Landini: “Abbiamo bloccato Fiat”. Che per questo se ne va in America

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Landini: “Abbiamo bloccato Fiat”. Che per questo se ne va in America

23 Giugno 2013

E’ soddisfatto, il leader della Fiom, Maurizio Landini. I presidi davanti a Pomigliano d’Arco hanno raccolto qualche centinaio di persone all’ingresso degli stabilimenti, protestando contro il secondo sabato di recupero produttivo concordato da Fiat e Sindacati che ha coinvolto anche lavoratori in sub-appalto. C’era anche Landini in persona a guidare la protesta. La produzione è stata avviata con un ritardo di circa 15 minuti e non ci sono stati incidenti. ”Sarebbe gravissimo e antidemocratico se si cercasse ancora di impedire alle persone di esercitare il loro diritto al lavoro”, avevano comunicato i vertici dell’azienda alla notizia del blocco. Ora si tratta di capire quanto i lavoratori si lasceranno intimidire dagli atteggiamenti radicali di Fiom e Cobas. "Invitiamo la Fiom a recedere da atti provocatori, soprattutto quando li intende praticare anche nel giorno dedicato alla manifestazione unitaria a Roma di tutto il sindacato", fanno sapere altre sigle sindacali. Intanto, i Cobas annunciano la richiesta di una commissione d’inchiesta parlamentare sui finanziamenti pubblici di cui ha beneficato la Fiat negli ultimi dieci anni. Dunque, blocchi alla produzione, pressioni sulla politica, atteggiamenti radicali rispetto alle richieste fatte ieri dalla Triplice a Roma. Landini non sembra voler abbandonare la linea dura e dice "Abbiamo dimostrato che è ancora possibile bloccare la Fiat; bisogna smetterla di contrapporre i lavoratori tra loro". Ma quello che probabilmente questo tipo di campagne sindacali otterranno in futuro è che l’azienda continuerà sempre di più a rivolgersi verso altri mercati, a spostare parte della produzione all’estero, finché gli unici blocchi che potranno fare Fiom e Cobas saranno quelli davanti a spettrali industrie vuote.