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La storia infinita

L’America, i brogli, le accuse: corsi e ricorsi sul fronte occidentale

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In America le cose andranno per le lunghe. E’ difficile prevedere cosa succederà, perché l’accusa di brogli elettorali non è affatto infondata e innescherà innumerevoli contenziosi.

Cerchiamo di vedere perché non si dovrebbe trattare di una “trumpata”, cioè di una sparata puramente elettorale.

Prima però occorre ricordare due fatti del passato.

Il primo: all’indomani della vittoria di Donald Trump, nel 2016, furono i Democratici di Hillary Clinton a gridare ai brogli.

Colpevoli sarebbero stati i russi, come ai bei tempi della guerra fredda. Allora tutti i giornali filo-democratici finsero di credere davvero, per anni, che i russi avessero potuto falsare il risultato elettorale e che Trump fosse un omino nelle mani dei servizi segreti di Putin! Ma il Russiagate si rivelò, dopo lunghe indagini, una clamorosa bufala.

Il secondo: nel novembre 2000 il candidato democratico Al Gore e quello repubblicano Bush si giocarono l’elezione in Florida. Così titolava il quotidiano Repubblica: “Bush vince con i voti postali Gore recupera nella conta a mano” . A parti rovesciate, ciò che è appena successo.

Ma c’è di più: i democratici ricorsero ai giudici, essendo ben chiaro che nei voti postali le irregolarità e i brogli sono molto facili. Ciononostante, “pur in uno scenario di irregolarità accertate da questi e dai precedenti processi”, i voti postali per Bush vennero riconosciuti.

Accadrà ancora così? La situazione in questo caso è ben diversa: anzitutto perché i voti postali sono diventati non più l’eccezione, ma la norma, non sono poche migliaia ma milioni, in secondo caso perché alcuni errori molto gravi, tutti pro Biden, sono stati già accertati (così come ci sono anomalie evidenti ad occhio nudo: per esempio nel Wiscosin, uno degli stati contesi, i democratici vincono con Biden, ma perdono 5 a 3 alla Camera!).

Ci sono poi anche altre considerazioni da fare: non è a tutti chiaro perché mai Biden e i democratici abbiano così insistentemente battuto sull’opportunità di votare via posta. Per il covid, si dirà! Può darsi, ma le contestazioni sui voti postali erano ampiamente prevedibili.

E i sondaggi? Come mai i giornali filo Biden hanno dato per mesi e mesi risultati così clamorosamente sbagliati, ipotizzando con quasi totale certezza un’onda blu che non c’è stata? A pensar male si fa peccato, ma talora ci si azzecca: non può essere stato un modo per preparare, mediaticamente, l’onda blu rigorosamente postale?

Quanto al numero di votanti, che in qualche caso ha superato magicamente quello dei registrati!, possibile mai che Biden sia stato davvero il presidente più votato della storia, pur avendo sempre riscosso ben poco entusiasmo, anche all’interno del suo partito?

Insomma, i dubbi sono tanti, ma ne vorrei ricordare un ultimo: nel 2016 le primarie democratiche tra Hillary Clinton e Bob Sanders si rivelarono… truccate. In questo caso furono dei democratici a imbrogliare a danno di altri democratici, e a denunciarlo fu Donna Brazile alta carica del partito.

E allora? Chi vivrà, vedrà.

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