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L’Aquila respira, Monti firma l’ordinanza di proroga dei fondi per il sisma

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Una firma che vale quasi otto milioni di euro. E’ quella che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha messo sull’ordinanza di proroga dei fondi per il sisma che ha devastato L’Aquila il 6 aprile del 2009. Firma del capo del Governo, ma annuncio del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che aggiunge un tassello importante al suo impegno di commissario per la ricostruzione.

L’ordinanza, che prevede oneri finanziari per complessivi 7 milioni 845mila euro, è legata, alla “necessità di prorogare la vigenza di alcune disposizioni emergenziali già adottate nelle precedenti ordinanze di protezione civile, al fine di assicurare senza soluzione di continuità l’assistenza alla popolazione colpita dal sisma del 6 aprile 2009, nonché la ricostruzione e il rilancio del territorio”. In particolare, i comuni del cratere e la Provincia dell’Aquila sono autorizzati a stipulare o prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato e quelli di collaborazione coordinata e continuativa fino al 31 marzo 2012. Comune e Provincia dell’Aquila potranno inoltre prorogare, sempre fino al 31 marzo, la convenzione stipulata con la società Abruzzo Engineering per quanto riguarda le attività di controllo sulle asseverazioni dei professionisti, l’istruttoria dei progetti e le attività amministrative e tecniche di messa in sicurezza, riparazione e ricostruzione degli edifici danneggiati.

L’ordinanza prevede copertura, sempre fino al 31 marzo, anche per il personale dei Vigili del Fuoco impiegato nelle operazioni connesse all’emergenza e per le spese relative all’assistenza alla popolazione. “Accolgo con soddisfazione la firma dell’ordinanza”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente che comunque non ha perso l’occasione per lamentare ma il ritardo che ha costretto alla chiusura degli uffici comunali dell’Assistenza alla Popolazione, dell’Area Sisma e della Ricostruzione, con gravi disagi per i cittadini. “Fra queste – ha proseguito il sindaco – quella relativa alle operazioni di smaltimento e trasporto delle macerie, assicurate dall’Esercito. Ho già chiamato, a questo proposito, il Dipartimento di Protezione civile, chiedendo a breve una riunione per aggiornare con urgenza una nuova ordinanza a copertura di questa necessità, assolutamente fondamentale, e per avviare un confronto rapido ai fini dell’emanazione delle linee guida per la ricostruzione dei centri storici”.

Sullo sfondo, però, non si ferma la “dolorosa” indagine relativa ad alcune ditte che sarebbero coinvolte nella ricostruzione e sugli appalti pubblici pilotati nell'ambito dell'assegnazione delle risorse comunitarie previste dalle misure Ipa Adriatico e Fesr. Prosegue infatti l’inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila che va avanti da due anni e che avrebbe portato all'iscrizione nel registro degli indagati una dozzina di persone.

 

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