Lampedusa. Dal primo gennaio sono sbarcati 12mila clandestini
27 Agosto 2008
di Redazione
L’accordo con la Libia per il pattugliamento in acque territoriali libiche con equipaggi misti italo-libici, che potrebbe essere siglato a giorni dal premier Silvio Berlusconi che il 30 agosto vedrà Gheddafi, non cambierà la situazione del centro di accoglienza di Lampedusa. È stato chiaro Cono Galipò, responsabile dell’ente gestore del centro: "Non gestiamo il Cda a livello commerciale e non sponsorizziamo gli arrivi, quindi per noi non cambia nulla con quest’accordo – spiega ad Apcom Galipò – . La nostra attività è garantita: noi veniamo pagati ogni giorno per 190 persone anche se non abbiamo
nessuna presenza. È sempre attivo, infatti, il personale di ‘Lampedusa accoglienza’ che si occupa degli immigrati".
Pochi giorni fa il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva spiegato che con l’accordo Italia-Libia in fase operativa si potrà considerare "risolto il problema degli sbarchi di immigrati provenienti dalla Libia a Lampedusa", visto che i clandestini che soprattutto d’estate si affollando nel centro di accoglienza dell’isola "al 99% arrivano dalla Libia.
Secondo una stima approssimativa fatta da Cono Galipò, dal primo gennaio ad oggi sono oltre 12mila i clandestini transitati al centro di accoglienza dell’isola siciliana: se le parole di Maroni dovessero diventare realtà, il numero di immigrati a Lampedusa verrebbe drasticamente ridotto. La Libia è quasi sempre il paese di partenza, anche se i migranti che si raccolgono sulle coste libiche per arrivare in Sicilia sono per la maggior parte di nazionalità somala, ma anche eritrea e marocchina. E se un’isola, quella di Lampedusa, accoglierà con sollievo la firma dell’accordo Italia-Libia, un’altra vede già con preoccupazione le "ricadute" di questo accordo: si tratta della Sardegna, dove dal primo gennaio ad ora sono giunti circa 850 maghrebini provenienti dalle coste dell’Algeria, che rischia di diventare il luogo nel quale verranno convogliati i clandestini che vogliono arrivare in Europa se la Libia dovesse "chiudere" le frontiere.
Fonte: Apcom
