L’Abruzzo piange le sue vittime. Berlusconi: “Dovunque c’è un crollo, c’è qualcuno che aiuta”

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

L’Abruzzo piange le sue vittime. Berlusconi: “Dovunque c’è un crollo, c’è qualcuno che aiuta”

06 Aprile 2009

Silvio Berlusconi è arrivato in Abruzzo verso le 13.  Ha sorvolato in elicottero una regione ferita toccando con mano la gravità della situazione: "In volo ho visto che dovunque c’è un crollo, c’è qualcuno che aiuta. Nessuno sarà lasciato solo", ha assicurato il premier prima di tirare un primo bilancio.  

"Dopo poche ore dal terremoto le forze di emergenza comprendenti Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza erano già concentrate sul posto, c’è stata una reazione immediata da parte di tutti", ha detto il Presidente del consiglio, impegnato in una riunione tecnica presso la prefettura de L’Aquila, al cui termine è stata organizzata una conferenza stampa insieme con i Ministri dell’Interno Roberto Maroni e per le Infrastrutture Altero Matteoli, il governatore della Regione Gianni Chiodi e il capo della Protezione civile Consiglio Guido Bertolaso.

"L’epicentro del sisma è stato individuato tra i 10 e i 15 km di profondità, oltre L’aquila molti altri comuni e frazioni sono stati colpiti". Il Premier ha raccontato quello che ha visto: "In seguito al giro in elicottero compiuto sulla Regione ho visto che ci sono diffusi crolli negli edifici più vecchi, anche i più nuovi però hanno subito danni, praticamente non ci sono palazzi che non abbiano segni". A tal proposito, ha proseguito: "il centro de L’Aquila è in stato di inagibilità totale, la stessa Prefettura, da dove stiamo trasmettendo e il tribunale, dove è scoppiato un incendio, hanno subito ingenti danni".

Riguardo le operazioni in atto: "Attualmente tutti i mezzi di soccorso disponibili sono in uso, anche sfruttando tecnologie nuove come le telecamere a fibra ottica, per trovare persone ancora sotto le macerie, il bilancio provvisorio dei feriti è di circa 1500 persone, anche se i numeri sono in crescita; in questo momento i soccorsi sono in tutte le case per non lasciare nessuno solo".

Il Cav. ha anche chiarito l’aspetto economico: "Per quel che riguarda i soldi non ci sono problemi, ci sono appositi fondi disponibili immediatamente per questi eventi, inoltre è stato attivato anche il fondo catastrofi previsto dall’Unione Europea".

Poi il capitolo sanità. "Si sta provvedendo ad evacuare l’ospedale centrale de L’aquila, danneggiato dalle scosse, e si sta approntando un ospedale da campo di fronte alla struttura danneggiata, il numero degli sfollati è di circa 4000 persone e si sta concludendo il censimento degli alberghi disponibili per l’alloggiamento. Saranno pronte per la notte anche 2000 tende, ognuna con una capienza di 7-8 persone".

Un pensiero è stato rivolto anche ai bambini: "Le scuole sono state chiuse, anche in concomitanza con le vacanze pasquali. Verranno riaperte solo in seguito al rilascio di certificazioni di sicurezza da parte del Ministero per le infrastrutture. Non ci sono sicurezze sulle prossime possibili scosse, è quindi consigliabile dislocarsi altrove per qualche giorno, sfruttando la rete sociale di amici e parenti per farsi ospitare".

Sulla stato delle infrastrutture, idee chiare: "Sono in via di sistemazione, la rete di telefonia mobile è funzionante ma intasata dalle molte chiamate, gli acquedotti sono attivi, in riapertura le autostrade. La rete del gas è invece chiusa per scongiurare pericoli di fughe". All’analisi si è accodato il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, che ha fatto il punto sulle sue competenze: "E’ stato aperto un tavolo permanente con Ferrovie e Autostrade per monitorare la situazione, non ci sono danni sulla Terni-L’aquila. Domani verrà riaperta l’autostrada solo per le auto ma non per i mezzi pesanti."

Il premier, prima di passare la parola al capo della protezione Civile, Guido Bertolaso ha ricordato. "Solidarietà ci è giunta da molti paesi, in particolari ho ricevuto le telefonate di Obama e Medvedev, oltre che quella del leader dell’opposizione, che ci ha augurato ‘buon lavoro’ per questa grave situazione".

Bertolaso, ha chiosato riguardo alle speculazioni sulla evitabilità del disastro: "Importante precisare che il 30 marzo passato si è riunita la "commissione nazionale grandi rischi" per confrontarsi con le autorità scientifiche riguardo la presunta possibilità di scosse e – prosegue Bertolaso – non era prevedibile un terremoto più violento di quelli che erano già in atto". "L’unica cosa fattibile era preparare il sistema dei soccorsi e questo è stato fatto benissimo". 

Ha infine preso brevemente la parola il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ricordando: "La macchina operativa del Ministero dell’Interno si è resa subito operativa grazie all’efficienza della Protezione civile. Entro la giornata arriveranno sul posto altre 100 unità, composte da Polizia e Carabinieri."

L’Enel  ha messo a disposizione i primi 30 gruppi elettrogeni in grado di alimentare la tendopoli per 10.000 persone.

Secondo gli ultimi dati, sarebbero circa 100 i morti accertati. Gli sfollati, secondo il sindaco de L’Aquila, potrebbero essere 70 mila, mentre ancora non si conosce il numero dei feriti e dei dispersi.