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Il blog del direttore

Lanciare scarpe a Baghdad

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“Un giornalista ha lanciato una scarpa contro il presidente Saddam Hussein durante una conferenza stampa a Baghdad per protestare contro le violazioni dei diritti umani e lo stermino degli oppositori. L’uomo è stato arrestato e impiccato dopo poche ore, i corpi di tutti i componenti della sua famiglia sono stati ritrovati mesi dopo in una fossa comune”.

Non avete di certo mai letto una notizia del genere, primo perché probabilmente una cosa del genere non è mai accaduta, poi perché se anche fosse successo la notizia non sarebbe mai uscita.

Invece Muntadar al Zeidi, il giornalista televisivo che ha lanciato il suo stivale misura 44 contro George W. Bush, gridando “Ecco il mio saluto di addio, cane!”. E in poche ore è diventato un eroe per il mondo arabo e le sue gesta sono state viste più e più volte in ogni angolo del mondo.

Il ventottenne Muntadar è passato rapidamente dall’essere un oscuro reporter di una tv irachena basata in Egitto nell’uomo più famoso del momento. I giornali arabi, che lo hanno subito dipinto come il miglior giornalista su piazza,  chiedono in coro la sua immediata liberazione, migliaia di avvocati si sono fatti avanti per offrirgli il loro gratuito patrocinio (sembra che ad aggiudicarselo sia stato l’avvocato di Saddam); i siti internet e i blog mediorientali pullulano di articoli e commenti, benedizioni e ringraziamenti al giovane eroe. C’è chi chiede che al suo nome vengano intitolate strade e piazze, chi lo vorrebbe subito capo di stato e chi propone che la sua scarpa venga esposta nel museo di Baghdad.

Il giovane Muntadar è intanto agli arresti, ma viste le pressioni si può prevedere che non ci rimanga a lungo. Di lui si dice che sia legato a Moqtada al Sadr, ami andare in palestra e ammiri Che Guevara. Mentre  il proprietario  della tv per cui lavora, Hassen al Kashlok,  sarebbe un ex baathista che ha fatto il soldi con il programma “oil for food”.

Mostrare o peggio ancora lanciare una scarpa è considerato la peggiore offesa per gli arabi: quando i marines buttarono giù la statua di Saddam a Firdos Square nel 2003, i cittadini la presero a scarpate.

Bush ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano della sua disavventura sdrammatizzando: “Cosa volete che sia una scarpa? Se volete i dettagli posso dirvi che era una misura 10”.

Oggi molti giornali iracheni prevedono per Muntadar una rapida e fortunata carriera politica.

Bella cosa la democrazia.

 

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5 COMMENTS

  1. Certe notizie tirano di più
    Finalmente un eroe intrepido da adottare e del quale celebrare ammirati il coraggio, da seguire passo passo con sollecitudine ed impegno nel suo luminoso cammino futuro. Di Shamsia e delle sue amiche, alle quali hanno bruciato la faccia perché intendono studiare, chi ricorda qualcosa, chi si è mai preoccupato? Troppo gravida di fastidi la questione. Nelle galere dell’Iran ci sarà qualcuno con un nome? E in quelle della Cina? E in quelle del Sudan? Grazie Loquenzi; comunque mèmore dell’esposizione mediatica a l tempo offerta alla Baraldini, penso che l’Occidente arriverà dove dovrà arrivare.

  2. Formidabili questi anni
    Secondo me fra cinque anni sarà vicedirettore del primo quotidiano irakeno; fra dieci anni direttore del TG di punta della RAI, la radiotelevisione di stato irakena.

  3. cosa vuole dire?
    Lei, giornalista prezzolato….dai soliti noti…cosa vorrebbe mai dire con quell’ultima frase che recita: “Bella cosa la democrazia”. Ce lo spieghi. Sa che non l’ho davvero capito?

    Se soltanto Lei fosse più esplicito allora si che potrei risponderLe a tono.

    Cordialità,

    G. Preziosi

  4. Risposta
    Il fatto che lei non capisca la frase: “bella cosa la democrazia” mi esime da ulteriori spiegazioni. Anche da “prezzolato” ho modi migliori per impiegare il mio tempo.

  5. lancio della scarpa e strepitosi urrà dal mondo islamico
    E’ proprio così ! Si predica tanto qua da noi di toleranza, di democrazia e di accoglienza, tutte cose belle se fossero condivise anche negli stati islamici…..Peccato che siano frutto di secoli di travagli e di guerre in Europa che hanno comunque costruito una coscienza che si sta affievolendo nel benessere e nelle gozzoviglie. Non serviranno i richiami del papa, ormai la china sta diventando più ripida e le grida di giubilo degli arabi quando una disgrazia colpisce l’occidente od un suo rappresentante (bella la schivata di Bush, però ! Si è mostrato veloce e dinamico)sono l’esempio di cosa pensano le masse arabe di noi….Ma tutti vogliono fare distinguo idioti e nascondere l’evidenza, come certi commenti più in alto. Evidentemente l’ottusità è arrivata all’eccesso.

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