Per il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa "la vicenda Ruby deve essere chiarita al più presto". "Rispettiamo i magistrati milanesi che hanno scelto il rito abbreviato per Berlusconi, e nei confronti del premier siamo garantisti come per ogni imputato. Ci auguriamo che questa vicenda sia chiarita al più presto, nell’interesse delle istituzioni italiane".

Secondo indiscrezioni trapelate dalla Procura di Milano la decisione della gip Di Censo sarebbe stata accolta con soddisfazione dai procuratori aggiunti Ilda Boccassini, Pietro Forno e dal pm Antonio Sangermano, che avevano formulato i capi d’accusa nei confronti del Cavaliere. Ma il ministro della Giustizia Angelino Alfano tuona contro il provvedimento sottolineando quanto il gip non abbia tenuto affatto conto di quanto votato le settimane scorse dalla Camera. Dunque, sostiene, questo è "un tema che attiene l’autonomia, la sovranità e l’ indipendenza del parlamento". Il mandato che gli italiani hanno conferito al premier non è "occasionale" ma "è stato reiterato in almeno tre circostanze: ha vinto le elezioni politiche, le europee e le regionali". Quindi – conclude il Guardasigilli – "vi è una legittimazione piena del governo sia dal punto di vista della legittimità che dal punto di vista del consenso popolare".