L’addio dell’Abruzzo ad Antonio Tancredi. Per tutti, un grande punto di riferimento

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L’addio dell’Abruzzo ad Antonio Tancredi. Per tutti, un grande punto di riferimento

19 Maggio 2012

“Con Antonio Tancredi se ne va un pilastro della politica abruzzese che ha contribuito fattivamente a traghettare la nostra regione da un’economia agricola, povera e stentata, ad una più moderna e redditizia, quella dell’industria, del terziario, della conoscenza”. E’ commosso il ricordo che il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, riserva all’onorevole teramano della Dc.

Antonio Tancredi si è spento a Roma dopo una lunga malattia. Era da tempo ricoverato al Policlinico Gemelli e tra pochi giorni, il primo giugno, avrebbe compiuto ottant’anni. Laureato in giurisprudenza ed eletto deputato per quattro legislature, dal 1979 al 1994, aveva lavorato nelle commissioni lavori pubblici, istruzione e sanità ed era stato anche segretario comunale e provinciale della Dc teramana. Figura di spicco nella battaglia per l’autonomia dell’Università di Teramo dall’Universatà D’annunzio è stato anche presidente, sin dalla sua istituzione, della Banca di credito cooperativo di Teramo. Ma Tancredi è stato anche presidente della Fondazione Magna Carta Abruzzo, all’interno della quale ha svolto un ruolo attivo e propositivo.

“Antonio Tancredi – continua il ricordo del presidente Chiodi – è sempre stato mente lucidissima e lungimirante. Nessuno potrà dimenticare, e riconoscergli, l’impegno per lo sviluppo, soprattutto infrastrutturale, del nostro territorio. A partire dalle appassionate battaglie che lo hanno visto principale artefice della realizzazione del traforo del Gran Sasso, da molti allora ritenuto opera inutile. Per passare poi alla nascita ed alla crescita dell’Università e della Banca di Teramo”.

A parlare, a nome della città di Teramo, è il sindaco, Maurizio Brucchi. “La scomparsa dell’Onorevole Antonio Tancredi – afferma il primo cittadini – è una grave perdita per la città di Teramo e non solo, ed è un profondo lutto personale. Con la sua attività parlamentare, con la mai doma passione per la politica ed il territorio, con l’impegno nella creazione della Banca di Teramo, egli ha recitato un ruolo di primissimo piano, nelle innumerevoli battaglie sociali, politiche, economiche, occupazionali,culturali di cui è stato protagonista. Aggiungo a tutto ciò, la grande capacità di intuito sui valori e sulle qualità dei giovani, che si sono riverberate negli insegnamenti che ha saputo infondere nella generazione di politici e amministratori che ora guida gli enti pubblici dell’intero Abruzzo. Io – afferma il sindaco – sono tra costoro, e la perdita dell’On Tancredi mi rattrista profondamente. E’ stato per me un punto di riferimento”.

Anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, ha espresso parole commosse: “Desidero esprimere profondo cordoglio per la scomparsa di Antonio Tancredi. Un uomo che nella sua vita, con tenacia, passione e professionalità ha lottato per lo sviluppo della nostra Regione e ha costruito un percorso storico e politico, che rappresenta un patrimonio culturale per il nostro territorio. Recentemente – ricorda – abbiamo avuto modo di collaborare insieme e, in lui brillava la sua caparbieta’ e l’amore per il suo lavoro. A nome dell’Amministrazione che rappresento, giunga tutta la nostra vicinanza alla sua famiglia per la perdita di un uomo di grande valore umano e professionale. “Esprimo il mio personale cordoglio e quello dell’Amministrazione Provinciale di Chieti per la morte di. Antonio Tancredi. Con lui la nostra regione perde un Parlamentare concreto, molto legato al territorio". Afferma, poi, il presidente Enrico Di Giuseppantonio. "Tancredi – aggiunge – è parte importante di quella classe politica, oggi diremmo di quella ‘vecchia guardia’ che ha saputo guardare avanti anche nei momenti difficili ed ha contribuito a costruire il futuro dell’Abruzzo. Ricordo con piacere – ero dirigente nazionale dei Giovani DC – il suo straordinario rapporto con i giovani, la sua capacità di ascoltarli e di valorizzarne le idee e i progetti. Credo sia questo uno degli aspetti più significativi dell’eredità politica che ci lascia".