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In casa Lega

L’apertura di Bagnai a SuperMario: “Nessuna preclusione, io e Draghi veniamo dalla stessa scuola”

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L’endorsement che non ti aspetti arriva da Alberto Bagnai, l’economista anti-euro eletto in Senato nelle file della Lega, considerato uno degli ostacoli più rilevanti all’avvicinamento del Carroccio alle sponde del governo di salvezza nazionale. “Da parte nostra non ci sono preclusioni, pregiudizi sul nome, ma desideriamo che ci sia consentito di portare avanti alcuni progetti, a partire dal ripristino della legalità costituzionale. Basta con la stagione dei Dpcm”.

Intervistato da “La Stampa”, Bagnai spalanca la porta all’ex presidente della Bce. E, con abilità, lo fa non in un nome di una “conversione” europeista ma rivendicando una continuità: “Sulle sue scelte e soprattutto sulle sue analisi di politica economica (…) non ho mai avuto nulla da obiettare”.

La parola d’ordine dell’economista prediletto da Matteo Salvini è “pragmatismo”: “Guardi – dice al quotidiano torinese -, io sono un pragmatico. Cosa significa essere europeista? C’è un solo modo per considerare l’Europa? Non ho mai visto nessuno considerarsi ‘antartidista’. Alcuni hanno fatto di un’espressione geografica un’ideologia. L’Unione Europea è un progetto politico e in quanto tale speriamo sia soggetto a diritto di critica. Noi rivendichiamo questo diritto”. Epperò, sottolinea Bagnai, “in Europa dialoghiamo con tutti e siamo abituati a cercare soluzioni concrete, confrontandoci sui problemi concreti”.

Nessun imbarazzo dunque, da parte della punta di diamante della squadra dei “pasdaran” al seguito del Capitano, ad andare a vedere le carte di SuperMario: “L’unico imbarazzo in certe sedi – dice – lo provo nel confrontarmi con i dilettanti. Io sono economista come Draghi, lui con un’esperienza istituzionale e di mercato infinitamente più elevata, ma veniamo dalla stessa scuola e abbiamo una lingua comune”.

Non rinnega l’aspirazione alle elezioni, Bagnai, ma chiarisce: “dopo aver messo in sicurezza alcune questioni come i ristori, il piano vaccinale e la gestione degli aiuti europei contenuti nel Recovery Plan, da scrivere bene. A questo aggiungiamo l’esigenza urgente di riaprire rapidamente i cantieri delle opere pubbliche”.

Insomma, se non è un programma di governo poco ci manca. E che a dirlo non siano Zaia o Giorgetti ma Alberto Bagnai è indiscutibilmente una notizia. Qualcosa in casa Lega si muove?

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