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Laici e cattolici a confronto sulle orme di Benedetto XVI

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Sono venti tra intellettuali e politici, laici e cattolici, credenti e non credenti. Appartenenti alle più eterogenee aree culturali, dalle provenienze ideologiche più varie, accomunati da un medesimo intento: dare una risposta alla richiesta di dialogo lanciata da Benedetto XVI in occasione del discorso pronunciato a Verona nell’ottobre scorso, durante il IV Convegno nazionale della Chiesa in Italia. In quell’occasione, come in molte altre del suo Pontificato, Papa Ratzinger ha parlato a chiare lettere del rapporto laici e cattolici, del dialogo tra la fede e la ragione. È tornato a riaffermare con forza l’importanza di riscoprire e valorizzare le comuni radici cristiane e il dovere dei cattolici nella società civile e politica. Ha ribadito la centralità della fede e della chiesa nel tempo in cui viviamo, l’importanza dell’educazione nella formazione degli individui, il difficile e contraddittorio rapporto tra la religione e la scienza nell’età contemporanea. Nel farlo però ha teso la mano a quel mondo laico che si è dichiarato disposto ad ascoltare e si è impegnato a condividere, da posizioni di partenza certo molto diverse, un percorso comune. E gli esponenti di quel mondo laico hanno risposto, ognuno secondo le proprie sensibilità, con i contributi presenti in questo volume.

Proprio per dar voce alla varietà di posizioni che lo ha ispirato, il libro si articola in tre filoni interpretativi. Il primo indaga i rapporti tra la storia e la fede.  Il secondo studia i punti di convergenza tra discorso teologico e discorso filosofico.  Il terzo – quello che potrebbe risultare di più stringente attualità – analizza il contraddittorio rapporto tra la scienza e la fede, in un momento in cui la scienza sembra non accettare alcun limite esterno.

Questo non è un manuale di “teoconismo all’italiana”. Semmai è un libro che testimonia dell’altro. In primo luogo la vitalità di un Papa che ha interpretato la sua missione pastorale come un percorso che affonda le sue radici nella storia, e in quanto tale non trascura i mutamenti del nostro tempo, ma li segue e li rilegge alla luce della Verità cristiana. In secondo luogo che la contrapposizione, che sempre più si vuol far credere ci sia tra mondo laico e mondo cattolico, nella realtà non esiste affatto. Ad esistere è però un'altra contrapposizione, tutta interna al mondo laico, che vede sempre più su due fronti distinti da una parte una concezione liberale della laicità, che non dimentica le sue origini e che è disponibile a considerare indispensabile il ruolo delle religioni nel discorso pubblico; dall’altra un laicismo radicale, ostile alla rilevanza pubblica delle religioni, che di sempre più visibilità e spazi di autonomia gode in Italia e in Europa.

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