L’Abruzzo sfida la crisi con un nuovo “Patto per lo Svilippo”

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L’Abruzzo sfida la crisi con un nuovo “Patto per lo Svilippo”

18 Gennaio 2011

Una Consulta composta da sedici membri individuati tra i rappresentati politici, delle associazioni di categoria, sei sindacati, dell’università e del terzo rettore. Una segreteria tecnica affidata ad Abruzzo Sviluppo Spa. Tavoli tematici su argomenti di specifico interesse regionale. E ancora, novità assoluta, lo Steering Committee, un organismo regionale indipendente, ma collegato alla Consulta, di interlocuzione con i ministeri e la parti sociali, per la governance dei territori e delle aziende in difficoltà economica e finanziaria. Un compito arduo, quello affidato a questo organo, perché dovrà tenere alta l’attenzione di monitoraggio per anticipare le crisi aziendali e poter quindi gestire in maniera più efficace le soluzioni. E non dunque, intervenire a frittata già fatta, quando cioè le crisi sono ormai conclamate, come accade con gli strumenti regionali già presenti.

Strizza l’occhio al futuro e guarda con ottimismo al risanamento della Regione l’accordo che ieri il presidente Chiodi ha proposto alle parti sociali, datoriali e agli altri soggetti del partenariato economico e sociale. Perché gli obiettivi con i quali si è aperto il nuovo anno sono tre e devono essere centrati senza esitazioni: “risanare, riformare e sviluppare”.

Ne è convinto il governatore dell’Abruzzo, che di fronte ad una sala gremita, nella sede della Regione a Pescara, ha illustrato il “Patto per lo sviluppo”, un accordo senza precedenti che muove dal principio fondamentale dell’alleanza tra il sistema istituzionale e il sistema territoriale e si propone di “centrare le priorità per promuovere e sostenere lo sviluppo economico, sociale, civile e culturale dell’Abruzzo”.

Ad affiancare il presidente Chiodi, l’assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione, l’assessore allo Sviluppo del Turismo, Mauro Di Dalmazio e Carlo Masci, assessore alle Riforme Istituzionali. “Si avvera finalmente un confronto costruttivo per parlare di Abruzzo e di come proseguire sulla strada della crescita e delle riforme – sono state le parole di Castiglione -. Con questo Patto – ha aggiunto – cercheremo di condividere tutti insieme le scelte strategiche da attuare. Si tratta di un impegno a cooperare reciproco, sapendo che occorrerà una maggiore responsabilità da parte della Regione Abruzzo e di tutte le parti sociali”.

Come già anticipato, una funzione fondamentale all’interno del Patto sarà svolta dalla Consulta con lo Steering Committee, sia come strumento di anticipazione e di delle crisi aziendali ma anche di analisi delle opportunità, per evitare la dispersione del capitale materiale e umano. Ma non è tutto, perché contestualmente al Patto, il Governo regionale propone "Fabbrica Abruzzo", un progetto che mira a raccogliere in un unico quadro di riferimento le più importanti iniziative industriali di immediata cantierabilità presenti sul territorio per negoziarle con il ministero per lo Sviluppo economico, anche utilizzando gli strumenti del Patto.

“Non abbiamo la pretesa di invertire in un solo colpo una crisi internazionale che ci ha segnato profondamente – ha spiegato Chiodi – ma ragionare secondo un’ottica di medio e lungo termine, sapendo che da un lato c’è la rarefazione delle risorse, dall’altro il debito pubblico da colmare”. In materia di sviluppo economico e di priorità, l’obiettivo del Governo regionale è quello di condividere gli scenari, ricorrendo a “procedure fortemente innovative” che dovranno garantire: il miglioramento della qualità dei provvedimenti e degli atti regionali, un metodo di analisi condiviso, la diffusione di un patrimonio di conoscenze.

Innovazione, dunque, è la parola magica, più volte pronunciata. Soprattutto quando, all’interno del documento presentato, si è trattato di indicare le priorità per il 2011. Tutte strettamente collegate all’innovazione. Dalle politiche per agevolare la transizione finanziaria veloce, all’impenditoria innovativa, con promozione e sostegno alla nascita e alle prime fasi di sviluppo delle imprese ad alta tecnologia. E ancora, l’internazionalizzazione e il marketing territoriale, con politiche di sostegno all’export, alla penetrazione commerciale, all’attrazione di investitori esteri.

E per rendere concreta l’azione, come chiedono tutti i soggetti coinvolti, il presidente Chiodi ha assicurato che la Consulta potrebbe riunirsi già nella prossima settimana. Perché l’obiettivo più immediato, gli ha fatto eco l’assessore Castiglione, “sarà quello di individuare le priorità, i tavoli tematici e le aree di crisi su cui intervenire”. “Vogliamo porre le basi per formare un sistema regione che in Abruzzo non c’è mai stato – è l’impegno del governatore – . La nostra è una proposta aperta a suggerimenti e miglioramenti, che dovrà essere sottoscritta da tutte le parti sociali e dai rappresentanti di ogni categoria”.

E concretezza, infatti, è ciò che chiede subito la Confesercenti abruzzese. “Apprezziamo lo sforzo della Regione di coinvolgere le parti sociali con l’intento di superare le formule di rito e introducendo il principio della corresponsabilità, innovazione che chiediamo da tempo. E’ necessario adesso entrare nello specifico della situazione abruzzese per uscire dalla crisi e tornare sulla strada dello sviluppo”.