L’Abruzzo delle Smart Cities sarà quello del futuro
23 Aprile 2012
Innovazione e creatività. Sono queste le fondamenta sulle quali costruire le città del futuro. Anche quelle abruzzesi. Una vera e propria rivoluzione, che però presto potrebbe diventare realtà. Ne è convinto il ministro della Ricerca Scientifica Francesco Profumo che proprio nei giorni scorsi, in occasione della sua visita a L’Aquila, ha illustrato le linee guida per la realizzazione di Smart Cities nelle Regioni del Sud Italia, annunciando per i prossimi due mesi l’apertura del bando che riguarderà anche le Regioni del Centro Nord. E tra le Regioni che potranno presentare progetti c’è anche l’Abruzzo.
Parte dal territorio, dunque, l’innovazione. Perché una smart city è soprattutto questo, un modo nuovo di progettare il territorio. Una sorta di città diffusa e di comunità intelligente (possibile anche l’aggregazione di piccoli comuni ovvero sistemi metropolitani) nei quali sono affrontati congiuntamente tematiche socio ambientali, quali mobilità, sicurezza, educazione, risparmio energetico o ambientale.
Immediato il commento del presidente della Regione, Gianni Chiodi: “E’ un’iniziativa importantissima, nata da un’idea del ministro Profumo che ha convocato le Regioni del Mezzogiorno alle quali ha sottoposto questa nuova concezione della città. L’obiettivo – ha proseguito il presidente – è il miglioramento della qualità della vita in città ‘intelligenti’ in grado di rispondere alle esigenze moderne della popolazione e di fondare la propria crescita su sistemi innovativi”. Secondo l’impostazione del Governo, le Smart Cities saranno finanziate con il recupero dei fondi europei in pericolo di disimpegno dei progetti PON delle regioni inserite in Obiettivo Convergenza. L’Abruzzo è fuori dalle Regioni in Obiettivo Convergenza e soprattutto non ha problemi di disimpegno dei fondi strutturali europei “avendoli pienamente impiegati”, ci ha tenuto a precisare Chiodi, ma la regione ha dato comunque la sua disponibilità. “Perché – ha spiegato Chiodi – ci piace l’idea di una città con un ambiente creativo aperto all’innovazione, in grado di favorire il processo di apertura mentale, essenziale e indispensabile per la crescita e la maturazione di una società. Per la realizzazione delle Smart Cities la Regione, quindi, dovrà far riferimento a fondi del proprio bilancio”.
Parlando in particolare del territorio aquilano, il ministro Profumo ha definito quello delle Smart City “un atto concreto, di grande attenzione per questo territorio, nel momento in cui c’è la ricostruzione dobbiamo avere in primis una grande attenzione ai bisogni primari delle persone, però nello stesso tempo dobbiamo lavorare anche per il futuro e questo vuol dire avere comunità che usino di più l’intelligenza”.
“Credo – ha aggiunto – che ci siano le condizioni per cui possiamo vivere un pò meglio, partendo dalla domanda dei cittadini. Lo possiamo fare utilizzando più intelligenza nei nostri processi nelle nostre azioni, nel nostro modo di vivere, nel nostro modo di muoverci, nel nostro modo di fare scuola. È un passo culturale molto importante. L’obiettivo principale così come è concepito il bando, è creare le condizioni di sviluppo dei nostri territori con ricadute dirette intermini di creazione di imprese locali. In questo momento – ha quindi concluso – dobbiamo creare le condizioni di tipo strutturale per una vera creazione di posti di lavoro”.
Il bando prevede risorse per 240 milioni di euro, di cui 200 destinati a progetti "hard" che riguardano le grandi imprese fino ad un massimo di 5, con una soglia minima di finanziamento di 15 milioni; gli altri 40 milioni rappresentano una quota di riserva per progetti "soft" di "social innovation" rivolti soprattutto ai giovani.
