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L'analisi

Lasciare la guida della Regione per capitalizzare: ecco il “Papeete” di Zingaretti

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“Dalla parte delle persone”. Lo slogan che campeggia ovunque dalle parti del Nazareno e sulle pagine social del segretario Zingaretti è proprio questo qui. Come dire: noi ci sappiamo fare con le persone, gli altri no. Messaggio politico con chiaro destinatario. E fin qui, nulla da dire. Ogni partito cerca di occupare gli spazi come può e come meglio crede. In fondo siamo ancora “liberi”, anche se, stando alla narrativa Dem il fascismo, prima del 21 settembre, era praticamente alle porte. Ora, guarda caso, nessuno lo nomina più.
Eppure, si vede che al buon Zinga la campagna elettorale per le regionali gli abbia tolto diverse energie. Tanto che qualche giorno fa è arrivato a dichiarare: “In questi mesi ho onorato un doppio impegno, quello di presidente della Regione e di leader nazionale e oggi avverto un po’ il peso e la fatica di un doppio ruolo, soprattutto nel momento del Covid, che richiederà una presenza e che sarà costante”. Conclusione: uno dei due ruoli è di troppo. E dalle parti della Pisana, si vocifera che la carica che cadrà sarà proprio quella di Presidente della Regione Lazio. “Si andrà a votare – sussurra un bene informato – Hanno capito che possono vincere Regione e Capitale”.
Non sappiamo se il pensiero di Zingaretti sia proprio questo, ma di certo non si può dire che la sua scelta sia scevra da calcoli meramente politici. Il “vento” che sembra spirare favorevolmente alla coalizione di governo, probabilmente ha suggerito al nostro Zinga di tentare il doppio colpo per mettere in cassaforte Roma e la Regione per poi magari assicurarsi anche il Presidente della Repubblica, dato che a luglio 2021 inizierà il semestre bianco.
Detta così sarebbe una operazione perfetta. Tanto perfetta da richiamare il famoso spettro del Papeete che i Dem hanno tanto combattuto fino ad arrivare ad abbracciare persino gli odiati 5 Stelle pur di scansare l’ipotesi di un governo Salvini. Ora però, senza papeetismi evidenti, il succo dell’operazione zingarettiana appare lo stesso: capitalizzare per portare a casa più risultati possibili.
Tutto questo alla faccia dello slogan “Dalla parte delle persone”. E si perché, se da un lato l’uscita di scena di Zingaretti dalle parti della Pisana dovrebbe far tirare un sospiro di sollievo data la pessima gestione della sanità in questi anni di governo della Regione Lazio, dall’altro, in tempo di Covid, lasciare la guida di una Regione per capitalizzare risultati elettorali, non è certo un atteggiamento che si addice ai fieri alfieri del lockdown.
Ma questo sembra importare poco. Ormai il fantasma del Papeete è entrato nelle stanze del Nazareno. E alla fine il rischio che qualcuno ribattezzi ironicamente lo slogan zingarettiano “Dalla parte delle persone” aggiungendo un “poltrone”, non è poi così remoto.

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