Laboratorio Molise: gli assetti locali e le prossime sfide politiche

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Laboratorio Molise: gli assetti locali e le prossime sfide politiche

12 Marzo 2012

È una delle Regioni più piccole d’Italia, sia per estensione territoriale che per densità di popolazione, ma il Molise – sotto diversi aspetti – è più importante di quello che sembra. Negli ultimi tempi del governo Berlusconi è stato, per la politica nazionale, un laboratorio di idee e alleanze. Questo perché negli ultimi mesi si sono tenuti in Regione diversi appuntamenti elettorali. Elezioni che sono state occasioni per valutare lo stato di salute delle forze politiche e per offrire a livello centrale gli spunti per studiare nuove strategie.

Nel Molise gli ultimi appuntamenti elettorali hanno indiscutibilmente ribadito quali sono gli orientamenti politici territoriali: in Regione, ormai, il predominio è del centrodestra. Il governo della Regione è stato affidato, per la terza volta consecutiva, a Michele Iorio, presidente ininterrottamente dal 2001, ex parlamentare di Forza Italia e attuale vicepresidente della Conferenza delle Regioni. Le due amministrazioni provinciali sono in mano a esponenti del centrodestra molisano: quella di Campobasso è sotto la guida di Rosario De Matteis, da una vita in politica tra le fila di Forza Italia prima e dell’Mpa poi, mentre quella di Isernia è presieduta da Luigi Mazzuto, coordinatore provinciale del Pdl. I principali Comuni molisani, Campobasso, Isernia e Termoli, sono amministrati dal centrodestra: nel capoluogo di Regione il primo cittadino è Gino Di Bartolomeo; a Isernia il Municipio è diretto dal 2002 da Gabriele Melogli, uomo dell’Udc ma sostenuto sempre dal Pdl; a Termoli l’amministrazione è passata nel 2010 sotto la guida di Antonio Di Brino. Città, Province e Regione vivono un periodo di luci e ombre, naturalmente accentuato dalla crisi economica che si sta vivendo a livello internazionale. Proviamo a vedere quali sono le principali problematiche connesse all’attività amministrativa nelle diverse realtà.

REGIONE – La decima legislatura regionale, la terza consecutiva di Iorio presidente, è iniziata da pochi mesi. Dopo il voto, in cui Iorio l’ha spuntata per un migliaio di voti sullo sfidante di centrosinistra, c’è voluto circa un mese per avere l’ufficialità della proclamazione del governatore. A urne chiuse, infatti, si sono scatenate feroci polemiche su ipotetici brogli che sarebbero stati commessi dal centrodestra. La magistratura ha posto la parola fine attribuendo la vittoria al presidente uscente, ma l’atmosfera non si è rasserenata. Il dialogo con l’opposizione, dopo l’aspra battaglia della campagna elettorale, non è ancora stato impostato. Sulla testa del presidente, in aggiunta, pende una condanna in primo grado per abuso d’ufficio e un avviso di garanzia per la gestione dei fondi post-sisma del 2022 e ciò non permette alla situazione interna di sedimentarsi. Eppure la situazione richiederebbe un fronte comune della politica. In un territorio dove, per fortuna, la criminalità non morde sono altre le cause di instabilità del tessuto sociale. L’occupazione, ad esempio, è una questione molto sentita. La crisi ha inciso molto sulle piccole e medie aziende che si trovano in Molise e che, in un territorio prevalentemente agricolo, rappresentano uno dei pochi sbocchi occupazionali per i giovani. Tagliate fuori le aziende i giovani si trovano sempre più a spasso. Bisognerà, dunque, muoversi per garantire un futuro alle nuove generazioni, non necessariamente – come è accaduto troppo spesso – da piazzare all’interno di una pubblica amministrazione ormai straripante. Il presidente Iorio dovrà affrontare anche la “madre di tutte le battaglie”, e cioè la lotta ai costi della politica. Per fare ciò, però, servirà parlare con il centrosinistra. Naturalmente tutti hanno dato la propria disponibilità a ridurre le spese della macchina pubblica, ora bisognerà vedere chi manterrà fede alle proprie promesse. Nell’agenda del governatore occuperà un grande spazio anche il tema della infrastrutture. Il Molise ha beneficiato di fondi del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr) e questi dovranno essere utilizzati al meglio per dare una migliore strutturazione alla rete di comunicazione territoriale. In un territorio montuoso e collinare come quello molisano viene da sé che dotarsi di arterie stradali efficaci e dirette diventa un obiettivo imprescindibile per lo sviluppo del territorio. C’è poi il tema della sanità, ma su quello si sta lavorando ormai da anni e la razionalizzazione del sistema di cure locale sembra l’unica soluzione. Compatibilmente, chiaramente, con il diritto di tutti i cittadini a ricevere l’assistenza sanitaria di base.

