Emergenza climatica?

L’allarme di Greta? 27 anni fa parole identiche da un’altra ragazzina

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Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia. Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai“. Le parole di Greta Thunberg che hanno risuonato all’Onu sembrano delineare un imminente destino catastrofico per il mondo. Ma siamo sicuri davvero che sia così?

Qualche dubbio viene se si va a scovare un video del 1992. Protagonista una ragazzina canadese di dodici anni, Severn Suzuki, la quale pronunciò un discorso al “Summit della Terra delle Nazioni Unite” a Rio de Janeiro dove era arrivata grazie a una raccolta fondi insieme a una delegazione di suoi coetanei.

E le parole di Suzuki sono speculari a quelle pronunciate da Greta. Ventisette anni fa come oggi. E anche allora la catastrofe, a detta della ragazza, era imminente. Ovviamente nessuno mette in dubbio a livello generale il problema ambientale (anche se ne vanno studiati con attenzione i confini e le caratteristiche), ma stupisce questa consonanza a distanza di così tanti anni. “A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire le altre creature, a condividere le cose, a no essere avari. Allora perché voi fate proprio le cose che ci dite di non fare? Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo? Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I genitori dovrebbero consolare i propri figli dicendo: “Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio.” Ma non credo che voi possiate più dirci queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? Mio padre dice sempre che siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo. Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole”. E ancora: “Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali pieni di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno vedere tutto questo. Quando avevate la mia età vi preoccupavate forse di queste cose? Tutto ciò sta accadendo sotto i nostri occhi e nonostante ciò continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni”.

A sottolineare il paradosso legato all’allarme lanciato da Greta è Franco Battaglia, docente di chimica fisica all’Università di Modena, una figura, la sua, più volte sostenuta dal senatore di Idea Popolo e Libertà Carlo Giovanardi. Battaglia è già intervenuto nei giorni scorsi a Otto e mezzo con un discorso che ha sollevato diverse polemiche e stasera ribadirà il suo pensiero a Quarta repubblica. “Queste ragazze sono vittime, è tutto programmato: portano avanti bambini per riscuotere il consenso della gente comune – afferma Battaglia -. Quel discorso recitato da Greta è un modo per strumentalizzare una bambina e io credo che smascherare questo piano sia un modo per difenderla. Mettere a confronto il discorso della Thunberg con quello della Suzuki dimostra che vi è un disegno preciso, interpretato con parole pressoché identiche – afferma Battaglia -. L’obiettivo è solamente uno: sostenere l’affare della green economy che vale un miliardo di dollari al giorno, il solo fotovoltaico e eolico vale 260 miliardi all’anno. Purtroppo però queste energie sono fallimentari a livello economico: parliamo di un prodotto scarso a livello di risultati e quindi chi su questo guadagna chiede aiuto ai Governi che lo impongono ai cittadini attraverso un preciso messaggio. Messaggio che punta a giustificare le tasse collegate al sostegno delle cosiddette tecnologie green”.

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