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Il maccartismo 'de noantri'

L’antipolitica imperante e il suo animus demolitore

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Come e quando un Paese scivola in un regime autoritario? Non sono necessarie le camice nere, gli orbaci, la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Non c’è neppure bisogno di imporre l’adesione al partito unico e di mettere fuori legge gli altri. O di proibire le elezioni: nei regimi totalitari del secolo scorso v’era sempre una finzione di voto popolare. Basta molto meno. Lo vediamo sotto i nostri occhi in Italia.

La rappresentanza politica sta per essere spazzata via, come durante i primi anni novanta. Questa volta non risparmieranno nessuno. E per farlo si stanno muovendo imponenti campagne mediatiche in sintonia con le Procure. Tutta la politica è sotto accusa, a fronte di un disegno di sradicamento che non fa distinzioni e non prende prigionieri (anche se la mano è sempre più leggera nei confronti della sinistra). Ovviamente gli scandali e le malversazioni esistono e vanno perseguiti, ma è fin troppo evidente che è saltata ogni distinzione tra questioni di correttezza, di opportunità, anche di trasparenza e di onestà politica e fattispecie di reato.

È fin troppo palese che le indagini – con tanto di spettacolarizzazione mediatica – non si muovono troppo sovente per accertare la verità dei fatti, ma per colpire in ogni modo degli avversari, dei nemici. Non si tratta più di indagini, ma di persecuzioni. C’è un animus demolitore il cui obiettivo non è più fare giustizia o informazione laddove c’è ingiustizia e disinformazione. No. Tutto è lecito e ammesso per raggiungere un preciso scopo: liquidare comunque questa classe politica. Con quali obiettivi? Resta un mistero.

Nei primi anni novanta – adesso è chiaro – il calcolo era quello di portare il Pci al Governo (per poter bombardare la Serbia senza tanti problemi?). Ma oggi il partito sopravvissuto, se ci sarà, si troverà in un deserto, perché la ghigliottina è scappata di mano e come le forze evocate dall’apprendista stregone della favola, si è messa a tagliare le teste da sola. Ormai non ci stupiamo più di nulla. Neppure dei contorcimenti del Pdl, che spera di riuscire a salvarsi, cambiando tutto. Come se i suoi dirigenti non sapessero che per quel partito è scattata l’ora della soluzione finale. Ma evitiamo almeno il masochismo. Per caso, abbiamo avuto la debolezza di seguire la settimana scorsa alcuni dei talk show più in voga.

Siamo rimasti scandalizzati per la volgarità di Quinta Colonna. Considerando allora che il proprietario di Mediaset è ben noto, ci siamo chiesti se la nuova creatura politica che nascerà il 2 dicembre al posto del Pdl, avrà quel profilo dell’antipolitica che trasuda dai programmi televisivi. Se così fosse – visto che al Cavaliere piacciono le barzellette – ci permettiamo di dedicargliene una un po’ datata.

Anni ’70: Golda Meir, premier israeliano e donna di ferro assai poco avvenente, partecipa ad una assemblea all’Onu. Lì vede le hostess sfoggiare succinte minigonne allora di moda. Chiede di poterle imitare e si adira quanto l’ambasciatore insiste per scoraggiarla. Alla fine riesce a indossarne una, ma se la leva subito, perché, guardandosi allo specchio, Golda si accorge che i testicoli le escano dalla gonna.

E l’ultima puntata di Ballarò? Un processo pubblico a Roberto Formigoni a cui ha preso parte persino il presidente della Camera. In Italia stiamo tornando a una forma di maccartismo de noantri, non meno vergognoso di quello made in Usa. Ricordate? C’erano le liste di proscrizione: chi vi era incluso veniva emarginato dalla società e perdeva il lavoro. Aria di tali liste l’avvertiamo ogni giorno. Ma non ci saremmo mai aspettati che un grande ed importante quotidiano, come Il Sole 24Ore, ospitasse in bella evidenza un articolo di uno dei suoi commentatori di punta, Roberto Perotti, il quale auspicava (nell’articolo <Così si riducono i parlamentari> del 5 ottobre scorso) l’uso della gogna per i parlamentari che non votassero come il professore bocconiano ritiene giusto. A suo avviso, i deputati dovrebbero ridursi a 300 e i senatori a 100.

