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Larino si aggiudica il premio nazionale per le cure palliative

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Portare sollievo nelle ultime fasi della vita di un malato, far sentire il paziente ancora parte di un cammino, donargli il calore umano di cui ha bisogno in momenti di sconforto. Da un punto di vista sanitario, forse, non c’è nulla di più difficile che provare ad affrontare serenamente la morte. Ma c’è chi si sforza a farlo e impiega tutte le proprie energie per mettere in piedi forme di assistenza terminale dal volto umano.

L’Hospice “Madre Teresa di Calcutta” di Larino, in provincia di Campobasso, è stato addirittura premiato per un progetto, ideato dai responsabili della struttura sanitaria, dal titolo emblematico: “Io ci sono”. La motivazione con cui è stata consegnata la “Gerbèra d’oro 2011”, il riconoscimento attribuito annualmente dal 2006 all’istituto di cura che si è “distinto dall’affrancamento dal dolore inutile”, è stata chiara: i sanitari di Larino sono riusciti ad affrontare “con gli strumenti della comunicazione il tema del dolore”, predisponendo un progetto capace di “esprime un percorso culturale e umano che lega gli operatori dell’Hospice ai pazienti, ai familiari e ai volontari”.

La premiazione si è svolta al ministero della Salute, a Roma, alla presenza del ministro, Ferruccio Fazio, del governatore regionale, Michele Iorio e del conduttore Rai Bruno Vespa, che è anche presidente della Fondazione “Gigi Ghirotti”, dal nome del giornalista morto di cancro nel ’74 che con la sua esperienza lavorativa attirò l’attenzione sui diritti del malato. Una cerimonia che si è tenuta in occasione della presentazione della X Giornata del sollievo, che si terrà domenica 29 maggio.

Il progetto molisano che ha partecipato al concorso ha vinto puntando tutto sulla comunicazione. Nell’Hospice, infatti, sono stati fissati alcuni obiettivi “informativi”: aumentare la consapevolezza, negli operatori, del ruolo di aiuto verso la persona fragile; stabilire modalità e criteri di base nuovi per la costruzione di mezzi di comunicazione sociale sull’Hospice; diffondere la cultura delle cure palliative fondate sul principio dell’assistenza globale del paziente; diffondere la cultura della palliazione e della morte, a casa e in Hospice, come evento naturale, favorendone l’accettazione; ridurre il senso di diffidenza, timore e rifiuto nei confronti di strutture come l’Hospice, inteso come luogo di morte più che di cura della vita fino al suo ultimo istante; promuovere, infine, dibattiti e approfondimenti sui temi del “fine vita”, del dolore e del sollievo dalla sofferenza.

Il progetto comunicativo è stato accompagnato da un toccante filmato, proiettato in sala. Il riconoscimento nazionale alla struttura molisana è la dimostrazione che, anche in momenti di difficoltà, la sanità può toccare livelli di assistenza molto più che adeguati, portando una piccola Regione come il Molise a battere la concorrenza di strutture presenti in zone economicamente più avanzate. Soddisfatto per questo riconoscimento il presidente Iorio, il quale ha parlato di “un premio che rende orgogliosi, un premio importante a una realtà sanitaria che nulla ha da invidiare a quelle presenti in altre zone del Paese, come il Nord. Questo – secondo il governatore – è la dimostrazione di come, anche in una fase difficile, si possono toccare punti di eccellenza nella Sanità”.

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