L’agroalimentare e la politica che non c’è

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L’agroalimentare e la politica che non c’è

31 Marzo 2008

Sono stati
presentati recentemente a Roma i risultati dello studio Nòmisma “Ogm ed approvvigionamento di mais nel breve
periodo. Criticità ed opportunità del caso Italiano
”.

Un punto importante
emerso dalla relazione è il continuo aumento del prezzo del mais non-ogm, un
fenomeno da attribuirsi alla convergenza di diverse cause (Mondo Agricolo –
6/3/2008).

In prima analisi, bisogna considerare che la produzione nazionale di
mais degli ultimi anni è rimasta stazionaria sia in seguito all’introduzione
delle recenti direttive comunitarie sui nitrati sia per avversi eventi meteorologici.
Allo stesso tempo le dinamiche internazionali relative a nuove destinazioni no-food del mais (biocarburanti) e la
crescente espansione delle colture biotecnologiche, non accettate in Italia, hanno
ulteriormente contribuito a far salire i prezzi del mais “nostrano”.

La situazione potrebbe aggravarsi se in sede
EU si imporranno nuove restrizioni sui livelli accettabili di micotossine che
renderebbero praticamente inutilizzabile una parte del mais prodotto in Italia,
con conseguenze disastrose sull’intera filiera.

Relativamente
al mercato mondiale, le stime confermano questo andamento. Se da un lato le
produzioni GM aumenteranno nei Paesi che già da tempo le coltivano su vaste
superfici (USA, Argentina, Brasile), dall’altro Paesi fino ad oggi esportatori,
come la Cina,
diventeranno presto importatori, contribuendo sostanzialmente ad incrementare
la domanda mondiale.

Le previsioni Nòmisma indicano che il mercato mondiale ogm,
stimato intorno al 50% nel 2006, raggiungerà presto quota 86%. L’illusione dei
mangimi ogm-free, secondo Roberto Defez (SAGRI), è quindi una scelta
praticamente irrealizzabile che tra l’altro ha già messo in crisi gran parte
delle nostre aziende più competitive. Vecchioni, presidente di Confagricoltura,
ha sottolineato il ritardo dell’Italia rispetto alla crescente espansione del
mercato delle colture biotecnologiche e all’apertura europea verso alcune
autorizzazioni per prodotti GM.

E’ importante quindi che la comunità
scientifica si esprima fornendo al mondo politico i mezzi e le conoscenze per
poter decidere. Nel corso del dibattito, Marco Aurelio Pasti dell’ Associazione
Maiscoltori Italiani (AMI) ha ricordato che in Europa alcuni Paesi come la Spagna non hanno mai
fermato la ricerca in materia ogm e si trovano oggi più preparati ad affrontare
le complesse dinamiche del mercato internazionale. Il governo che verrà dovrà quindi
confrontarsi con gli effetti economici e sociali delle evoluzioni della
tecnologia e del mercato, effetti forse sottovalutati sino ad oggi.

E’
indispensabile definire al più presto il quadro strategico entro cui il nostro
settore agroalimentare dovrà crescere. La politica del rinvio non servirà più a proteggere le nostre produzioni.