PROVINCIA DI ISERNIA E CAMPOBASSO – La battaglia sull’assegnazione degli incarichi che si sta conducendo all’interno della Giunta e del Consiglio provinciale di Isernia ha del paradossale: l’Istituzione, infatti, pare avere i mesi contati, per effetto dei tagli ai costi della politica voluti dal governo Monti e che arriveranno ad abolire le province. Forse non tutte, ma di sicuro quella in un territorio molto piccolo come Isernia. Quindi, ha senso dannarsi per qualcosa che probabilmente non ci sarà più? Evidentemente sì, anche perché la lotta interna alla maggioranza del Pdl che si è scatenata a Via Berta ha anche come obiettivo quello di guadagnarsi una visibilità a livello regionale. Il mini-rimpasto di Giunta avviato dal presidente, Luigi Mazzuto (Pdl), ha creato non pochi malumori. Quelli che sono entrati chiedevano spazio, quelli che sono usciti continuano a minacciare. E il congresso provinciale del Pdl (da cui è uscito vincitore l’uscente Mazzuto come coordinatore del partito) ha sancito la spaccatura con l’ala fedele all’assessore regionale alla Sanità, Filoteo Di Sandro, che chiedeva discontinuità e che ora si è posto “all’opposizione” dell’attuale classe dirigente. Speriamo solo che tutto questo parlare non distragga dalle cose importanti che, a livello di amministrazione provinciale, devono essere tenute sotto controllo. In primis, la viabilità stradale. In Provincia di Isernia, così come in quella di Campobasso, serve una rete di collegamenti adeguata e che deve essere tenuta sotto manutenzione. Altrimenti il rischio è l’isolamento di molti piccoli Comuni. Come quelli dell’Alto Molise, attraverso i quali transitava la linea ferroviaria Isernia-Sulmona, per la quale è stata decisa la chiusura proprio in questi giorni. Scatenando un vespaio di polemiche.

Per quanto riguarda invece la situazione alla Provincia di Campobasso, da quando si è insediato il nuovo presidente, Rosario De Matteis (Pdl), tutto è relativamente tranquillo. Sarà per la vicinanza degli organi di governo regionale che assorbono gran parte delle beghe politiche, ma la Provincia del capoluogo di Regione si mantiene spesso fuori dalle polemiche e tende ad amministrare il proprio ambito di competenza in modo abbastanza lineare. L’unica questione che spesso si presenta è quella della sicurezza: il territorio della Provincia di Campobasso, per vicinanza ad altre aree extra-regionali piuttosto turbolente è a rischio di infiltrazioni criminali. Bisogna, dunque, adottare politiche che scongiurino il rischio che la zona possa diventare una sorta di “porto franco” per la delinquenza. Anche il congresso del partito in Provincia di Campobasso è filato via liscio senza troppi problemi, con la riconferma del coordinatore uscente Pierluigi Lepore, sostenuto dai vertici regionali del Pdl.

COMUNE DI CAMPOBASSO – Quello su cui dovrà puntare l’amministrazione comunale di Campobasso, guidata dal sindaco Luigi Di Bartolomeo (Pdl), è un rilancio del tessuto economico cittadino. È vero che secondo gli ultimi dati, elaborati dal Sole 24Ore, Campobasso è risultata tra le prime città del Sud per vivibilità. Ma è altrettanto vero che l’occupazione è ferma, il dinamismo imprenditoriale è bloccato e forse la buona posizione in classifica è dovuta più alle performance delle altre città che peggiorano. Si dovrà anche cercare di trovare una soluzione per lo sblocco di determinate risorse, chiuse in cassa per ragioni legate al patto di stabilità. Un altro argomento oggetto di polemiche, in una zona a forte rischio sismico, è la sicurezza, soprattutto degli edifici scolastici. In pratica Campobasso, in quanto capoluogo di Regione, deve riprendere il suo ruolo “centrale” di guida del territorio: in un territorio composto esclusivamente da piccolissimi centri è essenziale che tutti abbiano un punto di riferimento. Non solo politico, ma anche sociale e culturale.

COMUNE DI ISERNIA – Il 2012, per Isernia, è l’anno del voto per le Comunali. Dopo dieci anni di “dominio” di Gabriele Melogli, avvocato prestato alla politica e arruolato tra le fila dell’Udc, è  tempo di cambiare, visto che il primo cittadino uscente non è immediatamente ricandidabile. Il Pdl punterà – con ogni probabilità – su Rosa Iorio, assessore comunale e sorella del governatore Michele. Una decisione giusta? A dirlo saranno gli elettori a Maggio. C’è però da dire che Isernia è una roccaforte del Pdl. Nelle ultime consultazioni elettorali il centrodestra è stato sempre premiato dagli elettori. Le percentuali registrate da Forza Italia prima, e dal Pdl poi, al Comune di Isernia sono da capogiro: in molti casi si è sfiorato il 50 per cento. Poche chance quindi, se si osservano le ultime tornate elettorali, per il centrosinistra, alle prese con i soliti problemi di unità. Il Pd ha scelto l’avvocato Ugo De Vivo per vincere la sfida di Palazzo San Francesco, ma la decisione ha creato ulteriori spaccature con Idv e Sel. Comunque, chiunque sarà il prossimo primo cittadino, saranno diversi i problemi che troverà. Tra questi vanno segnalati la scarsa vitalità culturale e la bassa propensione alle iniziative sociali in città, soprattutto di promozione del territorio. La specificità e le tradizioni della zona potrebbero fungere da volano per un rilancio dell’economia cittadina troppo stagnante, legata soprattutto al pubblico e a un settore rischioso come l’edilizia, ma nessuno sembra ancora esserne pienamente consapevole.