La virtù della rete e un benvenuto a Cofrancesco

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

La virtù della rete e un benvenuto a Cofrancesco

19 Aprile 2007

E’ qualche giorno che non riesco ad aggiornare il mio blog, ma da quando, all’impegno quotidiano legato alla preparazione de l’Occidentale, si è aggiunta la sveglia mattutina alle 5 del mattino per la rassegna stampa a Radio3, non riesco più ad assolvere a tutti miei doveri.
Comunque vi confesso che l’immersione nel gran calderone della carta stampata ha rafforzato le ragioni che ci hanno portato a fare un quotidiano on-line piuttosto che cartaeo.
In edicola la carta è veramente tanta: quando nello studio radiofonico arriva la mazzetta dei giornali la sensazione di completo smarrimento. Prima di farmi un’idea di quali siano i principali fatti del giorno ci metto mezz’ora.
Siamo partiti con un quotidiano on-line pensando di fare di necessità virtù e vivendo all’inizio questa scelta come una sorta di ripiego rispetto alla strada maestra di un quotidiano tradizionale. Poi, mentre il progetto prendeva forma, e tanto più oggi che è ormai una relatà, ci siamo convinti che questa è stata non solo l’uncia scelta possibile rispetto agli esigui budget di cui disponiamo ma forse la migliore in assoluto.
Qualsiasi tentativo di mettere in edicola un nuovo prodotto cartaceo sarebbe naufragato in un mare di giornali simili e probabilmente migliori, anche rispetto all’area culturale e politica che è anche la nostra bussola giornalistica.
Sulla rete invece ci siamo subito trovati a nostro agio: il colloquio con i lettori è già intenso e interessante e promette sviluppi anche molto più importanti. E’ si è subito creato un circuito di attenzione e contagio nei blog amici. Siamo solo all’inizio ma ho il sospetto che si possano fare insieme molte cose buone e utili.

P.S. Gli impegni di cui sopra non mi hanno consentito di salutare – e di segnalare alla vostra attenzione – un nuovo collaboratore che ho sempre molto letto e molto ammirato e che ora sono molto contento di ospitare sulle pagine dell’Occidentale. Si tratta di Dino Cofrancesco, filosofo, giornalista, scrittore, docente universitario, polemista di vaglia. Tenete d’occhio ogni venerdì il suo “Controtendenza”, potrete essere o no d’accordo con lui ma di certo non vi lascerà indifferenti.
Allego qui di seguito il suo curriculum, così come appare sul sito dell’Università di Genova dove insegna.

 
Dino Cofrancesco (Arce , FR ,1942) .Si è laureato a Genova in
Filosofia nell’ormai lontano 1966. E’ stato assistente ordinario di
Storia della Filosofia (Facoltà di Magistero) e di Storia delle
dottrine politiche (Facoltà di Lettere). Tre anni or sono, ha
fatto ritorno nell’Ateneo genovese dopo aver insegnato Storia delle
dottrine politiche nelle Facoltà di Scienze Politiche di Trieste
(per quattro anni) e di Pisa (per cinque anni).
Si considera molto fortunato per aver incontrato, nel corso degli anni,
ed essere diventato amico di studiosi del calibro di Anna Maria
Battista, Norberto Bobbio, Guido Calogero, Renzo De Felice, Augusto Del
Noce, Luigi Firpo, Mario Stoppino.
Allergico all’ideologia dell’impegno, agli “intellettuali militanti”,
ai profeti e ai salvatori del mondo, ai mistici dell’antifascismo e
dell’anticomunismo, ha sempre visto nel “lavoro intellettuale” una
professione come un’altra, da esercitarsi con umiltà e, nella
misura del possibile, “senza prendere partito”. Per questo continua,
oggi più che mai, a ritenere Raymond Aron, Isaiah Berlin e Max
Weber gli autori più formativi del ‘900, almeno per chi voglia
occuparsi del “metodo delle scienze storico–sociali”; per questo, al
tempo dell’Intervista sul fascismo di Renzo De Felice, si
schierò, senza esitazione, dalla parte della famigerata
storiografia revisionista, senza timore di venir accusato di
filofascismo.
Ha svolto ricerche sul pensiero liberale europeo
dell’Ottocento–soprattutto francese e inglese (Tocqueville,
Mill)–,sulla teorica federalista (da Hamilton a Spinelli), sui “miti
politici”, sulla destra totalitaria.