Nulla di male: è un punto di vista, probabilmente corretto. Ma è inaccettabile che Perotti proponga di sottoporre il parlamentare contrario a tale ipotesi a una vera e propria gogna morale appositamente organizzata, mettendo in rete il suo nome, sottoponendolo agli insulti del popolo del web e invitando a non votarlo alle elezioni. Se poi la consultazione dovesse svolgersi con il Porcellum, allora nel mirino, secondo il professore, finirebbe il partito che continuasse a candidare persone contrarie al taglio dei parlamentari nella misura ritenuta adeguata da Perotti. Alla faccia di quella norma costituzionale dove è sancito che il parlamentare rappresenta la nazione! Lenin, con la sua rivoluzione bolsevica, voleva portare al potere le cuoche. Oggi è venuto il momento delle <tricoteuses>.

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2 COMMENTS

  1. Alte e lucide speculazioni di un destro in attesa di Godot
    Egregio prof. Cazzola, dunque? Analisi non precoce la sua se “… – adesso è chiaro – …“, adesso?! Ma certamente punti di condivisione. Dunque nel centrodestra chi mandiamo avanti e – roba da nulla – con quale concreto progetto? Monti con le sue fasi e le sue agende? “Questa volta non risparmieranno nessuno…un disegno di sradicamento…” e via andando. Intanto si parte almanaccando di Grandi Vecchi o di Grandi Vecchie che tirano le fila e ci si scandalizza – giustamente, ma finisce poi tutto lì – di sputtanamenti e gogne morali: roba che dura da lustri, anche per persone senza valore nei loro quotidiani quotidianissimi luoghi di lavoro. Si pensi a chi è solo un elettore, non appartiene a nomenklature né è incistato nel sistema che dissangua gli Italiani: è confuso. Ora gli mancano da un po’ perfino notizie dall’osservatorio di Pavia, e proprio mentre la terza carica istituzionale – fiduciosa in superiori tutele, forse di Grandi Vecchi – spara fesserie in TV con iattanza. Dunque chi demolisce chi? E chi può sostenere questa sfida alla demolizione? Facciamo le primarie del centrodestra? In ordine alfabetico Alfano, Alemanno… mannaggia: dopo la A c’è la B. Si dovrà fare una regola ad personam o dire a Buttiglione di portare un pizzino persuasivo che risolva la questione? sennò chi glielo va a dire a Bersani Casini & C. , e come la prenderebbero la Merkel e Barroso, Napolitano e Ingroia, De Benedetti e Violante (Violante?)e Sabelli e… Comunque pare che di tempo per occuparsi dei problemi “della politica” e dei politici ce ne sia ancòra. Ci si chide invece fino a quando gli Italiani avranno tempo per cercare una soluzione interna e autonoma ai loro problemi. Peccato che non ci sia Passera, o Montezemolo, o chissà chi al posto di Monti. Altre agende altre fasi altre demolizioni.

  2. Risposta a Cazzola
    E’ irreversibile, in questo momento non esiste nessuno e dico nessuno che sa fare politica alla stregua dei Moro dei Fanfani dei Berlinguer.
    Bisogna cambiare la Costituzione e dire ai pseudo ministri eletti da nessuno come la ns. maggioranza di non darsi importanza di avere aggiustato i conti dello Stato perchè hanno peggiorato lo stato dei cittadini.Come si fa a fare la legge sulle pensioni e la pseudo riforma del lavoro in un momento in cui le aziende falliscono e la gente(come me a 60 anni in CIGS per fallimento dopo 38 anni di anzianità e che dall’inizio dell’anno non ho avuto un colloquio?). E la Fornero si beatifica di aver fatto la legge sulle pensioni. Voi professori siete come l’individuo che ha la pancia piena che non conosce quello che ce l’ha vuota, e vi ostinate proprio Lei Cazzola a non firmare la legge su Esodati e ddl 5103.Vada in pensione per favore.

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