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L’amnesia dello scontrino fa chiudere 1017 negozi

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Il dato divulgato dall'agenzia delle entrate è alquanto preoccupante: durante l'anno fiscale 2007 sono state chiuse 1017 attività commerciali in tutto il paese per non aver emesso lo scontrino fiscale per tre volte consecutive.

Se l'Umbria detiene il record di regione più rispettosa dal punto di vista burocratico e la percentuale di scontrini non battuti nel “cuore verde d'Italia” si attesta intorno al 45%, il dato deve necessariamente fa riflettere. Tutte le volte che un commerciante - che è anche un cittadino - non batte lo scontrino fiscale, sta frodando l'intera comunità e scaricando le sue spese sulle tasse che tutti noi andremo a pagare. Si arricchisce – o semplicemente “campa” - alle spalle dei contribuenti, non dello Stato.

La regione che detiene il record negativo è comunque la Campania, con l'84% di scontrini non battuti, significa che su tre cappuccini più due vengono serviti senza che il commerciante paghi le tasse. In Sicilia invece è stato chiuso il più alto numero di attività commerciali – 123 - nel solo 2007. Seguono Veneto e Lazio.

Secondo l'agenzia delle entrate, inoltre: “Nei giorni immediatamente successivi ai controlli in una determinata zona, gli incassi di commercianti, ristoratori e discoteche aumentano in media del 20% rispetto ai quindici giorni precedenti alle constatazioni di violazione. Le indagini effettuate in seguito alla scoperta di violazioni di questo tipo, inoltre, hanno fatto emergere un'interessante corrispondenza tra le categorie più propense a non emettere scontrini e quelle più abituate a taroccare gli studi di settore”. Le attività nella lista nera dei finanzieri sono negozi di abbigliamento, i bar, ristoranti e pizzerie, e i panettieri.


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