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L’Antitrust multa Enel, Acea, Eni, Edison: “bollette aggressive”

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Gestione inadeguata dei reclami per la fatturazione di consumi presunti, mancata informazione in merito alla possibilità di rateizzazione dei conguagli, assente o ritardata restituzione degli importi, interessi di mora per tardivo pagamento non dovuti. Sono davvero numerose le scorrettezze che l'Antitrust imputa a Eni, Acea, Edison e Enel, sanzionandoli per 14,5 milioni di euro.

Le sanzioni ammontano a 3,6 milioni per Acea ed Eni, 2,9 milioni per Enel Energia, 2,6 milioni per Enel Servizio elettrico ed 1,7 milioni per Edison. L'Antitrust ha accertato che le cinque società hanno esercitato diverse pratiche commerciali aggressiva. Il che vuol dire che se un cliente segnalava un errore in bolletta nessuna delle società in questione si mostrava sollecita nel verificare se ci fossero effettivamente errori. Non solo. Nell'attesa della verifica non venivano sospese le attività di riscossione ovvero sollecito, messa in mora e distacco, talvolta senza preavviso. E nel caso di conguagli “pesanti” e non sostenibili per una famiglia, le imprese non si preoccupavano di prospettare all'utente la possibilità di rateizzare.

Per le due società del gruppo Enel, infine, è stata accertata una terza pratica scorretta: l'addebito degli interessi di mora per tardivo pagamento, anche in caso di bollette recapitate in ritardo o non recapitate e in presenza di un reclamo in tal senso.

Gli italiani restano, pertanto, il popolo più vessato perché, dalle nostre parti, si registra il livello più alto per tutte le categorie dei prelievi fiscali principali. Una ricerca di Unimpresa conferma che sono aumentate le tasse e gli incassi dello Stato ma purtroppo non è calato il debito pubblico né sono migliorate le finanze pubbliche in generale. Negli ultimi 10 anni pressione fiscale è progressivamente salita fino ad attestarsi al 43,5% nel 2015 dal 39,1 % del prodotto interno lordo.

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