L’allarme del Fmi: nel 2009 Pil mondiale negativo
10 Marzo 2009
di Redazione
Per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale nel 2009 potrebbe non esserci crescita a livello, mondiale ma un calo del Pil globale. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn davanti ai ministri delle Finanze e ai governatori delle banche centrali dei 53 Paesi africani per tentare di prospettare strategie anticrisi per il continente.
Il mondo, ha detto Strauss-Kahn, "è in grande recessione". "L’Fmi – ha detto Strauss-Kahn – si aspetta che la crescita mondiale rallenti sotto lo zero quest’anno, la peggiore prestazione da sempre per molti di noi». «Il continuo peggioramento della situazione finanziaria globale, combinato col calo dei consumi e della fiducia delle imprese stanno deprimendo la domanda globale".
Il Fondo monetario internazionale avverte anche che le banche nel mondo rischiano di dover fronteggiare altre perdite, perchè non tutte le attività a rischio sono ancora state rivelate. Per Kahn le nuove perdite bancarie corrisponderebbero ad una "grossa somma". Già in molti, tra cui l’Ue, in vista del G20 di Londra, hanno chiesto di raddoppiare il fondo del Fmi per la crisi, portandolo da 250 a 500 miliardi di dollari.
Sull’Africa: la crisi finanziaria mondiale rischia di far precipitare a breve nella miseria milioni di africani e di innescare nuove violenze, se non addirittura conflitti, nel continente. "La nostra riunione cade in un momento critico della storia per l’Africa – ha detto il numero uno del Fondo – la crisi finanziaria mondiale, che ora si può definire come grande recessione, fornisce un fondale scuro alla nostra conferenza. Anche se la crisi è stata lenta a raggiungere le coste africane, sappiamo tutti che sta arrivando e che il suo impatto sarà duro". Il direttore del Fmi ha quindi ricordato il crollo degli scambi commerciali e la diminuzione delle rimesse, degli investimenti esteri e degli aiuti che stanno colpendo il continente.
L’istituzione finanziaria mondiale prevede nel 2009 un tasso di crescita di circa il 3% per l’Africa, molto lontano dal 5,4% registrato in media nel 2008. "Anche questo dato potrebbe rivelarsi ottimistico se la crisi peggiora", ha ammonito Strauss-Kahn, insistendo quindi sulla necessità di risposte urgenti per l’Africa, dove le variazioni dei risultati economici sono una questione di vita o di morte. "La minaccia non è soltanto economica – ha detto – c’è il rischio certo che milioni di africani sprofondino nella povertà. Non si tratta soltanto di proteggere la crescita economica o il reddito delle famiglie, ma di contenere anche la minaccia di violenze civili, forse anche di una guerra".
