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La Turchia attacca mentre il Kurdistan chiede il dialogo

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Durante il secondo giorno di combattimenti nell'area dei Monti Kudi, nella Turchia sud-orientale, gli elicotteri d'assalto Cobra hanno attaccato alcuni bersagli curdi, almeno tre soldati turchi sarebbero morti nel corso delle ultime 24 ore, mentre sono sei i caduti del Pkk.

Questi i dati riportati dalle due agenzie stampa private Cihan e Dogan, mentre la Ap, ha invece reso nota la notizia della morte di un altro soldato turco avvenuta lunedì a causa di una mina anti-uomo.

Nel frattempo, mentre continua il pressing del comando militare turco, il governo di Ankara sta organizzando una riunione di gabinetto da tenersi domani per discutere sull'eventuale implementazione di sanzioni nei confronti dei gruppi politici che supportano l'attività del Pkk nel Kurdistan iracheno.

La Turchia è convinta che l'amministrazione del Kurdistan stia non solamente chiudendo un occhio, ma addirittura supportando l'attività del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. A queste illazioni il Primo Ministro Massud Barzani ha risposto al governo di Ankara che non prende ordini da nessuno e lo ha fatto tramite un'intervista rilasciata al giornale Milliyet nel corso della giornata di ieri.

“Non parlate con me e poi mi chiedete di prendere dei provvedimenti nei confronti del Pkk”- ha detto Barzani riferendosi alle volontà del governo turco- “come è possibile?...Perché l'ostilità della Turchia sarebbe diretta contro il Kurdistan? È forse perché siamo noi il vero problema agli occhi di Ankara?” - ha continuato il Primo Ministro curdo- “Vogliamo delle assicurazioni sul fatto che queste misure non sono contro di noi”. “Il Pkk porrà una fine alla violenza o si ritroverà contro non solo la Turchia ma tutta la nazione del Kurdistan”, ha chiosato Barzani.

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