Lagarde ci affossa. Ma come facciamo a fidarci dell’Europa?

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Lagarde ci affossa. Ma come facciamo a fidarci dell’Europa?

12 Marzo 2020

Deludendo le attese italiane e quelle degli investitori, la Banca Centrale Europea ha deciso di non intervenire con un ribasso dei tassi: questa posizione, nonostante le rassicurazioni – ormai tardive –  della Presidente della BCE Christine Lagarde, ha fatto sprofondare i mercati, con la borsa di Milano che ha lasciato sul terreno il 16,92%, bruciando, in un pomeriggio, gli sforzi di anni. Di conseguenza, lo spread tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco ha toccato 262 punti.

Nello specifico la prima donna nominata alla presidenza della Banca Centrale Europea ha risposto ad una domanda a proposito dell’Italia, dicendo che “Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della BCE”. Nelle ore successive ha provato ad aggiustare il tiro mediante un’intervista intervista alla CNBC, sottolineando di essere pienamente impegnata “a evitare qualsiasi frammentazione in un momento difficile per l’area dell’euro. Gli elevati spread che vediamo a causa del coronavirus compromettono chiaramente la politica monetaria. Useremo tutta la flessibilità integrata nel nostro programma di acquisto di asset”.

Tuttavia, ormai il dado era tratto e persino Mattarella, molto silente in questi giorni, ha avvertito la necessità di intervenire, dichiarando che “L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione”.