L’Abruzzo con una marcia in più per il lavoro femminile

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L’Abruzzo con una marcia in più per il lavoro femminile

12 Luglio 2011

“L’Abruzzo resiste, aumenta di 7mila unità gli occupati nel primo trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, resta in linea con il dato della disoccupazione nazionale (8,8% in regione e 8,6% in Italia), confermandosi la regione del sud di gran lunga con i migliori indicatori sul mercato del lavoro”. A confermarlo è Paolo Gatti, assessore alle Politiche attive del lavoro della Regione Abruzzo, che snocciolando i dati Istat passa addirittura al rilancio, tra l’altro in un settore da sempre sotto osservazione: l’occupazione femminile.

Perché “in un solo anno, il sistema produttivo regionale ha prodotto ben 10mila posti di lavoro in più di sole donne”, ci tiene a sottolineare l’assessore. Merito soprattutto di questo Esecutivo regionale, “che sta realizzando una politica mirata all’occupazione del maggior numero possibile di donne”.

“Siamo convinti – aggiunge Gatti – che un elemento decisivo per sostenere la crescita del Pil regionale e nazionale passi proprio per l’incremento della percentuale di lavoratrici”. Per Gatti “si tratta di un percorso lento che va sostenuto, come abbiamo fatto, con incentivi all’assunzione e all’autoimprenditorialità femminile, ma anche con una parallela riforma strutturale del welfare. Le politiche sociali in Italia per troppo tempo si sono basate solo sul sostegno della cura parentale, offerto gratuitamente dalle donne italiane. Dobbiamo, invece, favorire l’uscita di casa verso la società e il mondo del lavoro delle donne senza per questo far pagare il conto alle famiglie, soprattutto quelle con minori, non autosufficienti e diversamente abili. Anche attraverso politiche di conciliazione vita/lavoro si può indicare una strada. La Regione, mettendo a disposizione fondi ha segnato una rotta – è la conclusione – e la società e l’economia abruzzese dimostrano di saper cogliere queste opportunità”.